Il-Trafiletto

13/10/14

Fotovoltaico, geotermico e idroelettrico in crescita

Dopo due anni, ben due anni di segno negativo, finalmente la domanda di energia elettrica registra un segno positivo. In base ai dati di Settembre di quest'anno 2014, in Italia, la domanda di energia elettrica  è stata pari a 26,2 miliardi di kWh, con un incremento dello 0,4% rispetto a settembre dello scorso anno. La variazione della domanda elettrica di settembre diventa tuttavia -0,2% se epurata dell'effetto calendario: rispetto a settembre del 2013, quest’anno, a parità di temperatura media mensile, si è avuto un giorno lavorativo in più (22 vs 21).

I 26,2 miliardi di kWh richiesti nel mese di settembre 2014 sono distribuiti per il 45,9% al Nord, per il 30,2% al Centro e per il 23,9% al Sud. A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica nel mese di settembre è risultata positiva al Nord (+0,4%) e al Sud (+0,8%), e negativa al Centro (-0,3%). Nel mese di settembre 2014 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’86,9% con produzione nazionale e per la quota restante (13,1%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,9 miliardi di kWh) è calata del 2,1% rispetto a settembre 2013. Sono in crescita le fonti di produzione idrica (+18,6%), fotovoltaica (+5,4%) e geotermica (+5,3%). In flessione le fonti termica (-7,4%) ed eolica (-5,1%). In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di settembre 2014 rispetto al mese precedente è stata pari a -0,2%%. Il profilo del trend si porta su un andamento stazionario. Nei primi nove mesi del 2014, la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 3,0% rispetto ai valori del corrispondente periodo del 2013; a parità di calendario il valore è pari a - 2,9%.

Sidi, un pezzo di storia nostrana | Una lettura da gustare..."Dalla testa ai piedi"

Sidi Sport raccontata in un'opera dal titolo: "Dalla testa ai piedi", dove si leggono storie e fatti accaduti al creatore è proprietario della nota azienda. 


Il libro narra una storia che ha come soggetti unici protagonista la vita, il lavoro e lo sport, vissuti all'interno dell'azienda Sidi Sport di Maser (Treviso) dove ha avuto luogo la presentazione stessa del volume intitolato "Dalla testa ai piedi". Un libro che racchiude gli eventi e i fatti avvenuti al fondeur dell'azienda Dino Signori. Una storia che ha come attori principali, la vita, il lavoro e lo sport.

"C'è tanto di me in quest'opera, ma c'è tanto anche di altri, che hanno contribuito in maniera notevole per me e con me. Non c'è ogni cosa, dal momento che la memoria non è fresca come una volta, ma anche a causa del fatto che per introdurre all'interno ogni avvenimento con ogni probabilità un libro non sarebbe bastato. È la mia storia, di bambino che sognava di diventare adulto e di un adulto che ha sempre lavorato con l'entusiasmo di un bambino. Semplicità e la miseria di quegli anni andati e l'eccitazione di un'Italia che aveva voglia di fare e ha fatto tanto. Un libro fatto tra amici, che ho incontrato lungo la mia vita. Molti dei quali mi hanno sul serio dato un forte incentivo, e moltissimi, mi hanno anche fatto dono del loro cuore."
"Dalla testa ai piedi"

Dino Signori inaugura cosi la presentazione del suo libro, scritto e curato da Pier Augusto Stagi. Le scarpe e lo sport hanno rappresentato l'aspetto più importante della vita di Dino Signori. Esattamente per questo motivo non poteva non essere questa la naturale location ovvero sia la "sua" fabbrica alias la casa di Dino Signori, il luogo nel quale lavoro e passione si fondono. Il luogo dove idee e progetti nascono e diventano realtà passando appunto dalla testa di Dino ai piedi dei campioni, capaci poi di ottenere vittorie straordinarie in tutto il mondo, vittorie che portano la firma di Sidi.

