Il-Trafiletto

18/09/14

La causa della morte di Riccardo III

Nel 2012 sotto ad un parcheggio a Leicester (Inghilterra) dei ricercatori ritrovarono lo scheletro di Riccardo III.

E' noto che Riccardo III morì nella battaglia di Bosworth Field, durante la guerra delle due rose, svolta il 22 agosto del 1485, per mano delle truppe di Enrico Tudor che si scontrarono con quelle di Riccardo III le quali accerchiarono il re inglese e lo uccisero. Fu una delle più importanti battaglie della guerra delle due rose, la guerra civile inglese che vide contrapporsi due rami della famiglia dei Plantageneti, il casato di York contro il casato dei Lancaster. Il vincitore Enrico Tudor, conte di Richmond, plantageneto da parte di madre, fu eletto re divenendo Enrico VII, diede inizio alla dinastia dei Tudor, ponendo così termine alla guerra delle due rose.

Riccardo III
Se quando e per mano di chi è morto Riccardo III lo sappiamo, non sappiamo le cause della sua morte. Recenti analisi sui resti, a distanza di due anni dal ritrovamento, rivelano le cause della sua morte. I ricercatori dell'Università di Leicester hanno scoperto nove ferite al cranio e due sul corpo.

La gran quantità di ferite in testa fa pensare che il re non avesse un elmo, mentre l'assenza di ferite da difesa sulle braccia e sulle mani dimostrerebbe la presenza di protezione sugli arti. Secondo gli studiosi la morte è stata causata dai due colpi sul lato inferiore della testa. Le ferite sul bacino sarebbero, invece, state inflitte dopo la morte

Riccardo III fu l'ultimo re della dinastia dei Plantageneti e, nel contempo, fu l'ultimo re d'Inghilterra che perse la vita in combattimento.
Una ferita al cranio di Riccardo III

Nissan Pulsar: trazione ecologica e abitacolo infinito

Sono disponibili le nuove foto che ritraggono la Nissan Pulsar, la due volumi solida che annuncia il ritorno della Casa del Sol Levante in questo importante settore, dopo l'abbandono nel 2006 della Nissan Almera per dare spazio alla futura bestseller Nissan Qashqai. 


Di seguito le caratteristiche.
Le misure della Nissan Pulsar sono 4,38 mt di lunghezza con un passo di 2,7 metri, l'obbiettivo è quello di puntare tutto sulla comodità all'interno dell'abitacolo e la capienza di carico per evidenziarsi dalla massa di questo fondamentale settore di categoria: la Casa Madre afferma che l'auto può vantare 692 mm di spazio a disposizione per le gambe dei passeggeri accomodati dietro e un porta bagagli da 385 litri, che può arrivare a 1.365 abbattendo i sedili dietro. Inoltre, è equipaggiata con tutti i dispositivi di sicurezza del pacchetto Nissan Safety Shield, fra cui l'Around View Monitor, l'assistenza alle frenate d'emergenza e quella al parcheggio, l'avviso del superamento di corsia e il sistema di controllo dell'angolo cieco. Di ultima generazione anche l'infotainment, con il NissanConnect di seconda generazione in grado di interfacciarsi con il proprio smartphone.
Nissan Pulsar 

Questi i motori.
Al momento della messa in commercio nei mercati, la serie Nissan Pulsar verrà equipaggiata dal motore dal binomio turbo e benzina DIG-T di 1.2 litri da 115 CV a 4.500 giri e 190 Nm di coppia massima a 2.000 giri.
Le prestazioni che vengono annunciate parlano di un'aumento di velocità da 0-100 km/h in 10,7 secondi, con consumi medi che si attestano intorno ai 5 l/100 km e fuori uscite di CO2 pari a 117 g/km. Chiaramente sarà presente anche un motore a gasolio, per la precisione si tratta del turbodiesel da 110 CV e 260 Nm di coppia, che assicura consumi parecchio ridotti: la Nissan dichiara soltanto 3,6 l/100 km con fuoriuscite di CO2 di soli 94 g/km nel ciclo combinato. Su tutti e due i motori si potrà trovare pure il sistema Start&Stop. Durante il 2015, concludendo, la serie verrà resa completa dal conosciuto ed apprezzato motore DIG-T  di 1.6 litri da 190 CV.
Ogni auto verrà dotata del cambio manuale a 6 marce e, soltanto su esplicita richiesta, con quello automatico, ovvero sia il cambio Nissan XTronic.

Allestimenti e prezzi.
Gli allestimenti che previsti sono 3 per quel che concerne il mercato italiano: Visia, Acenta e Tekna, con costi che si attestano intorno ai 17.900 e 24.350 . L'equipaggiamento di serie delle versioni che faranno il loro esordio comprendono cerchi d'acciaio da 16 pollici, 6 airbag, vetri e specchietti elettrici, luci diurne a Led, climatizzatore manuale e divano posteriore frazionabile, computer di bordo, impianto audio con presa Usb, connettività Bluetooth, comandi al volante e cruise control.

