Il-Trafiletto

04/11/14

Tra Eco e Poirot, ecco Matthew Shardlake

Prendete Il nome della rosa, ripulitelo dallo stile un po' pomposo di Umberto Eco e aggiungeteci un pizzico di deduzione investigativa di Poirot e avrete ottenuto la ricetta de L'enigma del gallo nero di C.J. Sansom.

Anno del Signore 1537. L'avvocato Matthew Shardlake viene inviato da Thomas Cromwell, consigliere del re, nella sperduta abbazia di Scarnsea, per indagare su degli omicidi. L'ultima vittima un commissario, inviato al monastero per svolgere una missione segreta. Con l'aiuto del suo fidato aiutante Mark, Matthew inizia ad indagare, scoprendo ben presto che quelle sacre mura celano misteri e perversioni senza freno.

Questo romanzo è il primo scritto da Sansom, ed è anche il primo della saga che ha come protagonista proprio il gobbo avvocato Matthew Shardlake.

Lo stile di Sansom è scorrevole e avvincente che, grazie al personaggio di Matthew, sa avvicinare il lettore alla storia, incuriosendolo e spronandolo a proseguire. Il mistero su cui Matthew è costretto ad indagare è degno dei grandi giallisti, a tratti si potrebbe forse già intuire chi è il colpevole anche se magari non se ne comprende il movente. Nonostante questo però, il romanzo non perde di attrattiva o di bellezza. Occhio al finale però, potrebbe lasciarvi con un po' di amaro in bocca!

Il contesto storico, l'unione tra personaggi reali e personaggi inventati danno al romanzo la giusta concretezza. L'autore istruisce e insegna senza farlo pesare, tanto che il lettore quasi non se ne accorge.

Una prima prova quindi superata a pieni voti. Un autore che va tenuto d'occhio da tutti gli amanti del giallo.

(Le immagini presenti in questo post sono stata prese da internet)

La musica parla italiano | Uno su tre la preferisce in internet

1 su 3! Questo il dato che emerge da un'indagine svolta riguardo gli italiani che preferiscono ascoltare la musica in streaming o scaricare da internet i brani che maggiormente si prediligono settimanalmente, andando incontro ad una spesa mensile che mediamente si aggira sui 24.00 € a fronte dei 18.00 € del resto d'Europa.


Sono in constante aumento gli italiani che preferiscono ascoltare la buona musica dal web: uno su tre preferisce contenuti in streaming o procede ad effettuare il download dei brani preferiti settimanalmente. A dare le suddette informazioni statistiche è uno studio effettuato da Samsung Techonomic Index, in base al quale, rispetto al resto d’Europa, gli italiani destinano circa 5 euro in più del budget mensile per assecondare questa passione, con una spesa media mensile fino a 24 euro contro i 18 euro del resto d'Europa.

La base su cui è stato condotto lo studio in oggetto è stata su un campione di 5.000 persone tra i 18 e i 65 anni in 5 Nazioni europee: Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna.

Nel primo semestre del 2014, la musica nella nostra Nazione ha dato vita ad un volume d'introiti di 53,6 milioni di euro dei quali il 43% hanno origine dal comparto che riguarda la musica digitale, in base ai più recenti Deloitte per FIMI. In Italia, smartphone, tablet e PC hanno assunto il ruolo di maggiore punto di accesso alle recenti hit di cantanti emergenti o alle colonne sonore che hanno fatto la storia della musica.

Samsung Techonomic Index ha provveduto a mettere in luce un'altro dato: il 33% degli Italiani fa uso, almeno 1 volta ogni 7 giorni di smartphone, tablet o PC per usufruire in streaming di brani musicali, invece il 29% da la loro preferenza al download. In Europa mediamente il 31%  fa uso dello streaming e il 28% il download. A tal proposito, esattamente nei giorni a venire, la musica sarà protagonista della IV edizione del Medimex, famoso salone musicale dove innovazione e digitale sono sempre più protagonisti e stanno trasformando il mercato della musica.

