Il-Trafiletto

16/09/14

PATATE NOVELLE ALLA GRIGLIA

PATATE NOVELLE ALLA GRIGLIA
AL MIELE E PORRI
INGREDIENTI PER4 PERSONE
*patateg600
*un cucchiaio di salsa Worchestershire
*4 cucchiai di miele liquido
*2 porri 
*2 cucchiai di olio d'oliva
*sale e pepe
TEMPO: 30' FACILE PREPARAZIONE
Patate grigliate
Preparate il barbecue. Lavate con cura le patate sotto il getto di acqua fredda, poi cuocetele in acqua bollente salata per 5'. Lavate i porri e tagliateli a rondelle non troppo spesse. In una ciotola emulsionate la salsa Worchestershire con il miele, l'olio, il sale e il pepe. Aggiungete poi i porri preparati e mescolate con cura. Scolate le patate quindi infilzatele in spiedini di metallo (se utilizzate spiedini di legno, lasciateli ammorbidire in acqua almeno un'ora). Praticate delle leggere incisioni sulla polpa delle patate, entrambo i lati, e con un pennello stendete uno strato di salsa preparata. Salate e pepate ..Cuocete gli spiedini sulla griglia per l 0', girandoli spesso e spennellandoli di tanto in tanto con la salsa al miele rimanente. A cottura ultimata, servite subito.

La morte del marito il giorno peggiore e migliore della sua vita

Perché il giorno in cui mio marito è morto è stato il peggiore giorno della mia vita, ma anche il migliore? La scrittrice MADDY PAXMAN spiega come la tragedia le ha insegnato la verità sulla nostra costante ricerca della felicità.


Quando avevo 20 anni, una vicina di casa di mezza età, mi confidò che il periodo più felice della sua vita era stata quando lei si occupava della sua famiglia, ma che ora si sentiva un po' sola e triste. Sentendo questo, sono rimasta sorpresa: avevo sempre pensato che il cammino verso la felicità fosse una strada a senso unico, una traiettoria diritta verso l'alto. Non mi era semplicemente venuto in mente che si potrebbe trovare la felicità, e subito dopo perderla. Con ottimismo giovanile, ho creduto che perseguire la felicità includeva la sicurezza in se stessi e vivere la vita che vuoi vivere, così facendo avrei raggiunto la felicità.

Ripensandoci ora, all'età di 56, vedo, naturalmente, che la vita è molto più complessa di quella: un flusso e riflusso di tutti i tipi di esperienze e stati emotivi in continuo cambiamento. Tendiamo a considerare la felicità come una destinazione - uno stato beato spirituale, che ti porta ad un punto alto da raggiungere e poi mantenere. Nella mia esperienza, è più simile a una tregua occasionale: da qualche parte abbiamo acceso per un po' la fiammella della felicità durante il viaggio. Eppure ancora pensiamo che la felicità è qualcosa che può essere 'raggiunta' o quantificata- come in un recente studio sulla felicità femminile, che ha concluso che la maggior parte delle donne si sentono più felici nei loro primi 20anni, ma nel decennio successivo lo sono molto meno a causa delle pressioni di lavoro, preoccupazioni quotidiane e cura dei figli.

Maddy con il marito e il figlioletto
in un immagine felice
La mia vita, come immagino sia il caso di tanti altri, non ha seguito un filo diretto alla felicità. Ogni dieci anni, ma a volte anche ogni anno, ha avuto l'alternanza di luce e ombra, i suoi alti e bassi, e tutta una serie di esperienze in mezzo. L'errore, credo, è quello di credere che si può evitare l'infelicità. Ma per provare felicità è opportuno sperimentare qualche fallimento esistenziale. Come si può riconoscere la felicità se non hai provato il suo contrario? Maddy dice che dalla morte del marito, ha vissuto un decennio di realizzazione personale, nonostante il dolore devastante. Proprio come nel diagramma cinese yin-yang - un cerchio diviso in buio e luce, che simboleggia l'equilibrio di forze opposte - abbiamo bisogno dell'intera gamma dei sentimenti per la nostra vita per essere se stessi. La metà luce del cerchio è definito per i bordi scuri - e, se si guarda da vicino, anche nella penombra, c'è ancora un po 'di luce. So che l'esperienza di perdere mio marito, Michael, dieci anni fa per una emorragia cerebrale all'età di 50, come l'intensità pura di una dolorosa esperienza può contenere al suo interno una sorta di dono speciale.

