Il-Trafiletto

13/06/14

Bazzicando nei dintorni della scienza

Edison "SD intelligente"
Bazzicando nei dintorni della scienza, sbirciando cosa freme dentro i laboratori scientifici ho trovato che si sta lavorando ad una scheda intelligente, non una semplice scheda SD, bensì un computer completo, una TV che presto sostituirà quella HDTV, ovvero sia lo standard 4k detto anche Ultra HD, ed un'auto che che Ford l'immagina come un'ibrido benzina-elettricità, avente un tettuccio a pannelli solari.

SCHEDA INTELLIGENTE
Dicevamo di questa scheda intelligente, che non è una semplice scheda atta ad aumentare ed espandere la memoria di qualsivoglia apparecchiatura, ma bensì un computer vero e proprio, completo di fornitura wi-fi, Bluetooth che ha dimensioni di una normale scheda SD. La Intel non lo propone come prossimo computer domestico: spera, invece, che Edison possa essere incorporato in altri prodotti per dotarli di "intelligenza". Se l'idea prenderà piede potremo presto vedere a un prezzo abbordabile vari oggetti intelligenti, come indumenti per bambini con incorporati sensori dello stato di salute. Intel Edison intel.com
TV standard 4K

VISIBILITA' PERFETTA
Lo standard 4k TV, detto anche Ultra HD, sarà il successore del 1080p come punto di riferimento per la qualità di film e televisori. Offre il quadruplo dei dettagli dell'HDTV standard, ma i nuovi televisori tendono a costarci dieci volte di più. Almeno fino all'arrivo di questo apparecchio 4K da 50 pollici che ha un prezzo ben più amichevole, sui 700.00 €, ma senza risparmiare sulle specifiche. Si collega facilmente a Internet e ha una qualità dell'immagine all'altezza dei migliori. Vizio P502ul-B1 Vizio.com
Ford C-Max Solar Energi Concept

SI RICARICA CON IL SOLE
D'estate l'auto può diventare rovente. Ford vuole sfruttare questo fenomeno con l'offerta di auto ibride benzina-elettricità che ricaricano le batterie grazie a un pannello solare montato sopra il veicolo: un vetro speciale concentra la luce del sole sulle cellule fotoelettriche. La Ford afferma che una giornata di sole corrisponde a quattro ore di carica, che ci danno un'autonomia di 34 chilometri prima che il motore passi ad usare la benzina. Ford C-Max Solar Energi Concept Ford.com. (science)


L'umorismo, irriducibile espressione dell'etica

Nel 1985, dopo aver scritto diversi libri per ragazzi, Daniel Pennac (pseudonimo di Daniel Pennacchioni) cominciava la sua serie forse più famosa, quella il cui protagonista è un capo espiatorio di “professione”: Benjamin Malaussène. Il primo capitolo di questa serie di libri è Il paradiso degli orchi ed è il libro di cui vi parlerò oggi.
Il paradiso degli orchi
Il paradiso degli
orchi

Siamo nella Parigi degli anni '80. Benjamin Malaussène è un capro espiatorio: un uomo pagato per prendersi la responsabilità di qualunque guasto di qualunque oggetto venduto ai Grandi Magazzini. Ogni volta che viene chiamato all'Ufficio Reclami deve ripetere la stessa partitura: impietosire a tal punto l'acquirente da costringerlo a ritirare il reclamo. Proprio dopo aver concluso una sua performance, nei Grandi Magazzini scoppia una bomba: un boato, delle urla, poi il silenzio. Una sola vittima: un uomo dilaniato, ritrovato con la patta aperta.


“In poesia i silenzi hanno lo stesso ruolo che in musica. Sono una respirazione, ma sono anche l'ombra delle parole, o il loro riflesso, dipende. Per non parlare dei silenzi annunciatori. Ci sono infiniti tipi di silenzi, Clara. Per esempio, prima che tu ti mettessi a recitare, stavi fotografando il gatto bianco sulla tomba di Victor Noir. Supponi che dopo che avrai recitato noi tacciamo. Sarà forse lo stesso silenzio?”

Daniel Pennac
Daniel Pennac

Il paradiso degli orchi è un esile libricino, ma talmente pregno di dissacrante e allucinatoria ironia da finire troppo presto. La cosa che sorprende è che sotto l'ironia pungente e la disastrosa realtà, si nasconda anche un giallo davvero niente male.