Il volume è stato presentato con l'intento di adunare presso la sede Sidi, sportivi, amici, collaboratori, giornalisti, insomma tutti i protagonisti facenti parte della numerosa famiglia di Sidi. In prima fila però Dino Signori ha voluto loro, i suoi dipendenti, per volgere loro un'ideale abbraccio e dargli il suo personalissimo ringraziamento, in quanto sono loro che grazie al lavoro svolto con dedizione fanno in modo che quotidianamente si possa costruire il benessere di Sidi. La famiglia di Sidi ha risposto da par suo, ricambiando lo stesso proprietario in questa che per lui è stata una doppia giornata di festa, si perché oggi Dino Signori oltre al lancio del nuovo libro ha festeggiato anche il suo compleanno. Tanti i campioni del ciclismo e del motociclismo, di oggi e di ieri, hanno preso parte all'evento. Campioni che sono, insieme a Dino, i protagonisti del libro "Dalla testa ai piedi".

Ospiti d'eccezione, il campione del mondo di ciclismo di Ponferrada 2014, il polacco Michal Kwiatkowski (Omega Pharma - Quick-Step), 8 volte campione del mondo della MX Tony Cairoli, e Kiara Fontanesi la regina del motocross tre volte campionessa del mondo.

Tra gli altri VIP presenti figuravano pure il mai dimenticato Francesco Moser, Maurizio Fondriest, Paolo Bettini, Michele Bartoli, Oscar Freire, Davide Cassani, Gilberto Simoni, Hubert Pallhuber, Paolo Savoldelli e il pilota, campione del mondo SS nel 2001 e nel 2008, Andrew Pitt.


Pie alle mele | Sapori in autunno

 INGREDIENTI PER 6 PERSONE
Per l'impasto farina tipo 00 g 375
*latte tiepido ml 125
*lievito di birra g 25
*un cucchiaino di zucchero, per lievitare
*burro fuso g 80
* zucchero g 75
*un pizzico di sale un uovo
Per il ripieno 5 -6 mele, piuttosto acidognole, di grandezza media
*4 cucchiai di zucchero
*1-2 cucchiaini di polvere di cannella
*uvetta g80 *Marsala ml 60
*mandorle macinate g 100 *2 cucchiai di burro *farina per lavorare
TEMPO: 45' + 1 ora lievitatura+ 35' cottura
CALORIE A PORZIONE: 675 kcal
Pie alle mele | Sapori in autunno
PREPARAZIONE Versate la farina in una scodella capiente, formate una fossetta con le mani, sbriciolatevi il lievito, aggiungete il cucchiaino di zucchero, versatevi 50 ml di latte tiepido, coprite la scodella con un panno e fate lievitare per circa 20'. Dopodiché aggiungete il burro fuso, lo zucchero, il sale e l'uovo e impastate il tutto aggiungendo a poco a poco il latte fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Nel caso l'impasto sia troppo duro, aggiungete ancora un poco di latte. Nel caso contrario ancora un poco di farina. Coprite l'impasto e fatelo lievitare per circa.60
' in un luogo caldo e privo di correnti d'aria. Riscaldate il forno a 180°C con ventilazione. Fate ammollare l'uvetta nel Marsala. Sbucciate le mele, eliminate i torsoli e tagliatele a spicchi. Aggiungete l'uvetta con tutto il liquido, la cannella, le mandorle e lo zucchero. Mescolate bene. Tagliate l'impasto in due parti. In una parte grande ed in una piccola. Allargate la parte grande in modo rotondo (circa 36 cm di diametro) sul piano di lavoro infarinato. Imburrate lo stampo e riempitelo con la frutta preparata, poi copritela con il foglio di pasta. Chiudete bene i bordi con la pasta rimanente formata a treccia. Bucherellate la pasta con una forchetta e passate lo stampo nel forno caldo per circa 30-35'. Fate intiepidire prima di servire la pie.

Sempre più fosco il giallo di Pantani | un fax cambia l'ora della morte

La morte di Pantani si tinge di un giallo fosco per alcuni inquetanti particolari, emersi nel corso delle indagini riaperte con l'ipotesi di omicidio, dieci anni dopo il fatto. Un fax giaceva dimenticato tra le carte investigative sul quale si legge un'ora diversa della morte di Pantani.


