Il-Trafiletto

30/10/14

Roma | Tassista fugge con le valigie della cliente e viene denunciato

Due turiste tedesche, madre e figlia 20enne non dimenticheranno facilmente la loro breve vacanza romana. Un tassista disonesto fugge con i loro bagagli appena giunte in albergo.

 Sono atterrate domenica sera all’aeroporto romano di Fiumicino intorno alle 21.00 provenienti da Francoforte per trascorrere alcuni giorni di vacanza nella “città eterna”. Le due donne, dopo aver ritirato le loro valigie dal nastro trasportatore, sono uscite dal terminal degli arrivi dirigendosi verso la postazione dei taxi dove, salendo su uno di questi, hanno chiesto di essere accompagnate in un hotel di Via Veneto dove avevano prenotato una camera.

Una volta raggiunto l’hotel, il tassista aveva effettuato una strana manovra per accostarsi nelle vicinanze del marciapiede dell'albergo evitando di entrare nella corsia riservata ai taxi dei clienti adiacente l'androne di ingresso. Al momento del pagamento della tariffa, forfettaria di 48 euro e indicata da cartelli all’interno del taxi per una corsa dall’aeroporto a Roma città, il tassista ha preteso un pagamento di 60 euro riferendo alle due turiste una differenza per i bagagli. Le due donne pagano con una banconota da 100 euro e si vedono negare il resto dal disonesto autista. Non solo, ma dopo aver scaricato una sola delle due valigie, l’uomo è salito velocemente in macchina fuggendo a forte velocità verso via Bissolati e non fermandosi al semaforo che in quel momento segnalava il  rosso.

Dopo un primo momento di smarrimento le due donne denunciano l’accaduto al Commissariato Trevi, dove le indagini vengono dirette dal dottor Bruno Failla, prima presso il luogo dell’accaduto, dove le telecamere purtroppo non hanno aiutato gli agenti, poi presso l’aeroporto di Fiumicino. Qui le immagini delle telecamere in prossimità del terminal arrivi hanno confermato che le due donne erano salite sul taxi alle 21.34.

 E’ stato così possibile rintracciare il tassista disonesto. L’uomo, un 44enne di Ostia, è stato convocato  negli uffici del commissariato e, messo alle strette, ha ammesso di essere fuggito col bagaglio delle due donne, il quale conteneva capi di abbigliamento firmati ed un orologio del valore di 5000 euro circa. Ha riferito inoltre di custodire la stessa valigia presso l'abitazione di suo padre. Recatisi al domicilio dl genitore, gli agenti hanno recuperato la valigia restituendola alle proprietarie che sono così ripartite con i loro effetti personali. L’uomo è stato denunciato per il furto della valigia, per la truffa commessa ai danni delle due turiste per il pagamento maggiorato della corsa in taxi e la mancata restituzione del resto.

Siamo spiati dalle app gratuite dei nostri smartphone

Qualcuno ci spia! E lo fa nel modo più subdolo che ci sia: dandoci alcune applicazione gratuite. Per esempio quelle che trasformano il nostro smartphone in una torcia.


Stiamo attenti!
Gli esperti ci dicono di stare attenti che se un'applicazione è gratuita probabilmente seguono un altro canale di affari come per esempio la vendita dei nostri contatti o delle nostre abitudini, tutti dati che possono ricavare un introito se venduti a compagnie di ricerca di mercato. Tali applicazioni registrerebbero dati sensibili del nostro privato, come account bancari. Sembra che una gang di criminali, hacker e ladri di identità abbiamo sviluppato le proprie applicazioni-torcia gratuite er rubarci qualcosa.

Le più popolari applicazioni per Android che trasformano i telefoni in una torcia sono state scaricate da decine di milioni di utenti, ed includono le app “Super-Bright LED Flashlight”, “Brightest Flashlight Free” e “Tiny Flashlight+LED”. Ma le app in questione hanno vanno oltre alle capacità di fare luce, ci spiano ci rubano gli account e i nostri contatti, ci spiano le abitudini e i nostri acquisti: ciò che mangiamo ciò che indossiamo, e pochi se ne accorgono. Loro sono al sicuro perchè nei termini e condizioni delle app viene specificato che verranno raccolti dati per essere venduti a terzi.

Gary Miliefsky, fondatore della firma di sicurezza cibernetica SnoopyWall, ha affermato: "Siamo diventati tutti vittime, installando molte app nei nostri smartphone e tablet che fanno molto di più rispetto al servizio che forniscono. Abbiamo aperto il vaso di Pandora per i predatori online, i cibercriminali e le spie, e tutto questo a causa delle app di cui ci fidiamo stupidamente".

 Gli esperti di tecnologia dicono che il problema di sicurezza non si presenta nelle torce già incluse negli iPhone della Apple. Sono in molti adesso a chiedere più sicurezza e leggi più restrittive per lo sviluppo di queste app, con campagne in corso negli Stati Uniti ed in Inghilterra.

Si chiama WOW e depura l'acqua, anche quella radioattiva

Uno studio tutto italiano che ha portato ad un progetto realizzato nel 2005 nel garage dell'inventore Aldo Merin. Un ingegnere che pensa come aiutare chi non ha acqua potabile in casa e progetta una macchina che chiama "Pentolaccia"che depura l'acqua.