Le Acenta potranno contare, oltretutto, pure dei fari fendinebbia, del clima automatico bidirezionale, dello specchietto interno fotocromatico, del bracciolo posteriore, del volante di pelle, dei cerchi di lega da 16", del sistema Nissan Intelligent Key con tasto di avviamento e dei sensori luci e pioggia. Completano la serie delle Teckna, offrendo in più il Safety Shield, i gruppi ottici a Led, il bracciolo anteriore scorrevole, i cerchi di lega da 17", i vetri posteriori oscurati, il pacchetto Nissan Connect con display da 5,8 pollici con navigatore, l'Around View Monitor e la retrocamera.


Parlare con parole che sanno raggiungere le persone

Tante sono le parole che si scrivono e si dicono tutti giorni, alcune sono importanti, altre sono solo dette per non fermarsi e fare silenzio, ma riempire il giorno con frasi fatte e parole che non parlano a nessuno e nemmeno a noi. 


Le parole però hanno una vera forza, se partono dal cuore e ambiscono a raggiungere tutte le persone che ci stanno intorno.

Un piccolo consiglio, prima di pronunciarle, dovremmo pensarle e lasciarle uscire solo quando siamo sicuri che possano davvero servire a qualcuno o a qualcosa.

Sono convinto che le parole dovrebbero essere pronunciate con questo ordine:

La tua prima parola sia sempre buona e bella.
La tua seconda parola sia vera e sincera.
La tua terza parola sia giusta e appropriata.
La tua quarta parola sia generosa e capace di contagiare.
La tua quinta parola sia coraggiosa e non deve mai avere peli sulla lingua.
La tua sesta parola sia tenera, dolce e sensibile.
La tua settima parola sia consolante e attenta a non ferire.
La tua ottava parola sia accogliente,
La tua nona parola sia rispettosa e mai pungente,
La tua decima parola sia saggia e pensata a dovere.

Quando durate la giornata siamo stati capaci di usare tutte queste parole è arrivato il momento di:

Fermarsi e fare silenzio e un silenzio che diventa ascolto profondo.
Parole dette con il cuore

Allarme cannabis: aumento esponenziale del consumo fra i giovani

Nella  “Relazione sulle tossicodipendenze 2014” del Dipartimento per le politiche antidroga (Dpa) emerge un dato allarmante relativo al consumo di cannabis fra i giovani: un ragazzo su quattro fuma marijuana. Il campione preso in esame è molto ampio (31.661 giovani tra i 15 e i 19 anni) e indica chiaramente la progressione dei consumi: nell’ultimo anno, infatti, siamo arrivati al 23,46 per cento, due punti in più rispetto al 2013 e cinque punti in più rispetto a qualche anno fa.

Tra l’altro, il consumo di cannabis è in controtendenza nei confronti di quelli di cocaina, eroina, amfetamine ed ecstasy, tutti stabili o perfino in diminuzione. Così come continua a diminuire in Italia il numero di morti per droga: 344 nel 2013, contro i mille del 1999. «L’analisi corretta dei numeri ci dice che la battaglia contro la droga si può vincere. Purtroppo il terribile errore di oggi, di considerare la cannabis innocua, lo pagheremo domani, quando rivedremo in aumento i consumi di cocaina ed eroina e, temo, anche i morti per droga» commenta sconsolato il professore Giovanni Serpelloni, fino a qualche mese fa responsabile del Dipartimento antidroga e poi licenziato in tronco dal governo Renzi.

Fumatore di cannabis
immagine presa dal web

Dai dati del Dpa è chiaro che in Italia si sta ormai diffondendo un’idea sbagliata e controproducente della cannabis, in base alla quale questo tipo di droga non fa male, non produce dipendenza, e non apre la strada a sostanze ancora più pericolose. Un vero e proprio sdoganamento. Smentito a livello internazionale dalle ultime indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha sottolineato come i consumatori di cannabis diventano apatici, perdono motivazioni di vita e trascurano la scuola. Al contrario, il governo sempre più orientato a condividere, con i suoi provvedimenti, lo sdoganamento diffuso della cannabis: da qui le norme per il ritorno alla fittizia e scivolosa distinzione tra doghe pesanti e leggere e l’autorizzazione della coltivazione e dell’uso della marijuana di Stato per fini terapeutici.

Ricapitolando, i numeri vanno in una direzione, gli avvertimenti delle organizzazioni internazionali sono molto chiari, e il governo, con il consenso del Parlamento, invece marcia in senso opposto in una sorta di autismo politico. Anche l’uso terapeutico della cannabis rischia di trasformarsi in una clamoroso autogol e in ogni caso non ha alcuna giustificazione scientifica. Il professore Silvio Garattini, un’autorità in materia di farmaci e tra l’altro un componente del comitato scientifico del Dpa, ha recentemente documentato il bluff che circonda la liberalizzazione terapeutica di farmaci a base di cannabis. Non esistono ricerche e studi comparati, con dati attendibili, che siano in grado di dimostrarne l’effettiva utilità e innanzitutto la mancanza di controindicazioni.