Se poi al giallo si aggiunge la straordinaria capacità di Pennac di creare personaggi così semplici e allo stesso tempo reali e concreti, si ottiene un libro davvero riuscito. Un giallo anomalo, con un protagonista dal lavoro inimmaginabile. Un intreccio tra personaggi e vite davvero ben costruito. Ma in tutto questo dissacrante umorismo c'è una saggezza di fondo.


“Gli orari della vita dovrebbero prevedere un momento, un momento preciso della giornata, in cui ci si potrebbe impietosire sulla propria sorte. Un momento specifico. Un momento che non sia occupato né dal lavoro, né dal mangiare, né dalla digestione, un momento perfettamente libero, una spiaggia deserta in cui si potrebbe starsene tranquilli a misurare l'ampiezza del disastro.”

Il paradiso degli
orchi (film)

Va detto che Pennac non è un autore adatto a tutti i palati. E' come una pietanza dal sapore insolito: c'è chi a piace al primo boccone, a chi piace solo dopo diversi assaggi e a chi invece non piacerà mai. Non c'è niente di male in questo, come per ogni cosa ognuno ha i suoi gusti. Se non sapete che gusto ha per voi Pennac, allora cominciate da questo libro, è una buon punto di partenza. Se invece la lettura vi spaventa, vi posso rincuorare dicendovi che ne hanno fatto anche un film.





(Le immagini presenti in questo post sono state prese da internet, le informazioni riguardanti il libro e l'autore sono state prese dalla Wikipedia, le citazioni invece dal libro di cui il post stesso parla)

12/06/14

IL GIOIELLO DELLA REGOLA

IL GIOIELLO DELLA REGOLA 
ALLA COMUNITÀ DELL 'ARCA 
di Lanza del Vasto 
Lanza del Vasto, fondatore della Comunità dell'Arca in Francia e continuatore dell'opera di Gandhi in Occidente, con questo scritto smonta e stravolge la teoria della pena. Il concetto della corresponsabilità della Giustizia e la convinzione di non dover "infliggere" la pena, ma piuttosto, di "assumerla" su di sé, sono gli originali punti che costituiscono il sovvertimento dell'agire della Giustizia ufficiale. I criteri esposti in questo articolo sembrano frammenti di utopia ma, alla Comunità dell'Arca, costituiscono una Regola che quotidianamente trova applicazione. 
  • Assumere la responsabilità delle nostre azioni, riconoscere i nostri torti, ripagare i nostri misfatti, correggercene da noi, sotto il controllo dei nostri compagni se il misfatto è conosciuto, in segreto se siamo soli a conoscerlo. 
  • Assumerei la corresponsabilità della giustizia dell'Ordine, ripagare l'errore del nostro compagno se rifiuta di riconoscerlo e di correggersene. 

