Il-Trafiletto

14/04/14

Boko: hanno ucciso 60 persone | Bonaiutiblascia FI. | M5s "Fuori la mafia dallo stato"

Kano (Nigeria)- Ennesimo massacro ad opera appartenenti al gruppo islamista Boko Haram che hanno ucciso oggi almeno 60 persone nella Nigeria nord-orientale vicino al confine con il Camerun. Il villaggio colpito e' quello di Amchaka e altri vicini: "Lanciando ordigni improvvisarti e appiccando il fuco alle case nelle prime ore del mattino, hanno compiuto un massacro", ha riferito un amministratore locale, aggiungendo che non sazi del sangue versato, "hanno iniziato a sparare indiscriminatamente sugli abitanti del villaggio in fuga". (AGI) .

Roma - Bonaiuti, lo storico portavoce di Berlusconi lascia Forza Italia: ''Decisione sofferta ma pienamente motivata. Resto nel centrodestra per dare una mano a una ricomposizione di tutte le forze di quest'area in direzione riformista e moderata''. Lunedì colloquio con Alfano, appena eletto presidente all'unanimità. (Adnkronos/Ign)

ROMA - Il blog di Beppe Grillo pubblica il testo dell'appello che gli attivisti M5s possono inviare ai senatori per chiedere loro di tornare ad inasprire le condanne per il voto di scambio mafioso. Un appello che gli organizzatori sperano diventi 'virale'. "Non disarmiamo la magistratura nella guerra alle cosche mafiose. Fuori la mafia dallo Stato!", scrivono in cinque stelle.(ANSA)

13/04/14

Deus ex machina | Perchè si dice

Se avete anche solo superficialmente fatto un po'di latino o avete avuto modo di parlare con qualcuno che lo ha studiato (talvolta maledicendo la consecutio temporum) di certo all'orecchio vi sarà arrivato il modo di dire Deus ex machina. Grazie al terrore che la mia professoresa di latino e greco incuteva a me e al resto della classe, questa, come altre espressioni latine usate da gente di "mondo", mi si sono fissate saldamente nella memoria.
Deus ex machina

Deus ex machina, letteralmente «il dio dalla macchina», deriva dall'abitudine inaugurata dal teatro tragico greco di utilizzare attori che, opportunamente imbragati, venivano calati dall'alto sulla scena grazie a un sistema di argani e carrucole. Introdotti all'improvviso nel bel mezzo della rappresentazione con grande meraviglia del pubblico, tali attori impersonavano esclusivamente gli dei, che intervenivano in prima persona con proclami e rivelazioni a risolvere le fasi più ingarbugliate dello spettacolo. Gli autori meno raffinati abusavano di questo espediente, capace di sciogliere in un attimo i copioni troppo intricati o le trame prive di sbocchi.
Questa espressione oggi, viene impiegata per indicare colui che in un baleno fornisce la soluzione provvidenziale e insperata di un caso apparentemente insolubile.

Con l'estate arrivano i bagni in piscina: cosa succede se si fa la pipì dentro?

Si avvicina l’estate, ritornano i bagni in mare, ma soprattutto aumenta la frequenza nelle piscine. Vi siete mai fermati un attimo a pensare a quante sostanze ci possono essere dentro una piscina, che magari possono non piacervi? Pipì, feci, capelli, peli, sudore, cellule morte… il tutto proveniente dall’organismo dei bagnanti che si sono tuffati prima di voi. Disgustoso? Già… ma non è la cosa peggiore. Una ricerca sviluppata da ricercatori dell’Università di Pechino ha cercato di scoprire cosa succede quando qualcuno urina in una miscela di acqua e cloro come quella normalmente contenuta nelle piscine. Secondo Lushi Lian e i suoi colleghi, l’azoto contenuto nella pipì reagirebbe con il cloro, liberando cloruro di cianogeno, un micidiale gas tossico utilizzato anche nella produzione dei gas nervini. Ma non è il caso di preoccuparsi. La concentrazione degli elementi chimici incriminati in una comune piscina è talmente bassa da non essere in alcun modo pericolosa. Nei test condotti in laboratorio i ricercatori hanno infatti rilevato una concentrazione massima di cloruro di cianogeno di 30 parti per miliardo, notevolmente inferiore alle 70 parti per miliardo stabilite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come limite massimo per l’acqua potabile. Insomma, rassicurano gli scienziati, nuotate pure senza paura. Potete anche bere per sbaglio l'acqua: non è veleno. Ma quanto cloro e quanta urina ci vorrebbero per scatenare una reazione chimica pericolosa in una piscina olimpionica? Lo hanno calcolato gli esperti di Ars Techica: la vasca dovrebbe contenere ⅔ di cloro e ⅓ di acqua - una miscela sufficiente a sciogliere un corpo umano in pochi minuti - e vi dovrebbero far pipì contemporaneamente circa 3 milioni di persone. Nuotate perciò tranquilli.

