Il-Trafiletto

25/09/14

Titoli di Efficienza Energetica nell'edilizia: un ritorno pari all'80% del taglio sulla bolletta

Leader nazionale nel settore della White Economy e della sostenibilità ambientale, Avvenia  fa notare come nel settore dei certificati bianchi, ovvero i famosi Titoli di Efficienza Energetica,  la Pubblica Amministrazione o un'azienda del terziario quale può essere un gestore di patrimoni immobiliari, può intervenire sulle centrali termiche, sulle coibentazioni delle pareti esterne degli edifici, sulle sostituzioni dei vetri singoli con doppi vetri e così via, vedendosi riconosciuti tali Certificati per 5 oppure 8 anni nel caso di interventi sull'involucro edilizio.


Così oltre a risparmiare per il minore consumo di energia, si riesce ad ottenere anche un ritorno economico pari a circa l'80% del taglio sulla bolletta. Ipotizzando un risparmio di 10 mila euro annui raggiunti con le misure di efficientamento energetico, verrebbero riconosciuti 8 mila euro per 5 anni: così un investimento di 30 mila euro non ritornerebbe in 3 anni, ma in meno di 2 anni. Secondo Avvenia sono dunque i Titoli di Efficienza Energetica il nuovo motore per l'immobiliare e già a partire da quest'anno è stato avviato un programma di interventi di riqualificazione energetica negli edifici della Pubblica Amministrazione centrale grazie ad uno stanziamento di 355 milioni di euro nel periodo 2014-2020.

Nascita della matematica | dalla preistoria all'era digitale -

Nascita della matematica

Come nasce la matematica?

Fin dalla sua apparizione sulla Terra, l’uomo prima di comunicare con la parola ha comunicato con i numeri. Infatti si sono ritrovati dei disegni con conoscenze matematiche e della misurazione del tempo basata sull'osservazione delle stelle.

 

Altri reperti preistorici scoperti in Africa e in Francia, datati tra il 35.000 a.C. e il 20.000 a.C., indicano i primi tentativi di calcolo. I paleontologi pensano che i primi conteggi coinvolgessero donne che registravano i loro cicli mensili o le fasi lunari.

Insieme ai disegni si sviluppò il concetto di numero. Si pensa che le prime considerazioni riguardassero i branchi di animali e la distinzione tra i concetti di uno due e molto, come ancor oggi fanno gli “zulu”, i “pigmei” africani, i nativi delle Isole Murray, i “kamilarai” australiani e i “botocudo"brasiliani.
Si è verificato che altre popolazioni erano in grado di aumentare la capacità di conteggio visivo guardando, secondo un preciso ordine, alcune parti del proprio corpo, contando fino a 17, 33, 41 a seconda dei riferimenti utilizzati.
Sembra però, senza il bisogno di contare, che la capacità visiva di elementi percepita sia di quattro.
E' da notare che alcune lingue riportano la declinazione delle forme al singolare, duale, triale, quattriale e plurale. Anche in latino solo i primi quattro numeri (unus, duo, tres, quatuor) sono declinabili.

In seguito questi concetti si manifestarono con tacche e incisioni, sviluppando così le prime semplici nozioni geometriche. I paleontologi hanno scoperto rocce di ocra in una caverna del Sudafrica adornate di configurazioni geometriche che risalgono al 70.000 a.C.
L'osso d'Ishango, ritrovato nell'area delle sorgenti del Nilo (nord est del Congo), presenta delle incisioni che potrebbero indicare una primitiva conoscenza della sequenza dei numeri primi.
Osso d'Ishango-perone di babuino  
(Real Museo di Scienze naturali di Bruxelles)


Monumenti megalitici che in Egitto risalgono fino al V millennio a.C. e in Inghilterra e Scozia a partire dal III millennio a.C., con il loro disegno concretizzano idee geometriche come quelle di cerchio, ellisse e terna pitagorica e una possibile comprensione della misurazione del tempo basata sui movimenti delle stelle. Intorno al 2600 a.C. le tecniche per le grandi costruzioni mostrano la padronanza della geodesia di precisione.