Noi abbiamo fatto voto "di assumere la responsabilità delle nostre azioni" ... questo significa che, un bel giorno, abbiamo preso la decisione di essere uomini liberi. 
I filosofi si dilettano di discutere sulla libertà umana, gli uni affermandola in assoluto, gli altri negandola, come se per gli uni tutta la specie si trovasse esente da determinazioni esterne, come se per gli altri le azioni di qualsiasi uomo non potessero essere altro che il risultato delle pressioni e degli urti subiti.
 È libero l'uomo che si sviluppa secondo la sua propria legge, e inserisce la sua azione nell'armonia del tutto. Ma chi si lascia andare alle sue inclinazioni non è più libero della pietra che cade e dell' acqua che scorre chi si presta agli incitamenti, eccitazioni, agitazioni, sollecitazioni del mondo non è più libero dell' onda spinta dal vento. "Chiunque si abbandona al peccato è schiavo del peccato" (Gv 8, 34) e l'ignorante è prigioniero delle tenebre. 
Per liberarsi occorre dunque, uscendo dal gregge comune, seguire la propria strada, e per questo conoscerla, cioè conoscere se stesso: "Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi" (Gv 8, 32). 
Conoscersi significa unificarsi nello spirito, e anche nel tempo. L'azione allora risponde alle convinzioni e concezioni, e l'uomo diventa responsabile delle sue azioni e delle conseguenze logiche delle sue azioni. 
La parola responsabile è della stessa famiglia della parola spontanea che designa "quello che sgorga da fonte interiore", della stessa famiglia della parola sposa, colei il cui amore sgorga dal di dentro e che risponde allo sposo e gli corrisponde. La libertà è la nobiltà della vita spirituale inaccessibile e perfino incomprensibile a chi vive e ragiona secondo il mondo, e la responsabilità è il dovere, il peso, il prezzo di quest' onore. 
Assumere la responsabilità delle proprie, azioni, vuol dire collegare il di fuori col di dentro e il presente col passato. E l'effetto del lavoro su se stessi ed è già un lavoro su se stesso, lavoro di unificazione e di risveglio della coscienza che non può limitarsi a qualche mezz'ora di esercizio mattutino, ma prosegue in tutte le ore della giornata, e congiuntamente a ogni altro lavoro. 
Va da sé che in più noi dobbiamo, per obbedienza, assumere le responsabilità che ci vengono date. 
Perché è uno dei metodi del nostro insegnamento di accordare, per un certo tempo, dei compiti, delle sorveglianze, dei comandi a un dato compagno o anche a un dato novizio, e poi a un altro, perché il punto sul quale aveva mostrato una certa indifferenza, una reticenza più o meno inconscia, s'imponga adesso alla sua attenzione e l'esperienza vinca il suo impedimento meglio dei rimproveri o delle esortazioni. 
La pratica della responsabilità è un buon rimedio a quello che la vita comunitaria comporta di abitudinario, di pecoresco, all'infantile passività che, sotto l'aspetto dell'umiltà fiduciosa, finisce col depositarsi sulle anime, e non è un pericolo minore di quello dell'orgoglio e delle rivolte, sebbene meno apparente. 
Com'è conciliabile la disciplina con la libertà? 
Questa domanda si pone da quando ci sono uomini e città. Per non averle saputo dare una corretta soluzione l'avvilimento della schiavitù si alterna con la ribellione e l'effusione di sangue, e in tutte le civiltà la Legge oppone alla malvagità degli uomini obblighi a volte insopportabili, minacce umilianti e atrocità senza fine. 
L'Ordine civile non può essere mantenuto senza il Potere costituito, questo potere è il potere di maneggiare le "Forze dell'Ordine", che hanno lo scopo di soggiogare tutti quanti, d'intimidire quelli che esitano, di abbattere i recalcitranti, di vendicare i delitti, cui si aggiunge quello di difendersi contro le potenze straniere mediante la guerra, e di aumentare se stesse grazi alle conquiste. 
Il "diritto di guerra e di giustizia" che è il privilegio del Potere inclina alla licenza di usare la violenza a piacimento. Nella pace come nella guerra, i delitti perpetrati dal Potere restano i soli impuniti, e, in tutti i regimi, superano in numero quelli dei privati. Il Potere offre il suo arbitrato ai privati nelle loro dispute che tronca secondo il diritto, ma nelle sue dispute con un altro potere non riconosce che il diritto del più forte e la legge della giungla. Esso reprime gli eccessi dei privati, ma nessuno può reprimere i suoi. Il Potere comporta il potere di abusare del potere. 