CANNELLONI CON SALSA DI FORMAGGIO E MELANZANE

ECCOCI CON LA PASTA RIPIENA CHE OGNI DOMENICA VI PROPONGO. CANNELLONI CON SALSA DI FORMAGGIO E MELANZANA.

Ingredienti per 4 persone 
16 cannelloni • 1 melanzana grande (lunga e nera) • parmigiano grattugiato• olio di oliva • 1 scalogno • aglio • sale e pepe • Ripieno di formaggio: • 300 g di Fontal • 1 bicchiere di latte fresco • 4 tuorli d'uovo • 30 g di burro • 1 cucchiaino di farina • pepe bianco 

LAVATE e rimuovete i semi della melanzana, poi tagliatela a cubetti piccoli. Versateli in un tegame con lo scalogno e 1'aglio tritati finemente. Aggiungete l'olio e fate cuocere a fuoco vivace per 10-15 minuti. Regolate di sale e pepe.
CANNELLONI CON SALSA DI
FORMAGGIO E MELANZANE

OCCUPATEVI intanto della crema al formaggio. In un tegame portate a ebollizione il latte. Dopo di che unite il formaggio a cubetti e aspettate che si sciolga.

AGGIUNGETE inoltre i tuorli d'uovo, il burro e la farina. Continuate la cottura fino a ottenere una salsa densa e omogenea. Regolate di sapore con il pepe bianco.

IMBURRATE una teglia e preriscaldate il forno a 200 o C. Aggiungete una parte della crema di formaggio alla verdura e mescolate il tutto. Con il composto ottenuto riempite i cannelloni e posizioniateli nella teglia.

RICOPRITE i cannelloni con il parmigiano e la crema di formaggio avanzata. Spolverizzare con il pepe e cuocete per 30 minuti a 180 o C.

L'educazione condominiale

Le norme fondamentali per rendere sopportabili i rapporti di vicinato 

Il rapporto di condominio negli edifici è caratterizzato dal fatto che ogni condomino è proprietario esclusivo di una o più unità immobiliari (appartamenti, uffici, box, ecc.) ed allo stesso tempo è comproprietario assieme agli altri condomini di alcune parti dell' edificio, che risultano pertanto in comune (tetto, scale, ascensore, ecc.). 

L'USO delle parti comuni è disciplinato dall'art. 1102 del Codice Civile, che stabilisce l'obbligo per ciascun condomino di farne uso senza arrecare danno agli altri condomini. A prescindere dall'uso delle parti comuni dell'edificio, la vicinanza coatta con gli altri condomini può talvolta essere difficoltosa, soprattutto quando i vicini risultano essere un po' troppo "rumorosi". Posto che una certa tolleranza per le abitudini del vicino è buona regola in ogni rapporto di vicinato, ciò non significa certo che vadano subiti passivamente disrurbi eccessivi.

A questo proposito, la norma di riferimento è rappresentata dall' art. 844 c.c. in materia di immissioni, che mira appunto ad equilibrare i rapporti tra il soggetto che produce le immissioni e coloro che le subiscono. La norma in questione, sebbene nata in origine per tutelare la proprietà fondiaria, trova applicazione anche nei rapporti tra condomini, e stabilisce che il proprietario può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dalla proprietà del vicino, se queste superano la "normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi". Dal momento che la legge non indica espressamente il limite oltre il quale l'immissione è sempre da considerarsi illecita, in pratica, che cosa debba intendersi per "normale tollerabilità" - e la relativa valutazione - è spesso fonte di contrasti. Detta valutazione è competenza del giudice, il quale dovrà analizzare la situazione caso per caso, tenendo conto non solo della condizione dei luoghi, ma anche di altri fattori quali l'entità delle immissioni, le loro conseguenze per chi si trova a subirle e la comparazione tra le diverse esigenze dei soggetti coinvolti. La legge consente al soggetto che subisce le immissioni - sia esso il proprietario dell'immobile o il semplice inquilino - di chiedere al Giudice di Pace territorialmente competente un provvedimento che le faccia cessare (c.d, azione inibitoria), oltre ovviamente al risarcimento del danno subito. Prima di rivolgersi al giudice è comunque consigliabile rivolgersi ad un perito al fine di ottenere una relazione da allegare alla propria richiesta di tutela giudiziale. Va evidenziato che l'art. 844 c.c. ha carattere meramente dispositivo e può dunque essere derogato dai condomini di comune accordo, i quali, con regolamento condominiale di natura contrattuale o delibera adottata all'unanimità, ben possono adottare norme di maggiore o minore rigore. Qualora il regolamento condominiale vieti l'esercizio di attività rumorose "di qualsiasi natura", indipendentemente dai limiti di tollerabilità delle immissioni, queste dovranno essere considerate sempre illecite, a prescindere dall'indagine sulla loro tollerabilità. Si ricorda, infine, che il compito di far rispettare il regolamento condominiale ai vari condomini rientra fra i doveri dell'amministratore.
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