Si chiama WOW, acronimo di wonderful water e nel nome c'è tutto il significato dell'utilità di questa macchina. Dal 2005 ad oggi la macchina è stata riprogettata e replicata in grande e sottoposta a sperimentazione per 8 anni, e solo lo scorso anno è stata presentata ufficialmente, durante la conferenza Remtech di Ferrara. Questa macchina è un vero portento, oltre all'uso per cui è stata creata, depura anche dalla radioattività, inoltre ha costi di produzione molto bassi. Caratteristiche eccezionali per non farne un uso appropriato, per cui WOW è stata portata in un centro di rifiuti tossici italiano ed ha lavorato con acqua che presentava un tasso di radioattività 76mila volte più intenso rispetto a quella di Fukushima.

Sistema di depurazione WOW
immagine presa dal web
Da quel momento WOW lavora per il nostro benessere trasformando in acqua purissima 45 mila litri di liquidi radioattivi conservati in due cisterne a Saluggia, in provincia di Vercelli. Questa macchina ha qualità che possono aiutare lo smaltimento di liquidi radioattivi abbattendo i costi di smaltimento. Ma l’inventore ricorda il motivo per cui l’ha creata. Poco più piccola di una lavatrice, se installata in casa, produrrebbe 30 lt di acqua potabile al giorno da qualunque tipo di provenienza: acqu piovana, acqua di fogna, acqua sporca o saponata.

Grazie all’olio extravergine di oliva ci ammaleremo di meno di cancro al colon

Uno studio ha rivelato che l’olio extravergine di oliva è in grado di prevenire il tumore al colon, malattia molto diffusa in Italia tra la popolazione di ambo i sessi.

  Il cancro al colon è una delle malattie più mortali in Italia, la seconda nella donna dopo quello della mammella e la terza nell’uomo dopo il cancro al polmone e prostata. Si calcola che in Italia ogni anno ne siano colpiti 40mila donne e 70mila uomini. L’olio extra vergine di oliva è un alimento in grado di prevenire questo tipo di tumore.

E’ il risultato di uno studio pubblicato su Journal of Nutritional Biochemistry, e condotto dall'Università Campus Bio-Medico di Roma e dall'Università degli Studi di Teramo, in collaborazione con l'Università degli Studi di Camerino e il Karolinska Institutet di Stoccolma. Già da tempo si era a conoscenza degli effetti benefici dell’olio extravergine di oliva su determinate patologie neoplastiche, ora questo studio ne chiarisce i meccanismi d’azione.

  Lo studio è stato condotto dal prof. Mauro Maccarrone, docente di Biochimica presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, e dal dr. Claudio D’Addario, ricercatore in Biologia Molecolare presso l’Università degli Studi di Teramo, e ha rivelato che l’olio extra vergine di oliva tramite il potenziamento di un gene denominato oncosoppressore CNR1, è in grado di regolare i cambiamenti dei geni legati a fattori esterni come per esempio un’alimentazione scorretta.

  “Il nostro studio – evidenzia il Prof. Maccarrone - rafforza la fiducia nel fatto che una dieta appropriata possa aiutare a prevenire i tumori, ma anche altre patologie diffuse, come i disturbi neurologici, l’obesità e il diabete. I risultati ottenuti dimostrano inoltre che i cambiamenti epigenetici, ovvero quelli derivanti da fattori ambientali e, dunque, dall’alimentazione, sono potenzialmente reversibili”. E’ importante quindi la presenza nelle nostre tavole di questo salutare alimento in grado di risolvere problemi dovuti all’assunzione di cibi dannosi per il nostro organismo.

Scienziati americani hanno creato il primo stomaco umano in 3D

Grande scoperta e grande titolo: Creato il primo stomaco. Il primo pensieri va al trapianto di staminali per ricreare uno stomaco a chi ne ha uno compromesso. Per ora non è così. Il mini-stomaco sarà utile per testare farmaci.

Gli scienziati del Cincinnati Children's Hospital Medical Center descrivono l'eccezionale scoperta su “Nature”. Il team ha creato in laboratorio il primo stomaco umanoin versione mini, facendo crescere cellule staminali pluripotenti, cioè quelle cellule che che possono diventare la cellula di qualsiasi tipo di organo. In collaborazione con i ricercatori della University of Cincinnati, gli studiosi diretti da Jim Well, hanno chiamato la loro creazione "organoidi gastrici" per studiare l'infezione da Helicobacter pylori, il batterio che è una delle principali cause di ulcera peptica e cancro allo stomaco. In questo modo hanno potuto osservare con quanta celerità i batteri hanno attaccato i tessuti epiteliali e innescato cambiamenti biochimici nell'organo.

"Questo tipo di organoidi gastrici in 3D offrono anche preziose opportunità per la scoperta di nuovi farmaci, o «per ricostruire le prime fasi del cancro dello stomaco e per studiare alcuni dei meccanismi fondamentali di diabete e obesità», ha spiegato Wells. E rappresentano un punto di partenza promettente per la “creazione” di altri tessuti di organi come i polmoni e il pancreas".

Individuare i processi necessari per la formazione embrionale di uno stomaco, è stata la chiave della ricerca. Manipolando questi processi in una capsula di Petri, gli scienziati sono stati in grado di “convincere” le staminali pluripotenti a diventare cellule dello stomaco. Nel corso di un mese, questi passaggi hanno portato alla formazione degli "organoidi gastrici" umani in 3D di circa 3 mm di diametro, aprendo una nuova frontiera nello studio e nella sperimentazione per la cura delle malattie.

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