Il-Trafiletto

24/09/14

Emozioni nuove? Provate a guidare la nuova Porsche Cayenne V8 biturbo

Stare alla guida dell’ultima Porsche Cayenne, dicono dalla casa madre che si provi nuove emozioni, grazie pure all’handling ancora più avvincente in confronto al modello precedente. 


Sembrerebbe che alla Porsche abbiano perfettamente ragione. Per provare quanto detto fin'ora basterà trovarsi a percorrere con questa Suv 4x4 da oltre due tonnellate per averne la consapevolezza, il “toboga” ricco di tragitti con salite e discese, tornanti, curve e controcurve del Montserrat, zona internata di Barcellona. Sembrerebbe che ci si trovasse alla guida di una 911. Diciamolo, la Cayenne Turbo, top di gamma, affascina. Il V8 biturbo da 520 CV (Euro 6), aggiornato rispetto alla versione precedente per erogare 20 CV in più, ma anche per consumare meno, ha una coppia di 750 Nm (+50 Nm) e offre ovviamente prestazioni molto elevate per una Suv: velocità massima di 279 km/h e accelerazione 0-100 km/h in 4,5 secondi.

Ben saldata all’asfalto. 
Con una presentazione del genere ci si accomoda al comando della Cayenne Turbo quasi provando un certo timore riverenziale, ma successivamente la possibilità di potere selezionare il proprio menu prediletto, che interviene su vari parametri, riesce a farla apparire meno inarrivabile. In questo modo effettivamente ci si rende conto che sono soltanto i numeri ad intimorire. Sono sufficienti pochi chilometri per prendere confidenza con il mezzo e così, quando iniziano le curve, si cerca di osare sempre di più.
La nuova Porsche Cayenne turbo

Le sospensioni essendo dotate di controllo attivo con tre programmi d’intervento (Comfort, Sport e Sport Plus), permettono di fare affidamento su un atteggiamento dinamico e sportivo tra i migliori che si possono trovare della categoria. Le pericolose curve in salita e in discesa del Montserrat, con il menu Sport Plus (quello che ha un'assetto più rigido e risposta più veloce di sterzo, motore e cambio), la Cayenne Turbo le percore come se stesse viaggiando su di un binario invisibile mantenendo l'auto ben attaccata al terreno, grazie anche ai pneumatici prosperosi montati su ruote dalle dimensioni che vanno da 18 a 21 pollici. Se in curva si arriva un po’ lunghi, la Cayenne Turbo tende leggermente a sottosterzare, ma rientra prontamente grazie alle doti dello sterzo, veloce e preciso. Ottima, poi, in ogni situazione, la frenata. E ci mancherebbe, ci viene da dire.

Anche in fuoristrada non è male. 
Apprezzabile anche il cambio Tiptronic S a 8 marce adesso con l'ausilio della funzione “veleggio” che disinserisce la trasmissione nelle fasi di elevati rallentamenti in cui il pedale dell’acceleratore viene del tutto rilasciato. La trazione viene ricomposta non appena si riprenderà ad accelerare o in caso si dovesse frenare. Alquanto veloce la possibilità di selezione dei rapporti, sia in salita sia in scalata, con a portata di mano i paddle ai lati del volante sportivo, multifunzionale e ispirato alla 918 Spyder. La Cayenne Turbo, tuttavia, se la cava molto bene anche in fuoristrada. Messa alla prova, infatti, si è mossa con disinvoltura in un test effettuato su un terreno “difficile”, con sentieri appena accennati e disseminati di sassi, rocce, fango, pozzanghere. Si possono scegliere sei diverse altezze dal suolo e, una volta impostato l’Hill Descend alla velocità desiderata, ci si può buttare a capofitto nelle discese più ripide senza particolari difficoltà. Incredibile!