Intanto, nel continente oltre oceano, App Annie, una società che si occupa di analisi avente il controllo e l'informativa, riguardo la quantità di download e di relativi introiti delle singole app mobile, ha reso noto le classifiche delle applicazioni migliori che possono trovarsi disponibili negli States, all'interno del Google Play Store e App Store di Apple. In entrambe le classifiche, con i dati aggiornati al mese di settembre, Pandora e Spotify sono le applicazioni di streaming musicale più diffuse. Seguono concorrenti come Beats Music, iHeartRadio, SoundCloud e Rdio.
Sempre più italiani ascoltano musica da Internet

03/11/14

lo sono Madre dello Specchio e creatore di luce | L'alchimista

..............e che il corpo terrestre è stato ridotto ad una sostanza celeste».[Qui]

GLI ALCHIMISTI: LEGGENDA E VERITÀ
Che immagine evoca la parola «alchimista»? Forse quella di una figura barbuta e ricurva, che indossa una vestaglia scura e polverosa, mentre borbotta incantesimi misteriosi, curva sui calderoni e sulle storte gorgoglianti. Quando si procede allo studio della storia dell'alchimia, appare subito ovvio che questo ritratto è assai lontano dalla verità; bisogna notare tuttavia che anche nel periodo del suo splendore l'alchimia era oggetto di ridicolo. La maggior parte della gente non aveva le idee chiare sugli intenti degli alchimisti e sulle loro pratiche, in parte perché parecchi alchimisti seri erano molto riservati a riguardo, in parte perché quelli che professavano pubblicamente di essere alchimisti erano spesso degli sciocchi o dei ciarlatani. È dall'attività di costoro che deriva l'immagine popolare degli alchimisti.
«I loro abiti sono osceni e logori, Gli uomini possono sentirne l'odore a miglia di distanza; Non nsparmiano di segnare le loro dita con acidi, 1oro occhi sono velati e le loro guance sono scavate e blu. Ricercano la pietra nella fuliggine, nel letame, nell'urina, nel vino, nel sangue e nelle uova. Vedere le loro case è un nobile passatempo, Che fornaci ci siano che vetri di diversa guisa; Quali sali, quali polveri, quali oli e quali acque, Con quanta eloquenza applaudono de materia prima E tuttavia non hanno fretta di cercare la verità».

Molti andarono in rovina per cercare la pietra filosofale, oltre al fatto che per ricercare l'oro spesero tutto il loro tempo e le loro risorse in esperimenti infruttuosi. Gli alchimisti che non riuscivano nel loro intento erano riconoscibili da un leggero odore e colore di zolfo, da vestiti consunti, da un colore della pelle che rivelava una salute cagionevole e da un aspetto generale di miseria. I ciarlatani si potevano distinguere per la loro aria di saccenza e per le loro vanterie, la loro prontezza a parlare di alchimia e dal desiderio di stupire con la promessa di trasformazioni particolari; vivevano spesso da vagabondi, e certo per ovvie ragioni. Al di là di questo ritratto superficiale, si trovano comunque tipi diversi di persone, seriamente impegnate nello studio dell'alchimia.

Nel Medioevo si trattava spesso di monaci, ma, sia allora sia in epoche successive, nelle file degli aspiranti alchimisti figuravano anche nobili, uomini di affari, eruditi, e anche alcune donne. Tutti avevano abbastanza. tempo e denaro per sostenere le proprie ricerche, poiché era molto probabile che ci volessero mesi, se non anni, di lunghi esperimenti, durante i quali compito dell'alchimista era regolare l'intensità del fuoco, aggiungere e mescolare le sostanze nel recipiente e soprattutto aspettare di osservare il verificarsi delle reazioni giuste. In età medievale l'ambiente monastico offriva delle eccellenti opportunità per il lavoro degli alchimisti.

I monasteri erano centri naturali del sapere, poiché tutti i libri erano sotto forma di manoscritti, ed una delle occupazioni principali dei monaci era ricopiare i testi e ornarli con miniature. Molti monasteri avevano belle biblioteche e ricevevano visitatori provenienti anche da molto lontano, che portavano con sé nuovi modi di vedere di altri maestri e altri paesi. Ci sono molte testimonianze di monaci alchimisti. Nell'antologia della poesia alchimistica di Elias Ashmole (Theatrum Chemicum Britannicum) si trova un'attestazione di un autore dal nome piuttosto sinistro, «Pearce, il Monaco Nero» che dimostra un discreto talento per la poesia e il cui stile sembrerebbe collocarlo nel Medioevo:

«Io sono Mercurio il fiore potente,
lo sono il più alto di tutti gli onori;
lo sono la fonte di Sole, Luna e Marte,
lo sono colui che ha originato Saturno e sono la fonte di Venere,
lo sono Imperatrice, Principessa e Regina delle Regine,
lo sono Madre dello Specchio, e creatore di luce,
lo sono il capo e il più alto e il più bello a vedersi ...».

