Il-Trafiletto

19/06/17

Lavorare da casa seguendo 5 regole cardine

Con il Jobs act degli autonomi, debutta anche lo smart working che consente al dipendente di svolgere parte del lavoro a casa anziché in azienda. 


In realtà molto aziende hanno già iniziato a concedere questa possibilità ai dipendenti, ma da oggi con un quadro normativo più chiaro lo smart working acquista consistenza e può diffondersi tra le aziende.

La legge sullo smart working indica una serie di regole generali, sulla retribuzione, sui controlli e anche su eventuali sanzioni disciplinari del lavoratore fuori azienda.
Per avviare lo smart working o anche solo una sperimentazione azienda e dipendente (o sindacati) devono stipulare un accordo che disciplini nei dettagli lo svolgimento del lavoro fuori dall’azienda.

La legge comunque detta delle linee guida generali che serviranno per stipulare gli accordi specifici.

1 - Come funziona lo smart working
Le legge prescrive che datore di lavoro e dipendente possano accordarsi e firmare un’intesa che prevede lo svolgimento del lavoro fuori dall’azienda con tempi e orari da concordare.
Il dipendente utilizza strumenti tecnologici forniti dall’azienda o personali e può svolgere il lavoro dalla propria residenza, dal domicilio o dove vuole.
Il datore può decidere di riconoscere gli stessi incentivi fiscali e legati agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato svolto in forma ordinaria.

L’azienda resta responsabile della sicurezza sul lavoro e del funzionamento degli strumenti tecnologici a disposizione del dipendente.

2 – L’accordo per lo smart working
La legge spiega come deve essere stipulato l’accordo: deve essere in forma scritta e deve essere oggetto di comunicazione telematica obbligatoria preventiva.
Le parti possono decidere se stipulare un accordo a termine oppure a tempo indeterminato, in questo caso le parti possono chiedere il recesso con un preavviso di 30 giorni.
L’accordo deve disciplinare l’attività lavorativa fuori dall’azienda: si possono mettere limiti giornalieri, settimanali o mensili e prevedere forme di esercizio del potere direttivo e di controllo del datore di lavoro.

Infine si decide quali sono le condotte da sanzionare e con quali sanzioni disciplinari.

3 – Sicurezza 
Anche con lo smart working il datore di lavoro è obbligato a garantire la salute e la sicurezza del dipendente.
Per farlo deve consegnare al dipendente o al sindacato, almeno una volta l’anno, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.
4 – Lo stipendio
La legge fissa un principio sempre valido in caso di smart working:
il dipendente che svolge il lavoro con lo smart working “ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda”.
Discorso diverso se la penalizzazione economica è accompagnata da un riproporzionamento dell’orario di lavoro: in questo caso lo stipendio può essere ridotto.

5 – Smart working: infortuni e malattie
Anche il dipendente che lavora tramite smart working ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Non solo, la legge prevede che il lavoratore abbia inoltre diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro avvenuti durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali.

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18/06/17

Come conservare bene le vostre scarpe

Se le vostre scarpe sono troppo strette o se volete saperne di più su di loro, in questo post vi darò qualche consiglio per migliorare il rapporto con le vostre calzature. 


Per togliere le macchie dalle scarpe di camoscio si può usare anche una normale lima per le unghie, strofinando prima la parte macchiata con acqua tiepida.

I prodotti per le mani possono essere utili anche per le calzature.
La conferma arriva dal solvente per le unghie, adatto per sbarazzarvi dei graffi e dalle strisciate scure che si formano sulla parte in gomma delle scarpe.
Per alcuni sarà scontato, ma molti non lo sanno: il deodorante funziona anche per i piedi.
In alternativa, per eliminare il cattivo odore si possono mettere nella suoletta delle scarpe del bicarbonato di sodio o del borotalco.

Il calore può ammorbidire la pelle (in particolare quella di camoscio), quindi per allargare le scarpe strette è consigliabile indossarle con dei calzettoni e riscaldarle con l'asciugacapelli.

Se non riuscite col calore, provate a cambiare elemento:
un ottimo metodo per allargare le scarpe strette infatti è quello di tenerle nel frigorifero per circa un'ora con sopra un sacchetto per alimenti riempito d'acqua a metà.
Le scarpe possono essere molto utili quando si viaggia, e non solo per camminare, provate a usarle come contenitori per imballare oggetti fragili e proteggere i vostri occhiali da sole o materiale in vetro, ad esempio.
Se venite sorpresi dalla pioggia e vi ritrovate le scarpe bagnate meglio non usare tovaglioli di carta per asciugarl, meglio la carta di giornale.
Il piede sudato può essere un problema non indifferente, specialmente nei mesi estivi quando non si indossano calze.