Le istituzioni democratiche hanno la funzione di sopprimere gli abusi del Potere di servirgli da controllo e da freno, ma hanno quasi inevitabilmente l'effetto d'introdurre la divisione in seno all'unità, il discredito delle persone dei capi, l'imbarazzo e il ritardo in ogni esecuzione. Ne risulta un potere diminuito, ma sussiste la possibilità di abusarne. 
Così dunque, in regime autocratico, il soggetto si trova privato di ogni responsabilità, mentre il Sovrano è responsabile solo davanti a Dio (verità sublime in apparenza, ma, di fatto, negativa); in democrazia, regna l'irresponsabilità generale. Il rimedio a tutto questo è di assumere la responsabilità delle nostre azioni invece di eluderla o di buttarla addosso agli altri e di esercitare l'autorità su di sé prima che sugli altri. 
Si ha. ancora più urgenza di buttare sugli altri la responsabilità quando si tratta di colpe. E per questo che il testo continua: " ...di riconoscere i nostri torti, di riparare i nostri misfatti, di correggercene da noi, sotto il controllo dei nostri compagni se il misfatto è conosciuto, in segreto se siamo soli a conoscerlo". 
Che non si lasci passare questo paragrafo senza rilevare la cruciale e tragica questione alla quale porta risposta. 
Quella della giustizia degli uomini, legame del crimine e della punizione. 
La punizione è un male che si oppone al male; è buona e salutare si dice perché purga, corregge, riscatta il colpevole; ma noi vediamo piuttosto che lo segna, l'avvilisce e a volte l'uccide. 
Sì, ma se è un male fare del male al cattivo, è tuttavia "il male minore" 
Come, minore poiché la pena deve essere uguale alla colpa! Diciamo piuttosto che s'aggiunge al male e lo raddoppia! 
E però il modo migliore per proteggere i buoni dalle imprese dei malvagi e assicurare il loro bene. 
È poi sicuro? No, e tanto meno quanto più il supplizio è spaventoso e pubblico. 
Sì, la Legge è dura, ma è la Legge. In questo basso mondo, bisogna accettarla come una necessità, - Questa necessità è del tutto artificiale e immaginaria. Gli uomini vi s'incatenano in ragione della paura e dell'accecamento. 
Davvero bisogna essere ciechi per non notare che mai la pena di morte applicata a un omicida ha reso la vita alla vittima dell'omicidio ma che vi aggiunge un nuovo omicidio. 
Tale è la logica del male reso per il male, la catena sanguinosa della violenza legittima (giustizia vendicativa e guerra giusta). 
E' compito speciale dei nonviolenti quello di rompere la catena della violenza legittima, ben più che quello di opporsi alla brutalità alla collera o alla crudeltà criminale fa capire perché non hanno mai per nemici i briganti e gli assassini (li incontrano nelle prigioni e fraternizzano), i loro nemici sono generalmente le persone oneste e le autorità costituite. Ma allora, la non violenza, lasciando libero il campo ai violenti non assicura forse il trionfo del suo contrario? Ricordiamoci la definizione della nonviolenza: "La forza della verità" "per fermare gli eccessi, per riparare i torti, per risolvere i conflitti" e ricordiamoci che è lotta contro il male e difesa della giustizia. ' Ma lotta contro il male mediante il bene e difesa della giustizia con le armi della giustizia.
E adesso, che cos'è dunque la giustizia non violenta? 
Gandhie
Lanza 
E' riparare il male opponendogli un bene, quanto possibile uguale e della medesima natura, un bene o un sacrificio.
Per quel che riguarda i delitti e le pene, è una giustizia esente da punizioni? 
No, ma punizioni esenti da violenza. 
Com'è possibile questo? 
Facendo penitenza invece di subire una punizione. 
La punizione è sempre più o meno violenta, perché dipende dal giudizio di un altro, e quest' altro, per superiore che sia, non può entrare né nei disegni di Dio né nei suoi moventi intimi. ("Non giudicate", dice il Vangelo). La nonviolenza è mettere il colpevole davanti al suo stesso giudizio e affidargli l'esecuzione della sentenza. 
La punizione è qualcosa che taglia. Se mi è applicata dal di fuori, mi taglia via dall'insieme dei miei simili. Ma se sono io ad applicarla a me stesso, mi separa solo dalla mia colpa, e così mi libera e mi vivifica. 
Così in questa casa non si mette al passo nessuno, né si mette al bando, non c'è sevizia per l'esempio, né rimprovero pubblico, eppure non ci deve essere né indulgenza, né compiacenza, né rilassatezza . 
Il Capo deve chieder conto della sua condotta a chi è in colpa (ed è capo chiunque "richiami all'obbedienza" in nome della Regola), deve invitarlo, esortarlo al rigore regolare. Ma non può mai né forzare né minacciare nessuno. 
E se il colpevole si ostina? 
Allora il capo deve assumersi la responsabilità di quella sua colpa, che è l'incapacità di farsi ascoltare. 
[alla prossima.....per il secondo articolo del voto]