Maddy con il figlio ai tempi felici
Ricordo a piedi attraverso il parco, dopo la sua morte, cosa ha fatto scattare in me la primo balzello verso la luce. Le lacrime riempivano i miei occhi mentre pensavo che gli occhi di mio marito non avrebbero mai più visto un'altra primavera. Ma proprio in quel momento vidi un piccolo, narciso giallo con petali delicati, fiori che ogni anno crescono pericolosamente vicino al sentiero. Ho improvvisamente sentito un guizzo di felicità alla vista di quel piccolo fiore, che spuntava nella vita con tale spirito indomito. Per me, questa fu una metafora per tutta la vita – in un cuore colmo di dolore può trovare un pizzico di gioia che va coltivata.

Maddy ora con il figlio grande
Di recente mi hanno chiesto se gli ultimi dieci anni passati, sono stati i migliori e peggiori giorni della mia vita, ho risposto che in un modo strano, sono stati i migliori e i peggiori. Non c'era assolutamente nulla di felice, dopo la morte di mio marito ed ero fermamente convinta che non ci potesse essere null'altro che infelicità. Ma anche con il cuore devastato, l'ho sentito intensamente vibrante e vivo. Avevo improvvisamente capito la verità sulla vita e la morte, l'amore e la perdita, la felicità e il dolore, per la prima volta. Non ho avuto una buona partenza in quanto mia madre, morta pochi anni fa, era una donna disperatamente infelice, che soffriva di attacchi di depressione suicida, che io ho vissuto tutta la mia infanzia e l'adolescenza. Dall'esterno, probabilmente sembrava una tipica famiglia borghese, con uno stile di vita comodo, ma all'interno ribollivano emozioni oscure che ho vissuto crescendo lì.

Ero una bambina ansiosa e troppo coscienziosa, che raramente poteva rilassarsi in allegria. Dopo aver lasciato casa, sono andata a cercare una vita più felice altrove. Ho vissuto a Parigi per un po', poi, dopo l'università, ho viaggiato per il mondo con uno zaino: ho visitato l'India e la Cina, poi il lavoro mi ha portato attraverso l'America e il Canada. E' stato un momento di grande libertà e avventura, con poche responsabilità, ma venato di nostalgia, confusione e infelicità.


Passamano, il negozio dove compri e non serve denaro

Una grandiosa iniziativa ha preso forma a Bolzano: è nato un negozio in cui, per fare acquisti, non serve denaro: entri, scegli e porti a casa. Il suo nome è "Passamano" e il  suo core business si fonda sul recupero e sul riutilizzo degli oggetti.

“Passamano” viene gestito da un gruppo di volontari che non ricevono alcun compenso per il lavoro svolto: è richiesta solo una piccola offerta facoltativa necessaria per coprire le spese di manutenzione del negozio stesso. In alternativa è possibile lasciare qualche oggetto in cambio del proprio acquisto. La filosofia alla base di “Passamano” è che tutto può avere una seconda vita, tutto o quasi può essere riciclato e non è detto che un oggetto non più utile per qualcuno non possa rivelarsi prezioso per qualcun altro.

Passamano il negozio
immagine presa dal web
Chi vuole donare può portare gli oggetti che ha in casa e che non gli servono più: l’importante è che siano in ottimo stato, puliti e perfettamente funzionanti. Ogni persona può inoltre prelevare gratuitamente una volta a settimana fino a un massimo di cinque oggetti. È inoltre possibile lasciare e portare con sé vestiti, scarpe, borse, valigie, giocattoli, fumetti, piccoli e medi elettrodomestici e apparecchi elettronici, lampade, quadri, biciclette, articoli per bambini, utensili casalinghi e tanto altro ancora.

 Ha già avuto successo la sezione “Passalibri”, in cui è possibile prendere gratuitamente fino 5 volumi tra cui i libri scolastici e i dizionari, molto richiesti dagli studenti che non possono permettersi di acquistarli nuovi. Ma “Passamano” non è solo un negozio ecosostenibile e riciclone, è anche un luogo in cui si svolgono serate e incontri a tema su consumo consapevole, turismo responsabile, cucina vegetariana e vegana e tanto altro ancora: lo scopo è quello di favorire lo scambio di idee, saperi e relazioni. E l’obiettivo per il futuro è quello di riuscire a creare anche delle opportunità lavorative.