Quanto costano.
Sotto il cofano dell’irruente Suv germanica, come già detto, trova posto il V8 biturbo con motore benzina da 520 CV. Che cosa dire di ciò? Funziona in maniera ottimale, costantemente disponibile e senza nessun vuoto fastidioso in quanto non è mai avvertibile il ritardo della sovralimentazione. Insomma è cattivo, esuberante. Atto quarto e lifting non invasivo per il model year 2015 della Cayenne i cui prezzi partono da 69.784 € per la Diesel destinata a raccogliere i maggiori consensi in Italia. In gamma anche la S biturbo benzina (84.058 €), la S Diesel (86.010 €), la palestrata Turbo (133.468 €) e la S E-Hybrid (85.600 €) che arriverà in Italia entro la fine dell’anno.

Nel mese di ottobre sarà disponibile alla vendita.
La vendita avverrà nel mese di ottobre, subito dopo il suo esordio al Salone di Parigi, la Cayenne restyling è stata riveduta particolarmente nella parte frontale, con nuovi paraurti equipaggiati di originali prese d'aria, cofano diversificato e fari aggiornati con tecnologia bi-xeno o Led in base all'allestimento. Gli interventi estetici hanno riguardato anche la parte posteriore. Modificati i gruppi ottici, così come il portellone e lo spoiler sopra il lunotto, i paraurti e i terminali di scarico.

L'abitacolo, per concludere, può essere reso più ricco attraverso nuovi dispositivi, come ad esempio il sistema di climatizzazione dei sedili posteriori che va a fare il paio con i numerosi gadget, anche tecnici, che fanno parte della dotazione sia di serie sia a richiesta della Cayenne. Infine, le sospensioni ad aria, di serie sulla Turbo, forniscono una comoda funzione aggiuntiva. Con portellone posteriore aperto, grazie a un tasto installato lateralmente nel vano di carico, è possibile abbassare l’auto di 52 millimetri e di conseguenza il bordo di carico per facilitare le operazioni di stivaggio. Nulla da obiettare quindi? Be’, listino vertiginoso e qualche leziosità stilistica con alcuni “colpi” d’effetto per rendere più grintosa quest’ultima Cayenne.


The Dark Hedges, un posto da favola

Nelle novelle si favoleggia di posti meravigliosi, di foreste annose, di alberi secolari, di luoghi intrisi di misticismo e magia che stuzzicano la nostra  fantasia e danno spazio al sogno, all'avventura e a quel nostro spirito fanciullesco che spesso giace latente in un angolo recondito della nostra anima. Ma in taluni casi non si tratta solo si luoghi di fantasia, ma di reali angoli di paradiso che possono palesarsi ai nostri occhi.

Vicino al tranquillo villaggio di Armory, nell’Irlanda del nord, c’è una strada di campagna che sembra uscita dalla mente di uno scrittore: il nome con cui è conosciuta è The Dark Hedges (letteralmente “Le siepi scure”), e quello che la rende unica sono i densi filari di faggi che costeggiano la strada.

The Dark Hedges
immagine presa dal web
Gli alberi furono piantati intorno nel 1750 dalla famiglia che al tempo possedeva il terreno, con l’idea di creare un ingresso d’impatto per la loro villa, ed hanno decisamente raggiunto e probabilmente superato l’obiettivo. Nel corso degli anni, gli alberi sono cresciuti e i loro rami, quasi braccia, si incrociano l’uno con l’altro creando un ambientazione che suggestiva, trasportandoci in un mondo quasi irreale, anche grazie ai giochi di luce che si creano tra i rami.

Fino ad una quindicina di anni fa, The Dark Hedges era conosciuta solamente dagli abitanti della zona, ma nel 1998 l’ente per il turismo nord-irlandese ha iniziato a promuovere la località, rendendosi conto delle potenzialità. Oggi The Dark Hedges è anche un classico degli sfondi per il desktop ma anche una location cinematografica importante: lì sono state girate, ad esempio, alcune scene de Il Trono di Spade.

La BMW si presenterà con il 4 cilindri berlina e Touring al Salone di Parigi

Il tanto atteso evento parigino dell'auto (4-19 ottobre), sta per arrivare, e la BMW si prepara ad esordire presentando per la prima volta i nuovi motori 4 cilindri diesel che verranno utilizzati dalla Serie 5 per le versioni, berlina e Touring, 518d e 520d, le più ricercate nel mercato Italiano dall'utenza business.