Le prime nozioni matematiche che ci sono giunte dall'antica India risalgono fra il 3000 a.C. e il 2600 a.C., prevalentemente nell'India settentrionale e nel Pakistan. 
Furono sviluppati un sistema di pesi e misure uniformi che si serviva di frazioni decimali, una tecnologia dei mattoni sorprendentemente avanzata che utilizzava i rapporti di strade disposte secondo perfetti angoli retti e di un'enorme varietà di forme e figure geometriche (parallelepipedo rettangolo, botte, cono, cilindro e figure di cerchi e triangoli concentrici ed intersecati).

Tra gli strumenti matematici scoperti vi sono un'accurata riga con suddivisioni decimali precise e ravvicinate, uno strumento a conchiglia che serviva da compasso per misurare angoli sulle superfici piane secondo multipli di 40 – 360 gradi e uno strumento per la misura delle posizioni delle stelle per la navigazione.

La scrittura dell'Indo non è ancora stata decifrata; pertanto si conosce molto poco delle forme scritte della Matematica indiana.

L'evidenza archeologica ha condotto alcuni storici a credere che questa civiltà usasse un sistema di numerazione in base 8 e possedesse la nozione del rapporto fra lunghezza della circonferenza di un cerchio e del suo diametro, cioè un valore di π.

Quale ruolo hanno il Coordinatore ed il segretario nel Consiglio di classe

Quale personaggio dovrà essere deputato a svolgere il compito di coordinatore e quale quello di segretario durante i consigli di classe. 


A tal proposito vorrei proporvi una mini guida al fine di riuscire a chiarire i vari interrogativi riguardanti l'argomento di cui sopra. Iniziamo subito con il dire che quella del segretario rappresenta una figura istituzionale, al contrario di quella del coordinatore per la quale non è prevista in alcuna normativa.
  • Ai sensi dell’art. 5/5 del D.Lgs. n. 297/1994: “Le funzioni di segretario del consiglio sono attribuite dal direttore didattico o dal preside a uno dei docenti membro del consiglio stesso”.
  • L’art. 25/5 del D.Lgs. 165/2001 prevede che “Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti”.
  • Nei propri doveri d’ufficio il dirigente scolastico deve provvedere all’organizzazione efficiente della vita scolastica.
Partendo dunque da questo dato di fatto, ovvero sia che i due ruoli, quello del coordinatore di classe/segretario del consiglio di classe, sono istituite dal dirigente scolastico. Avviene il più delle volte che vengano messe sullo stesso piano in fatto d'importanza, quando invece le due figure devono per forze di cose rispondere a bisogni differenti e dal punto di vista normativo hanno delle differenze sostanziali. Cerchiamo di fare chiarezza.
Il Coordinatore ed il
segretario nel Consiglio di classe

Il segretario del consiglio di classe
  • Il segretario del CdC rappresenta una figura che dal punto di vista istituzionale è prevista dalla norma (art. 5/5 del D.Lgs. n. 297/1994) e fondamentale ai termini di convalida delle sedute del CdC.
  • È nominato dal dirigente scolastico di volta in volta in occasione delle singole riunioni, oppure l’incarico può essere attribuito per l’intero anno scolastico.
  • È quindi una figura di cui non si può farne a meno in quanto la il dovere mettere a verbale quanto stabilito e discusso nella seduta è un'obbligo indispensabile (documenta e descrive l’iter attraverso il quale si è formata la volontà del consiglio) e la deve svolgere un docente facente parte del CdC, individuato dal dirigente.
  • L'insegnante scelto, a meno di motivate eccezioni, non può esimersi dal compito. (la verbalizzazione è un momento costitutivo del consiglio stesso).
Qualche riflessione
Il più delle volte succede che il dirigente conferisca la nomina ad un docente per l’intero anno scolastico. In tal caso risulterebbe pratica utile nonostante la non obbligatorietà che tale nomina avvenga mettendo nero su bianco o tramite una comunicazione in sede collegiale (o attraverso una circolare di servizio).

Oltretutto il dirigente, al fine di favorire un clima di collaborazione, potrà rimettere alla contrattazione di istituto la definizione di criteri relativi alla assegnazione dell’incarico di segretario verbalizzante, così da dare una motivazione del perché la nomina viene assegnata per tutto l’anno a quel determinato docente invece che a un altro. In quella sede si potrà altresì stabilire un compenso per tale attività e indicare il nominativo del collega di classe che subentrerà in caso di assenza del segretario.