Attenzione a bere acqua in bottiglia, non sempre fa bene alla salute

Diversi di noi, cercano di prendere alla lettera i consigli dei medici, che raccomandano di bere almeno otto bicchieri di acqua al giorno ed è risaputo, che l'acqua potabile è fondamentale per mantenere la salute. 


Nonostante tutti i miei sforzi per rimanere in buona salute, ero sconcertato quando ho visto che mi si sono presentati una serie di sintomi e non stavo per niente bene, mi sentivo gonfio e non riuscivo più a dormire. 

A questo punto ho provato a togliere il pane dalla mia dieta, ma i risultati erano identici, anzi i probemi continuavano e aumentavano: dolori muscolari, dolori articolari, vertigini, palpitazioni, nausea e allora mi sono affidato ai consigli di: endocrinologi, neurologi, gastroenterologi, reumatologi e immunologi e ogni esperto mi dava la sua soluzioni per i sintomi che avevo. 

Un medico naturopata mi ha dato la risposta: avevo una carenza di magnesio
Sorprendentemente, bere acqua in bottiglia può causare, questo tipo di problema e il magnesio è vitale per il corpo e la sua mancanza può provocare parecchi disturbi e io li ho provati tutti.

La dose giornaliera raccomandata di magnesio per gli adulti è di 420 mg per gli uomini e 320 mg per le donne e si può ottenere facilmente da un mix di cereali integrali, verdure a foglia verde, noci e carne e cercando di evitare la caffeina, l’alcol, e lo zucchero che spingono i reni ad espellere il magnesio e lo riducono drasticamente.
Acqua in bottiglia, non vuol dire sempre salute

Cosa si è disposti a fare per un'orchidea nera!

Nel mondo della letteratura gli investigatori abbondano. Investigatori privati e dilettanti, quelli della polizia e tutti i personaggi che possono ruotare attorno ad un'indagine di polizia. Ognuno di loro poi ha le proprie manie, ossessioni, tecniche di indagine e aiutanti.
Orchidee Nere

L'investigatore privato di cui vi parlerò oggi è un amante della buona cucina, narcisista, pigro e un vero cultore di orchidee. Creato dall'abile penna di Rex Stout, Nero Wolfe e il suo fedele aiutante Archie Goodwin sono i protagonisti del libro Orchidee nere, otre che di una lunga serie di libri. Per il suo Nero Wolfe, Stout sceglie di adottare la buona vecchia indagine alla Sherlock Holmes, fatta di indizi e deduzioni logiche. Un giallo puro quindi, senza contaminazioni thriller o crime.

In questo romanzo Nero Wolfe, pur di ottenere la prestigiosa orchidea nera creata da Lewis Hewitt, è disposto ad uscire di casa ed indagare su un omicidio che coinvolge lo stesso Hewitt. Se risolverà il caso infatti otterrà la tanto preziosa orchidea nera. Risolvere l'intrigo però non sarà così semplice, Nero Wolfe dovrà mettere in campo tutta la sua non poca mola per sbrogliare la matassa.
Rex Stout

Questo libro in realtà contiene anche un secondo racconto Cordialmente invitati ad incontrare la morte, di cui però non vi dirò nulla, per stuzzicare il vostro appetito letterario.

Come Watson era il cornista e la voce narrante delle avventure di Sherlock Holmes, nei libri di Stout il narratore è Archie Goodwin che, con brio e spiccato umorismo, ci racconta delle indagini del famoso quanto pigro Nero Wolfe.

Una narrazione scorrevole e avvincente, un investigazione ben articolata che si basa sul confortante classico del giallo. Classico dunque, ma non per questo da lasciare in un angolo! Perché se l'editoria ormai è invasa da thriller e polizieschi alla CSI, riscoprire questi buoni “vecchi” gialli, è riscoprire un genere mai davvero passato di moda, che anche ad anni di distanza sa regalare piacevoli ore di lettura e quello stuzzicante brio che ci spinge tutti a vestire i panni dell'investigatore.
Nero Wolfe











(Le immagini presenti in questo post sono state prese da internet)
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