Cosa c'è di nuovo. 
Le modifiche apportate riguardano particolarmente la sovralimentazione con cuscinetti innovativi a rotolamento, ed un particolare sistema che si occuperà della gestione dei gas di scarico rendendola più funzionale: gli scambiatori di calore per il flusso dei gas di scarico appaiono essere più ristretti, dotati di un sistema di raffreddamento ottimizzato, oltre la nuova valvola bypass a depressione capace  di fare dirigere una maggiore quantità di gas di scarico non potuti raffreddare durante la fase di riscaldamento del motore. Le modifiche riguardano anche il sistema d’iniezione diretta common-rail con nuovi iniettori elettromagnetici: maggiore precisione nel dosaggio del carburante e aumento della pressione d’iniezione fino a 2.000 bar. Nuove anche le pompe dell’olio: regolate in funzione della mappatura del propulsore, consentono una regolazione continua del volume dell’olio riducendo il carico energetico del motore. 
Le nuove BMW 4 cilindri
berlina e Touring 518d-520d

Maggiore potenza, meno consumi. 
Sono 7 i cavalli in più nei nuovi motori di 2 litri (1.995 cc), rispetto alla generazione precedente. L’aumento non incide in un maggiore consumo di carburante, tutt'altro, in base a quanto afferma la Casa automobilistica tedesca, sono stati ridotti di circa 0,4 litri ogni 100 km con un taglio anche per le emissioni di 10 grammi ogni km.

Le prestazioni. 
La nuova 518d, sia berlina che Touring, possiede una spinta di ben 150 cavalli con una coppia massima di 360 Nm tra 1.750 e 2.500 giri. Per quel che concerne i consumi i valori si attestano sono di 23,2 km/litro con fuoriuscita di CO2 di 114 grammi per km (addirittura con la Touring si sale a 21,3 km/litro e 112 grammi per km di CO2). La nuova 520d ha una potenza di 190 cavalli, una coppia di 400 Nm tra 1.750 e 2.500 giri. I consumi nel ciclo di omologazione sono gli stessi della 518d. I valori, per entrambe le versioni, scendono se abbinati al cambio automatico Steptronic a 8 rapporti (ottimizzato nel rendimento): con la berlina si percorrono 24,4 km/litro con emissioni di CO2 di 109 grammi per km. Sia per la 518d che per la 520d, l’accelerazione da 0 a 100 km/h è stata ridotta di 0,2 secondi.

I prezzi. 
Per quel concerne la nuova Bmw 518d berlina in versione Business equipaggiata con il cambio automatico, si parte da 48.750 €, 51.250 € per la versione Touring. La 520d berlina, parliamo sempre di versione Business con cambio automatico, si parte da 51.250 € che diventano 53.750 € nel caso della Touring.


Pollo alla cacciatora cotto nel wok

Pollo alla cacciatora
Ingredienti per 4 persone
*Un pollo pulito e tagliato
*acciughe sotto sale
*passata di pomodoro g300
*100 g farina,
*aromi (una cipolla, una carota, una costa di sedano),
*1/2 bicchiere di vino,
*un cucchiaio di capperi,
*2 spicchi di aglio,
*un mazzetto di salvia,
*un limone,
*olio d'oliva,
*sale, pepe
Pollo alla cacciatora
COME SI FA 
Lavate i pezzetti pollo, tamponateli con carta da cucina e sistemateli in un recipiente. Sbucciate l'aglio e tagliatelo a fettine sottili. Lavate la salvia, asciugatela con cura e spezzettatela con le mani. Condite il pollo con sale, pepe, aglio e salvia e massaggiate bene con le mani. Lasciate riposare per far insaporire la carne.
Mondate la cipolla e raschiate la carota. Lavate il sedano ed eliminate i filamenti esterni più duri con un pelapatate. Tritate assieme le verdure grossolanamente. Asciugate bene il pollo e infarinatelo leggermente. Eliminate l'aglio e la salvia.
Ponete il wok sul fuoco con 2 cucchiai di olio. Quando l'olio sarà caldo aggiungete i pezzetti di pollo e fateli dorare da tutti i lati a fiamma vivace. Aggiungete poi le verdure tritate e lasciate insaporire 5'. Bagnate con il vino, quindi lasciate evaporare.
Aggiungete quindi la salsa di pomodoro, i capperi e le acciughe precedentemente tritati nel tritatutto e qualche goccia di limone. Abbassate la .fiamma e coprite. Lasciate cuocere per 40' circa. Quando il pollo sarà cotto servitelo ben caldo irrorando con il sugo di cottura e accompagnando con pane.