Il coordinatore del consiglio di classe.
La figura del coordinatore di classe, contrariamente a quella del segretario del CdC, non è regolamentata da alcuna normativa: il compito di dovere coordinare è un ruolo che spetta al dirigente scolastico. Coordinare un CdC è quindi una forma di delega delle competenze proprie del dirigente che può essere appunto da lui conferita a uno dei docenti del CdC. Tale delega è di solito valida per l’intero anno scolastico.

La presenza del coordinatore di classe è di fatto oggi giorno una presenza che rientra nella normalità in quanto dettata dalla necessità di svolgere una migliore performance didattica e, per quanto non regolamentata può definirsi atipica, ritenuta dai dirigenti ormai indispensabile.

Quello che svolgerà il coordinatore di classe non è un compito “fisso” in quanto per l'appunto non è previsto dall'ordinamento, e per tal motivo possono mutare in base alle esigenze della scuola in cui si viene eletti a svolgere questo ruolo. Nonostante non ci sia un manuale si può dire, in sintesi, che il coordinatore del CdC:
  • Provvede alla stesura del piano didattico della classe;
  • Ha l'obbligo di rimanere sempre aggiornato sui risultati e il comportamento della classe attraverso costanti contatti con gli altri insegnanti del consiglio;
  • È il punto di riferimento circa tutti i problemi specifici del consiglio di classe;
  • Ha un collegamento diretto con la presidenza e informa il dirigente sugli avvenimenti più significativi della classe facendo presente eventuali problemi emersi;
  • Mantiene, in collaborazione con gli altri docenti della classe, il contatto con la rappresentanza dei genitori. In particolare, mantiene la corrispondenza con i genitori di alunni in difficoltà;
  • Controlla regolarmente le assenze degli studenti ponendo particolare attenzione ai casi di irregolare frequenza ed inadeguato rendimento.
  • Presiede le sedute del CdC, quando ad esse non intervenga il dirigente.

Non aprite quell'e-mail: non è Telecom Italia ma un noto malware ZeuS

Una nuova campagna spam-phishing colpisce i clienti Telecom Italia. La clientela stà ricevendo e-mail, copia perfetta delle e-mail che spedisce Telecom Italia per l'emissione di una fattura, che apparentemente sembrano essere inviate da Telecom, ma che in realtà non coinvolge Telecom.



L'oggetto, è posto in questi termini: "Fattura Telecom Italia n. 9/14",  il messaggio è composto dal un testo tipico che di solito utilizza Telecom: "la informiamo che i suoi Conti Telecom Italia relativi alle linee di Fonia sono stati appena emessi e sono già disponibili online nell'Area Clienti Business sul portale Impresa Semplice". L'e-mail, almeno ad un primo esame, sembra provenire da Telecom Italia dal momento che come mittente è specificato l'indirizzo servizioclienti@telecomitalia.it.

Tutto fasullo. Falsificando il mittente (email spoofing) chiunque sia il vero mittente, sembra che lo spoofing sia riuscito. Allora chiunque potrebbe fasificare il mittente dandosi un'altra identità, ma non è così semplice. Il dominio di cui si fa riferimento si avvale di meccanismi di validazione quali SPF, SenderID o DKIM per consentire un immediato riconoscimento dell'identità e sventare il tentativo di frode. In questo caso è sufficente accedere all'intestazione completa (headers) dell'e-mail, per accorgersi che il messaggio non sia partito dal server di Telecom Italia, ma da IP diversi o stranieri.


Nell'immagine qui sopra, c'è un file Zip allegato al messaggio fasullo, Conto_Telecom_Italia_PDF.zip che non contiene affatto una fattura Telecom bensì una variante del noto malware ZeuS, componente maligno studiato per sottrarre informazioni personali (dati per l'accesso a servizi di online banking, numeri di carte di credito insieme con relativi codici di autorizzazione, nomi utente e password, certificati digitali,...) e rubare denaro.

Fino a poco tempo fa gran parte dei motori antivirus ed antimalware non riconoscevano il file come minaccia. Ma col trascorrere del tempo, i principali produttori stanno ponendo un rimedio aggiornando le firme virali dei propri prodotti per la sicurezza.