Alghe marine | i brufoli e l'acne si combattono cosi!

Per fare fronte alla presenza di brufoli ed acne, bisogna fare uso di alghe marine, in quanto contengono alte percentuali di acidi grassi omega 3 e omega 6.

La soluzione per il futuro da attuare contro l'acne, potrebbe esserci fornita dal mondo vegetale
In particolare dalle alghe marine che contengono, per l'appunto, acidi grassi omega 3 e omega 6 capaci di fermare la crescita del Propionibacteriun acnes, ovvero sia un microbo associato esattamente alla creazione dell'acne

La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell'Istituto di Acquacoltura dell'Università scozzese di Stirling, che hanno reso noto in un articolo pubblicato sulla rivista Marine Drugs uno studio in cui danno prova riguardo le proprietà antibatteriche dei principi attivi contenuti nelle alghe, mettendo in luce il fatto che sono simili a quelle di molecole normalmente utilizzate nei prodotti per il trattamento dell'acne, come l'acido salicilico.
Alghe marine contro l'acne

Gli acidi grassi in oggetto si possono trovare anche nella pelle, dove fungono da azione protettiva nei confronti dei batteri potenzialmente pericolosi. “Molti acidi grassi inibiscono o uccidono batteri – ha spiegato Andrew Desbois, coautore dello studio - Ora si sta svelando che alcuni di questi prevengono la crescita del Propionibacterium acnes”. Nella fattispecie, i ricercatori hanno scoperto che le alghe marine hanno all'interno della loro composizione l'acido eicosapentaenoico (Epa) e l'acido diomo-gamma-linolenico (Dgla). Il primo può essere assunto con l'alimentazione, associando l'introduzione di pesci come il salmone, che a sua volta si nutre proprio di alghe ricche di omega 3. Il secondo, invece, è in larga misura presente nelle alghe brune, come l'alga Kombu, che sono commestibili anche per l'uomo. 

Tuttavia, secondo Debois gli effetti benefici delle alghe contro l'acne potrebbero essere utilizzati anche in ambiti diversi dall'alimentazione. “Stiamo pensando di introdurli in un unguento che possa essere applicato sulla pelle per aiutare le persone che soffrono di acne – ha spiegato il ricercatore – Applicarne di più migliorerebbe le nostre difese preesistenti”.(ilsole24ore)


ARROSTO CON LE PRUGNE

UN SECONDO PIATTO PARTICOLARMENTE ADATTO ALLA STAGIONE INVERNALE, CON PRUGNE E ALBICOCCHE ESSICCATE PROPOSTE COME INUSUALE CONTORNO  kcal per porzione 440

Ingredienti per 4 porzioni • 800 G DI FESA DI TACCHINO • 8 PRUGNE SECCHE SNOCCIOLATE • 8 ALBICOCCHE SECCHE • 0,8 DL DI COGNAC • 80 G DI PANCETTA AFFUMICATA A FETTE • 20 G DI BURRO • 2 DL DI BRODO DI POLLO • SALE E PEPE

RIUNITE la frutta secca in una ciotola, aggiungete il Cognac e lasciatela macerare per almeno 30 minuti, finché si sarà ammorbidita. Allineate le fette di pancetta su un foglio di carta da forno, accavallandole leggermente tra loro.

 SPALMATE su tutta lo superficie della fesa di tacchino una presa di sale e una macinata di pepe. Disponete la carne al centro della pancetta e avvolgetela con quest'ultimo. Fissate tutto con alcuni giri di spago da cucina.

SCIOGLIETE il burro in una pirofila, unite lo carne preparata e trasferite in forno scaldato a 200°C per circa 20 minuti. Aggiungete lo frutta secca con il Cognac di macerazione, versate il brodo bollente e proseguite lo cottura per altri 30 minuti abbassando lo temperatura a 180°C.

ARROSTO CON LE PRUGNE
TOGLIETE il tacchino dal fondo di cottura, avvolgetelo in un foglio di alluminio e lasciatelo riposare per 5 minuti, in modo che sia più facile da affettare. Eliminate alluminio e spago e servite l'arrosto a fette con la frutta e il suo sughetto.

VARIANTI APPETITOSE
 l •  Un'altra carne che ben si abbina al sapore dolce della frutta secca è lo lonza di maiale, che quindi potrete usare al posto del tacchino.
2 •  Ottimo l'arrosto di tacchino con le pere sciroppate, usato in sostituzione della frutta secca ammollata.

L'IDEA VELOCE 
SCALOPPE DI POLLO ALLE SUSINE Per 4 porzioni: infarinate 600 g di fettine di petto di pollo, poi rosolatele in un tegame con 20 g di burro e 2 cucchiai di olio extra vergine d'olivo. Quando sono dorate da ambo i lati, bagnate con 2 dl di vino bianco secco, salate, pepate e lasciate cuocere per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanta. In un tegame a parte, fate dorare a fuoco alto per pochi minuti 400 g di susine tagliate a spicchietti in 10 g di burro fuso. Unitele alle scaloppine di pollo a fine cottura, mescolate e servite subito.
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