La lumachina si salverà | Ma da cosa?

A dispetto dell'inquinqmento, la lumachina dichiarata estinta dalla Royal Society, la più prestigiosa istituzione scientifica britannica, è stata ritrovata su un isolotto corallino delle Seychelles, che sette anni prima ne hanno annunciato la scomparsa


La Rhachistia aldabrae è stata presentata come emblema dei danni del clima impazzito, una specie estinta dal riscaldamento globale, causata dall’assenza di pioggia del suo unico habitat. Ora la riscoperta da parte dei ranger della Seychelles Islands Foundation di alcuni esemplari di questa bellissima lumaca dà nuove speranze sulla resistenza della natura, e fornisce agli studiosi nuovi elementi di conoscenza.
|"Una piccola lumaca su un’isola tropicale dell’Oceano Indiano nell’arcipelago delle Seychelles – scrive la Seychelles News Agency (Sna) - sta dando agli scienziati la speranza che la natura possa essere più resiliente di quanto pensassero originariamente”. La lumaca fasciata di Aldabra è un gasteropode con un magnifico guscio scuro intersecato da bande di un rosa brillante, endemico del grande atollo di Aldabra, Patrimonio Mondiale dell’Unesco. L’ultima volta che fu avvistata era nel 1997 sugli isolotti di Picard, Malabar, Polymnie, Esprit e Grande Terre. Dopo aver compiuto ampie ricerche in tutte le isole dell’ atollo, nel 2007 Justin Gerlach, biologo dell’università di Oxford, depose le armi, dando notizia dei suoi sforzi vani nello studio “Short-term climate change and the extinction of the snail Rachistia aldabrae (Gastropoda: Pulmonata)”, pubblicato sul Royal Society Journal Biology Letters.

L’atollo di Aldabra è uno dei più grandi ed incontaminati del mondo ed è gestito dalla Seychelles Islands Foundation (Sif), ente pubblico istituito nel 1979. Quando si disse che la povera lumachina fasciata di Aldabra era estinta, la sciagura venne imputata alla diminuzione piogge e la specie divenne così considerata da molti ricercatori come una delle prime vittime conosciute dei cambiamenti climatici. Invece questo raro invertebrato sta ancora combattendo la sua battaglia contro il caldo e la siccità.

Dopo le notizie ad agosto di possibili rinvenimenti, la ranger Catherina Onezia ha condotto diverse spedizioni per trovare altre lumachine, ne sono state trovate diversi esemplari compresi individui giovani. Questo segnale è giudicato molto incoraggiante, dato che gli ultimi individui giovani di Rhachistia aldabrae erano stati avvistati dai ricercatori addirittura nel lontano 1976.

Alla Sif ritengono che questo ritrovamento sia "un’incredibile seconda possibilità di proteggere e studiare questa specie storica in natura e per assicurarsi che non vada persa di nuovo". La preoccupazione resta comunque alta: gli stravolgimenti meteorologici sono ancora un rischio grave per la sopravvivenza di questa rara lumachina. "Ma questa riscoperta – ha affermato l’amministratore delegato della Sif, Frauke Fleischer-Dogley – dimostra che gli investimenti e gli sforzi messi nella tutela della biodiversità endemica dell’isola non sono stati vani".

 Con questo ritrovamento si è riaccesa la speranza per le altre specie native dell’isola, di cui ne abbiamo già perse troppe. Spero che la comunità internazionale si rendano conto della necessità di un loro investimento per riprodurre tale successo. La natura ha una capacità di recupero che può sorprenderci”.

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