Il-Trafiletto

09/10/14

Due stelle Michelin ad un ristorante danese | il formichiere approva

Si parla tanto di alimentazione genuina, semplice e casereccia, ma qui in questo ristorante hanno preso alla lettera la "genuinità" facendo pietanze con prodotti della "terra", anzi con abitanti della "terra", che fanno rimpiangere gli hamburger di MecDonald's.


Si chiama Noma ed è un ristorante danese, si dice che sia uno dei migliori al mondo, almeno stando alla classifica del British Restaurant Magazine e alle due stelle Michelin che gli sono state assegnate ( ma chi gliele ha date il formichiere?). Ma oltre che a vantare titoli ricevuti, questo ristorante vanta anche originalità e stravaganza delle portate: si va dalla crostata di fiori ai funghi ricoperti di cioccolato, dai cetrioli arrostiti con formiche nere alla polpa di riccio con nocciole. Accostamenti piuttosto arditi e piatti decisamente non convenzionali che il rapper Action Bronson ha deciso di immortalare e pubblicare sul suo profilo Instagram dopo essere stato ospite del locale. Ecco alcune portate da indigestione, a cominciare dal cetriolo con le formiche.

Mini-cetriolo arrostito con formiche
e scaloppina caramellata

Ciambelle danesi salate con
verdure amare e cavalletta
Tartare di manzo danese
con sedano e formiche nere


crostata di fiori


Proprietà e benefici delle barbe di granturco

Tutti noi conosciamo il granturco o mais di cui utilizzamo le pannocchie, i chicchi, la farina per la nostra alimentazione e ovviamente ne conosciamo le proprietà e i benefici. Ma i filamenti che avvolgono le pannocchie? Volgarmente essi vengono chiamati "barbe" o "capelli" cioè la parte residua degli stimmi dei fiori. Forse in molti credono che queste "barbe" non servano a nulla, in realtà hanno proprietà calmanti e diuretiche.

In erboristeria le preparazioni a base di barbe di granoturco sono consigliate per stimolare le funzioni urinarie, depurare l’organismo e liberarlo dalle tossine accumulate. Pare inoltre che aiutino ad alleviare lo sforzo del cuore e del fegato e a stimolare il funzionamento di tutti gli organi, cervello compreso. Attenti però alla provenienza.

Barbe di granturco
immagine presa dal web

Le coltivazioni di granoturco sono spesso oggetto di interventi con i pesticidi e gli agenti inquinanti che essi contengono sono più che sufficienti a rendere inutilizzabili le barbe. Per le preparazioni erboristiche è bene utilizzare granoturco puro, biologico, meglio ancora quello che ci si è coltivati da soli in un angolo dell’orto. Oppure quello che vi siete procurati da un contadino di fiducia.

Infuso di barbe di granoturco:
mettete una bella manciata di barbe in un litro abbondante di acqua e consumate da 5 a 6 tazze al giorno.
Decotto di barbe di granoturco:
adatto per uso esterno, anche in forma di decotto sulle parti doloranti, preparato con una buona manciata e mezzo di barbe in un litro d’acqua. Con le stesse proporzioni di barbe e di acqua si possono preparare anche bagni e pediluvi. Barbe a parte, il granoturco è un ottimo alimento e come gli altri cereali contiene amido, proteine, grassi e zuccheri vari, anche se in proporzioni diverse. Si consuma cucinato in tantissimi modi e ci si può ricavare anche una bevanda alcolica (la messicana chicha), ma anche in questo caso bisogna stare attenti che si tratti di granoturco biologico non contaminato da pesticidi e non transgenico.

Conversione in legge del Decreto Competitività | Novità in arrivo per fotovoltaici, rinnovabili ed imprese

Nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 20 agosto 2014 è stata resa pubblica la Legge 11 agosto 2014 n. 116 di trasformazione del D.L. 24 giugno 2014, n. 91.


Questa in sostanza il sunto delle più importanti innovazioni introdotte.

Taglio bollette e rimodulazione tariffe incentivanti
Le Pmi saranno maggiormente facilitate con una notevole riduzione sulle bollette energetiche. Al fine di dare vita a questa modifica, bisognerà fare fronte ai costi con la rivisitazione degli incentivi già concessi agli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili

A partire da 2o semestre del 2014, il GSE fornisce le tariffe che risulteranno incentivabili per le strutture fotovoltaiche installate e in funzione con comode rate mensili fisse, pari al 90% della producibilità media annua stimata di ciascun impianto ed effettua il conguaglio, in relazione alla produzione effettiva, entro il 30 giugno dell'anno successivo.
Conversione in legge del
Decreto Competitività 

Iniziando dal mese di gennaio del 2015, gli incentivi per l'energia prodotta dall'impiantistica fotovoltaica installata e funzionante, di potenza nominale maggiore a 200 kW, sono rimodulati secondo le preferenze dell’operatore, che potrà scegliere tra queste 3 possibilità:

  1. la tariffa è emanata per un periodo di 24 anni, decorrente dall'entrata in esercizio degli impianti, ed è ricalcolata secondo le percentuali di riduzione indicate nell’allegato 2:

  • 12 anni residui > riduzione incentivo pari al 25%
  • 13 anni residui > riduzione incentivo pari al 24%
  • 14 anni residui > riduzione incentivo pari al 22%
  • 15 anni residui > riduzione incentivo pari al 21%
  • 16 anni residui > riduzione incentivo pari al 20%
  • 17 anni residui > riduzione incentivo pari al 19%
  • 18 anni residui > riduzione incentivo pari al 18%
  • oltre 19 anni residui > riduzione incentivo pari al 17%
2.  l’incentivo è emanato in 20 anni e rivisto in base alla modalità da intercettare entro il 1° ottobre 2014 con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico. I calcoli saranno effettuati creando una simulazione del partecipare di tutti gli operatori e porsi come traguardo un risparmio di 600 milioni di euro annui per il periodo che va dal 2015-2019, nei confronti dell'erogazione prevista con le tariffe in essere.
3.  la tariffa incentivante è erogata in 20 anni e dimunita, per il periodo residuo di incentivazione, di una percentuale proporzionale alla potenza dell’impianto:
  • 6% per gli impianti da 200 kW a 500 kW
  • 7% per gli impianti da 500 kW a 900 kW
  • 8% per gli impianti di potenza nominale superiore a 900 kW
Sarà necessario che gli operatori comunichino la propria preferenza al GSE. Contrariamente verrà applicata di defalut la terza opzione.
Per le tariffe onnicomprensive erogate ai sensi del V Conto Energia (D.M. 5 luglio 2012), le riduzioni si applicano alla sola componente incentivante (calcolata secondo l’art. 5, comma 2, del D.M. 5 luglio 2012).


Red Bull mette le ali a 13 milioni di dollari

Un cittadino americano ha fatto causa alla Red Bull che publicizza le sue bevande come energetiche , per aver fatto pubblicità "ingannevole". Dieci dollari di rimborso per coloro che negli ultimi 12 anni hanno comprato una lattina negli Usa


Inganna i consumatori
«Red Bull ti mette le ali». Slogan azzeccatissimo, ma una certa attenzione negli Usa ci vuole. Ora costerà molto caro al produttore di bevande austriaco. Sembra che la società di Didi Mateschitz ha pubblicizzato in maniera ingannevole le sue bevande energetiche. Per evitare una Class-action Red Bull ha accettato di pagare 13 milioni di dollari (circa 10 milioni di euro). Chi, comprando una lattina di Red Bull negli stati uniti, si aspettava che gli spuntassero le ali e ciò non è avvenuto, se può dimostrare di aver acquistato la lattina dal 2002 al 2014, può chiedere un risarcimento.
Secondo quanto riferito dal portale americano Consumerist, e da quello specializzato BevNet, sono diverse le persone che hanno fatto causa a Red Bull perché «induce in errore i consumatori con lo slogan che implicitamente promette un aumento delle prestazioni». Secondo chi ha presentato la querela nel 2013, una Red Bull ha circa lo stesso effetto di una dose media di caffeina. Una lattina della bevanda energetica (0,25 l) contiene infatti 80 milligrammi di caffeina, molto meno di una tazza di caffè da 0,2 litri (tra 115 e 175 milligrammi). Benjamin Careathers, promotore della class action, sostiene di aver bevuto Red Bull dal 2002, senza però riscontrare effetti energizzanti. «Negli spot tutti gli atleti testimonial dell’azienda dicono di aver migliorato le proprie prestazioni grazie a Red Bull. Loro sono i modelli di una generazione e avallano questa bugia».

Gli indennizzi
In una mail a BevNet, il colosso austriaco nega le accusa. La Red Bull mentre rinuncia al discutibile slogan nel mercato americano, sottolinea di voler risolvere la controversia, ma di essere sempre stata corretta e precisa nelle iniziative pubblicitarie e nell’etichettatura dei prodotti. Inoltre, l’azienda ha accettato di sostenere anche i costi del processo, circa 4,75 milioni di dollari. Ma quali sono le conseguenze dell’accordo? Chiunque (negli Usa) abbia acquistato almeno una Red Bull tra gennaio 2002 e il 3 ottobre 2014 (e può dimostrarlo) ha tempo fino a marzo 2015 per richiedere un indennizzo.

Le opzioni 
Un rimborso di 10 dollari in contanti oppure prodotti Red Bull per un valore di 15 dollari (con spese di spedizione a carico dell’azienda). Appena tutte le richieste saranno pervenute, sarà un tribunale a decidere in merito al pagamento, che però non potrà in ogni caso superare i 13 milioni di dollari. Cosa significa? Se si fanno avanti 13 milioni di persone, ognuno avrà diritto a non più di un dollaro.

Due principi al prezzo di uno per il principato di Monaco

È ufficiale: il principe Alberto di Monaco, 56 anni, e la moglie Charlène, confermano le indiscrezioni: aspettano due gemelli.


Lo ha rivelato la stessa principessa al magazine britannico “Hello”, Charlène dice di sentirsi «molto bene» e che la gravidanza non ha problemi e che sarà un parto gemellare. Le voci di un parto gemellare circolavano su Internet già lo scorso giugno quando in un messaggio pubblicato su Twitter, un giornalista sudafricano, Darek Watts, aveva detto di avere ricevuto una telefonata dal padre della principessa, Mike Wittstock, suo amico e compagno di classe, per informarlo che sua figlia è incinta di due gemelli.

Nei mesi scorsi Alberto II - già padre di due figli avuti in passato da relazioni occasionali e che quindi non possono vantare diritti al trono - si era detto “molto felice ed entusiasta”
Se saranno due maschietti l’erede al trono monegasco sarà quello partorito per primo. Se invece si tratta di una femminina e di un maschio, secondo le regole della Costituzione del Principato, sarà quest’ultimo ad avere diritto alla corona.

Qui, Alberto di Monaco e Charlene Wittstock raggianti al 66° Ballo della Croce Rossa che si è tenuto a Monaco ad agosto (Epa)

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