24/09/14

Le energie assopite e inconsce si scatenano Kundalini si srotola | LE TRE VIE

.... che i suoni inglobino l'universo e designino gli archetipi immaginabili.[Qui]

Da questa simulazione, che i significanti raccolgano tutta la nostra esperienza di significati, proviene una serie di vantaggi, l'espressività dell'idioma si dilata, sicché la lettura dei testi consacrati diventa misterica. Di qui capolavori come il Tantraloka di Abhinavagupta, dove tutto l'universo si squaderna. Secondo Abhinavagupta ogni manifestazione emerge dal cuore di Dio e l'uomo vi può partecipare grazie al tremito inconsapevole del proprio cuore. Per avvertirlo occorre spingersi al di là del vuoto, fino al punto in cui si cessa di distinguere il corpo dal mondo esterno.

Ci si arriva mediante la forza della negazione, apohanasakti, la quale rallenta la vibrazione della consapevolezza e l'emissione del respiro. Chi giunga a questo stadio di apprendimento vi si potrà anche insediare stabilmente. Potrà poi progredire verso l'indicibilità: non è afferrabile, ma se ne può ottenere coscienza in grazia del Tantra, il quale nulla nega perché si tiene alla vibrazione fondamentale di tutti i soffi in completo abbandono, in una quiete esente da ogni distinzione, al di là di spazio e tempo; in esso si scorda d'essere nati e d'essere esposti al futuro.

Per spingersi fin qui è stato necessario generare un turbine cieco e impersonale, facendo combinare e fondere insieme la coagulazione e il discioglimento. A questo punto ci si proietta in uno spazio che sta al centro dell'universo (kha), dove ci si integra entro il tutto istantaneo e discontinuo, nel quale si spalanca una breccia sul nulla e sul vuoto. L. Silburn cita il commento di Mahesvarànanda al suo stesso inno Mahàrthamaiiiari: «Quando ti apri il cammino verso il centro di kha fino al bindu [il punto senza dimensioni, Siva stesso], ti si conosce col nome di khecari [energia che erra nell' etere della coscienza] ».

Non si tratta di nirvàna: esiste una forza che porta al di là del nirvàna, nella pace suprema di Siva-che-gioca. Non si è neanche riusciti a capire che cosa sia questa pace finché ci si concepisce come separati dagli altri, per un pregiudizio nato dall'immaginazione. L'uomo perfetto e potente (siddha) si manifesta nell'unità eseguendo riti sessuali col discepolo e con la compagna: da un tale incontro emerge oceanico e androgino, freme alla congiunzione dei sessi e dei loro ritmi opposti, nell'intervallo fra due pensieri, stando esattamente tra l'uno e l'altro, nella fusione di Siva e della sua sakti. Ora che sono cessati i pensieri a duplice polarità insieme al respiro in inspirazione ed espirazione, le energie assopite e inconsce si scatenano, Kundalini si srotola, cominciando dalle pulsazioni all'ano che generano innanzitutto meraviglia (camatkara), quindi un turbine di tremiti che estinguono la coscienza, fino a esplodere nella risata fragorosa di Siva.

Il maestro partecipa alla trasformazione dei discepoli penetrando nella loro anima in maniera che l'effervescenza sensibile si rifletta nell'intima coscienza di ciascuno di loro come in una molteplicità di specchi. Nell'ultima fase del processo si sarà scossi da brividi d'orrore, da profluvi di lacrime, da sbadigli e balbuzie, via via che scattano i nodi nel condotto della spina (susumna). Alla fine si perverrà all'identificazione totale con Siva. Abhinavagupta si riallaccia al sistema vedico, ma ne fornisce un'interpretazione del tutto esoterica. Dà un'esegesi ,della Bhagaoadgità che capovolge quella di Sankara, riferendo ogni asserzione del poema alla liberazione come identificazione con Siva.

Ogni rimprovero al desiderio, ogni limite alla podestà di liberarsi dalle caste sono cancellati. Abhinavagupta invoca l'unificazione di tutte le tradizioni religiose e filosofiche (Sastrananam melanam); presso di noi soltanto il Pico saprà attingere questa radicale, innovativa conflagrazione e trasfigurazione. Ksernaràja ribadirà che il nostro sé non è certo il corpo, né il soffio, né l'intelligenza, né il vuoto, bensì la pura coscienza illuminata fusione d'oggetto e soggetto, vibrazione generata dalla Madre (matrka): l'insieme delle lettere a partire dalle vocali.

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