Trovato un fax del 16 febbraio 2004 inoltrato alle 20.50, 48 ore dopo la scoperta del cadavere del corridore. Spedito dal medico legale Giuseppe Fortuni, un’autorità del settore: sul suo tavolo autoptico sono passati i corpi di Ayrton Senna e Meredith Kercher, destinato al magistrato di Rimini Paolo Gengarelli, che aveva incaricato Fortuni dell’autopsia. Il fax che portava in calce  «riservato e urgente», conteneva il risultato dell'esame autoptico del medico: «Al termine dell’esame autoptico sulla salma, la informo che il decesso può datare attorno alle ore 17 del 14 febbraio 2004... Allo stato attuale delle indagini medico-legali, la causa può essere indicata in un collasso cardiocircolatorio terminale».

Ma perchè mai nel rapporto definitivo il medico cambia versione e colloca l'ora del decesso tra le 11.30 e le 12.30, come dimostrato dai dati raccolti da chi per primo ispezionò il cadavere al Residence Le Rose di Rimini (il dottor Francesco Toni) e dalle evidenze dell’autopsia. Orario confermato dalla recente perizia del professor Francesco Maria Avato, consulente della famiglia Pantani, che si limita a posticipare la morte di 15 minuti. Ma se Giuseppe Fortuni è un’autorità del settore, per quale motivo formalizzare un orario di morte incompatibile con le evidenze scientifiche?

Ma un altro aspetto inquietante avvalora l'ora del decesso indicata sul fax. Pantani portava al polso, un Rolex Daytona a cui Marco era legatissimo. L’orologio segna cinque meno cinque. Un dettaglio che (come le impronte digitali o la cocaina presente su un bicchiere e su una bottiglia a fianco del corpo) viene trascurato. Il Daytona fu restituito alla famiglia che l’ha conservato come un cimelio. Secondo i tecnici un orologio come quello si ferma se sta immobile per 50 ore oppure se subisce un forte urto. Il colpo l’orologio di Pantani l’ha subito alle 5 meno 5 del 14 febbraio. Alle cinque del mattino Pantani era certamente vivo. Alle 17 era morto da cinque ore secondo la perizia medica legale ufficiale oppure stava morendo secondo il primo rapporto inviato da Fortuni. E qui il giallo vira verso il nero, perché se Pantani è morto attorno alle 12 (come confermano dati oggettivi e incontestabili) bisogna spiegare perché l’orologio si ferma alle 17, la medesima ora indicata nel primo rapporto di Fortuni.

Davanti al procuratore capo di Rimini, Paolo Giovagnoli, in questi giorni sfilano vecchi e nuovi testimoni dell’inchiesta. Secondo i legali dei Pantani alcuni testimoni sono in grado di smontare uno degli assunti incrollabili degli investigatori: quello che nella stanza B5 del Residence Le Rose di Rimini non sia entrato nessuno da tre giorni prima della morte del Pirata al momento della scoperta del cadavere. Qualcuno deve aver causato il blocco dell’orologio e provocato l’ormai palese messa in scena di una camera «messa a completamente soqquadro in un delirio da cocaina» dove però non venne trovato un solo oggetto danneggiato, compresi specchi e ceramiche, delicatamente appoggiati sul pavimento. Troppo ben organizzato per definirlo "caos da delirio di cocaina".




Nella tomba reale di Anfipoli ritrovato lo scheletro di Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno

E' arrivata la conferma ufficiale da parte degli archeologi: nella tomba monumentale di Anfipoli i resti ritrovati sono del re Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno. Ne avevamo parlato qualche tempo fa, proprio durante gli scavi, che appunto descrivevano una tomba certo di un membro della famiglia reale o comunque di grande importanza.


La tomba reale a due camere si trova precisamente a Vergina, una città a circa 100 chilometri di distanza dal misterioso tumulo funerario di Anfipoli, e qui riposa il re  macedone re Filippo II, padre di Alessandro Magno. Da qualche settimana i media davano notizie sul ritrovamento di un'importante tomba di un personaggio macedone contemporaneo al famosissimo Alessandro Magno.

L'ingresso della tomba
immagine presa dal web
 I ricchi particolari della tomba e la sua stessa struttura faceva intendere come fosse stata costruita per un'importante personaggio del governo macedone. Adesso finalmente è arrivata la conferma ufficiale. Si tratta della tomba del padre di Alessandro Magno. Insieme con i resti cremati di Filippo II, la sepoltura, più nota come Tomba II, son state ritrovate anche le ossa di una donna guerriera, forse la figlia del re Skythian Athea

Particolari della tomba
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