In questo caso per assorbire l'umidità è importante indossare calzini assorbenti in lana o materiale sintetico (da evitare quelli di cotone).
Questa informazione invece è utile per chi deve allargare delle ballerine, un tipo di scarpa spesso molto dolorosa.
Indossando dei calzini di spugna bagnati è possibile ammorbidire la pelle delle scarpe.

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17/06/17

Lady Macbeth: storia di una dark lady ingenua e perversa

Ritratto di una dark lady ingenua e perversa, Lady Macbeth è un efficace studio di carattere e di trasformazione da vittima a carnefice. Drammatico - Gran Bretagna, 2016. Durata 89 Minuti. Un film di William Oldroyd. Adattato da Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Nikolaj Leskov, il ritratto di una gotica dark lady, ingenua e perversa.

La giovane Katherine vive reclusa in un gelido palazzo isolato nella campagna, inchiodata da un matrimonio di convenienza, evitata dal marito, disinteressato a lei, e tormentata dal suocero che vuole un erede. La noia estrema e la solitudine forzata spingono Katherine, durante una lunga assenza del marito, a avventurarsi tra i lavoratori al loro servizio e ad avviare una relazione appassionata con uno stalliere senza scrupoli. Decisa a non separarsi mai da lui, folle d'amore e non solo, Katherine è pronta a liberarsi di chiunque si frapponga tra lei e la sua libertà di amare chi vuole....
www.mymovies.it/film/uscita/giugno/2017/?genre=drammatici

16/06/17

Condanna per l'ex direttore del Tg4 Emilio Fede

Condanna per l'ex direttore del Tg4 Emilio Fede, avrebbe prodotto foto ritoccate per poter ricattare i vertici Mediaset, onde ottenere un vantaggio nella sua uscita dopo il licenziamento del 2012.

E' la seconda condanna in pochi giorni a carico del giornalista, al quale il 12 giugno sono stati inflitti 3 anni e mezzo per concorso in bancarotta.

Il giudice Alberto Carboni ha confermato un'imputazione di tentata estorsione, ha riqualificato in tentata estorsione un'ipotesi di estorsione e ha riqualificato un'accusa di violenza privata in minacce
(Pena più lieve). Secondo le indagini coordinate dal pm Silvia Perrucci, il giornalista nel 2012 avrebbe dato mandato a Gaetano Ferri, suo ex personal trainer e già condannato in appello per questa vicenda, e ad altre due persone di assemblare finti fotomontaggi compromettenti che ritraevano il direttore dell'informazione di Mediaset, Mauro Crippa, così come il presidente dell'azienda Fedele Confalonieri. E attraverso una serie di "pressioni e minacce", in pratica, come affermato dal pm in requisitoria, avrebbe costretto "Crippa, Confalonieri ma anche lo stesso Silvio Berlusconi" a fargli avere "un accordo più vantaggioso con una buonuscita di 820 mila euro e un contratto di collaborazione di 3 anni".

Nel processo erano parti offese Rti-Mediaset e Confalonieri con il legale Lucio Lucia. Stando alla difesa di Fede, rappresentata da Alessandra Guarini e Maurizio Paniz, l'allora direttore "non si aspettava certamente di essere licenziato in tronco quel 28 marzo del 2012 con una vera e propria imboscata e ha usato espressioni ingiuriose e di rabbia nei confronti di Crippa, ma nella sua condotta non c'è stato nulla di violento o minaccioso volto ad impedire il suo licenziamento e ad ottenere un accordo più favorevole".

Tre giorni fa Fede è stato condannato per il caso del prestito di Silvio Berlusconi a Mora per salvare la sua Lm Management: il giornalista avrebbe trattenuto per sé circa 1,1 milioni di euro.
 fonte http://www.ansa.it/lombardia/notizie/

15/06/17

Aspettando il Re: Tratto dall'omonimo romanzo di Dave Eggers

Alan Clay, rappresentante di mezz'età di una grossa compagnia tecnologica, viene inviato in Arabia Saudita per stringere un importante accordo commerciale con le autorità locali inerente, tra le altre cose, un avveniristico sistema di videocomunicazione tramite ologrammi.

Giunto sul posto l'uomo, divorziato e dal rapporto tormentato con la figlia ventenne, comprende come la sua "missione" sia più ardua del previsto: il re infatti si trova costantemente fuori dai confini nazionali, mentre le condizioni di lavoro del suo team (già sul posto da alcuni giorni) si rivelano assai proibitive. Nell'attesa che il sovrano torni in patria Alan avrà modo di stringere amicizia con il suo autista personale Yousef e con la dottoressa Zahra, conosciuta in seguito ad una visita di controllo per un enorme ciste spuntata sulla di lui schiena. http://cinema.everyeye.it/articoli/recensione-aspettando-re-recensione-del-film-con-tom-hanks-30402.html


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