Al contrario, sul mercato sono già in commercio almeno tre medicinali che possono sostituire la cannabis con ottimi risultati nella terapia contro il dolore. E tra i possibili effetti collaterali di farmaci a base di cannabis non vanno trascurati fenomeni come la perdita di memoria e la psicosi. Con questo scenario, purtroppo, l’Italia rischia di essere uno dei paesi del mondo più all’avanguardia nella tolleranza all’uso della cannabis e nella utilizzazione di farmaci ricavati proprio da quella che viene classificata, per legge, come una “droga leggera”.

 A chi giova questa linea politica così permissiva e tollerante? Certamente non alle famiglie di quei ragazzi diventati fumatori abituali di spinelli, dove il dramma della dipendenza si traduce in una battaglia impari, solitaria e senza sponde. Piuttosto saranno soddisfatte le grandi multinazionali del tabacco, affamate di potenziali alternative alla domanda di sigarette in forte contrazione, e le holding farmaceutiche che stanno investendo montagne di euro per aumentare l’offerta sul mercato di prodotti a base di cannabis e hanno quindi bisogno di un sostegno in termini di politiche sanitarie. Così la marijuana, che per generazioni è stata una bandiera di trasgressione e di ribellione, si sta trasformando nel simbolo di un capitalismo selvaggio, dove il profitto viene prima della salute, e di un politica debole che non riesce a contenerlo.

Iniziata la consultazione del progetto La Buona Scuola | Ecco il suo funzionamento

Iniziata la consultazione riguardo il progetto La Buona Scuola che prevede 3 passaggi: la compilazione del questionario - Dare vita ad un dibattito - Tutti insieme per dare il via alla realizzazione di una buona scuola. 


A partire dalla data del 22 settembre avrà inizio uno spot per attirare il "Paese tutto" a contribuire alla nascita della buona scuola. Vai alla consultazione

Passaggio 1: Compilazione del questionario. 
Il questionario è suddiviso in 7 settori. Ogni settore è assestante: si potrà dare tutte le risposte ai settori pure in diversi momenti. I primi 6 settori hanno come linea guida i capitoli del rapporto "La Buona Scuola". Il settore finale sarà quello che includerà le opinioni in generale riguardo il Progetto "La Buona Scuola", al fine di mettere in condizione ogni singolo partecipante di potere dare liberamente il proprio contributo per completarlo o integrarlo, per esprimere gradimento o criticarlo. Insomma, per partecipare attivamente.
La Buona Scuola
il 22 settembre il via
alle consultazioni

Passaggio 2: Dare vita ad un dibattito. 
Vuoi dare vita ad un dibattito per parlare di argomenti del progetto "La Buona Scuola"?
Ti trovi per caso a scuola? Sei un alunno, insegnante o dirigente scolastico? Puoi segnalare la tua intenzione di dare vita all'organizzazione di un dibattito. Lo scopo è quello che ogni consulta, assemblea di classe o di istituto, consiglio di classe, collegio degli insegnanti e d'istituto posa farne parte attiva. Rappresenti un'organizzazione? Provvedi immediatamente ad accreditarti e a segnalare un dibattito. Se ogni consiglio comunale, organizzazione di rappresentanza, associazione, università, fondazione e innovatore contribuisce ad allargare il dibattito, raggiungiamo ogni cittadino.
Chiunque provvederà ad organizzare un dibattito potrà avere la possibilità di potere rendere pubblici i risultati seguendo un format condiviso. Dite la vostra opinione su cosa è più importante, cosa non può più essere rimandato, ma sopratutto cosa va cambiato.

Passaggio 3: Realizziamo insieme La Buona Scuola. 
Ci sono stanze virtuali (sotto, vedi link) che risultano essere a disposizione di tutti coloro che hanno delle idee, proposte, soluzioni, sperimentazioni in atto e progetti inerenti all'obiettivo citato. Ogni spazio è gestito da un coordinatore, un gruppo di lavoro e una data dove bisognerà consegnare: il 15 novembre
Come potere partecipare? Semplice, basterà seguire 3 semplici passaggi:
1 Unisciti alla redazione dei documenti del gruppo;
2 Contribuisci al dibattito online segnalando la tua proposta, o commentando e votando quelle già presenti; - Organizza un evento sul tema o partecipa a quelli programmati, e riportane le conclusioni nello spazio online;
3 Se hai tempo ed entusiasmo, scrivi al coordinatore e candidati a partecipare al gruppo di lavoro.

Posso proporre un progetto?
Sì. Le stanze che seguono ospitano alcune tra le proposte de “La Buona Scuola”. Ne saranno aperte altre nei prossimi giorni: puoi proporre un obiettivo cliccando qui . Descrivi con chiarezza l'obiettivo, i soggetti che potrebbero essere interessati a collaborare e cosa sarà inviato al MIUR entro il 15 novembre.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.