Super Sim per tutti | Poste Mobile lancia la nuova Super Sim NFC

Pronte alla vendita in ogni ufficio postale le innovative SIM Super NFC del gestore di telefonia mobile per affrontare acquisti, attraverso un comodo gesto attraverso il proprio device.


Si prepara cosi alla proposta dei pagamenti digitali, il gestore virtuale di telefonia mobile delle Poste Italiane, da smartphone. Infatti a partire della fine del mese di ottobre, presso ogni ufficio postale potremo essere in grado di acquistare in esclusiva assoluta le recenti SIM NFC (acronimo di Near Field Communication) che daranno modo a tutti i titolari di BancoPosta di effettuare i propri pagamenti attraverso un comodo movimento, per gli acquisti da smartphone in tutti i punti vendita abilitati grazie al mobile wallet dell’App PosteMobile.

In confronto alla 1a generazione di SIM NFC fornite da PosteMobile del 2012, in queste (per tale motivo le recenti sono state chiamate Super SIM NFC) c'è la possibilità di digitalizzare dentro la nuova SIM, la propria carta Postamat e le carte Postepay di cui si è già in possesso, senza per forza dotarsi di un altro strumento di pagamento da dovere necessariamente abbinare alla SIM. La nuova Super SIM NFC di PosteMobile supporterà a breve nuovi servizi: trasporti, controllo accessi e programmi di loyalty e couponing.

Servizi che andranno ad affiancarsi in aggiunta a quelli già disponibili. L’inttroduzione della tecnologia NFC nelle proprie SIM, assume il ruolo di continuo e costante progresso di PosteMobile che sin dal lancio ha dato la possibilità di avere a disposizione un’offerta capace di mettere insieme i normali servizi di comunicazione mobile riguardo il traffico voce, dati ed sms, con tutta una serie di servizi bancari e finanziari basati sull’integrazione della propria SIM con gli strumenti di pagamento BancoPosta.
La nuova Super Sim NFC
di Poste Mobile

Sono pari a più di 1 milione i clienti PosteMobile, che ogni mese usufruisce dei servizi di pagamento in mobilità per fare fronte ai pagamenti dei bollettini, eseguire bonifici e ricariche di Postepay e SIM, trasferire moneta all’estero attraverso l'utilizzo del servizio Moneygram e acquistare beni e servizi. I Remote Financial Services, che hanno avuto l'autorizzazione dal mobile wallet dell’App PosteMobile, sono usufruibili dal luglio scorso dai clienti BancoPosta di tutti gli operatori mobili.

Addio Acker Bilk vai 'straniero sull'altra riva'

Morto Acker Bilk, il clarinettista inglese che fu artefice della rinascita del jazz tradizionale negli anni '50. Ammalato da tempo, ha comunque anche nella sofferenza portato avanti fino la sua passione esibendosi in concerti fino allo scorso anno

Il clarinettista inglese era malato da tempo per un cancro alla gola. La sua la canzone "Stranger on the shore", singolo più venduto in Gran Bretagna nel 1962 che e lo trasformò in star internazionale facendolo entrare nelle hit parade anche negli Stati Uniti.

Nato a Pensford nel Somerset nel gennaio del '28 all'anagrafe Bernard Stanley Bilk, cambiò il suo nome in Acke, che in slang è sinonimo di compagno, aveva imparato a suonare il clarinetto nell'esercito.

Conosciuto per il suo pizzetto, la bombetta e il panciotto fantasia con cui si esibiva, Bilk ha vinto anche un MBE nel 2001. Nel 2000 gli era stato diagnosticato un cancro alla gola.

Pamela Sutton, manager di Bilk per 45 anni, ha detto che Bilk aveva intrapreso diverse carriere prima di diventare un clarinettista, ma che finì per scoprire il suo talento nell'esercito"-  e conclude- "Era un mio grande amico e la sua musica era leggendaria".



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