Il-Trafiletto

17/09/14

Australia: la strana morte dello squalo bianco

Un grande squalo bianco è stato trovato morto nei pressi di Geraldton, in Australia occidentale e sembra possa essere deceduto a seguito dell’aver inghiottito un leone marino che gli è rimasto bloccato in gola.


Lo squalo bianco misurava circa 13 piedi ha trovato la morte sul Coronation Beach a 17 miglia a nord di Geraldton in Australia e qualche giorno prima era stato avvistato a dimenarsi nelle secche a pochi metri dalla riva.

Lo squalo bianco non aveva segni visibili di ferite, quindi si è pensato subito che il leone marino che aveva inghiottito, fosse la causa del decesso e il motivo di alcuni comportamenti insoliti nelle acque poco profonde ed è possibile che lo squalo ,stava cercando di rimuovere questo blocco, che non gli permetteva di immergersi nelle acque profonde dell'oceano. 

Tutti i bagnanti, visti gli strani comportamenti dello squalo bianco, avevano avvisato la guardia costiera e gli adetti alla protezione della spiaggia. 

Il dipartimento australiano ha comunque scaricato tutti i dati dal dispositivo di tracciamento dello squalo bianco e preso diversi campioni di tessuto e vertebre, per indagare più a fondo su questa strana morte e dare quindi ai bagnati la giusta spiegazione dell'accaduto.
Lo squalo bianco

Feltro e lana cotta fai da te

I vecchi maglioni possono ben prestarsi ad essere riutilizzati prima di essere buttati via.  Se infatti i maglioni sono infeltriti a causa di un errore di lavaggio o semplicemente perchè molto vecchi potete sempre utilizzarli per fare in casa il feltro o la lana cotta. E tutto a costo zero.
Tenete presente che è necessario che si tratti di tessuti in lana, poiché il processo di infeltrimento è legato alla tipologia delle fibre della lana stessa, che permettono ai tessuti di cambiare consistenza a contatto con il sapone e con l'acqua a temperatura elevata.

Una volta che i capi sono completamente infeltriti, potrete tagliare i vostri maglioni o coperte senza paura che la loro trama si disfi, poiché l'infeltrimento compatta le fibre.
Il feltro come dice il nome stesso, si ottiene tramite l'infeltrimento delle fibre. Il materiale che lo compone è la lana cardata di pecora. E' caldo, leggero e impermeabile. Per ottenerlo, si bagnano le fibre con acqua calda. Successivamente vengono poi intrise di sapone e sfregate a mano o in modo meccanico.

Feltro
immagine presa dal web
Per il feltro fatto in casa si può ricorrere a un'asse per lavare i panni o alla lavatrice. Il materiale di partenza migliore per il feltro fatto in casa è la lana cardata. Cercatela nei negozi di hobbistica e nelle mercerie. In ogni caso si può partire dai vecchi maglioni per ottenere un risultato simile al feltro vero e proprio.
Come fare il feltro con la lavatrice: ci sono due modi
1) Vi servirà un vecchio maglione non più utilizzato che contenga almeno il 50% di lana. Dovrete tagliare o scucire le maniche e dividerle dalla parte centrale del maglione. Poi separate la parte anteriore e posteriore. Ora dovrete passare al lavaggio in lavatrice. Inserite nel cestello le parti del maglione e aggiungete del sapone liquido. Scegliete un ciclo di lavaggio a temperatura elevata e programmate un risciacquo con acqua fredda. Il maglione dovrebbe restringersi molto dopo questo trattamento. Ma se desiderate ottenere del feltro ancora più resistente, potrete sfruttare il ciclo di asciugatura in lavatrice, o l'asciugatrice, se ne avete una a disposizione. Per questa operazione potrete utilizzare maglioni di diversi colori e coperte di lana. Una volta che il vostro feltro sarà pronto, potrete creare dei rombi di colori diversi, da cucire uno all'altro per ottenere una coperta patchwork, o un copricuscino, oppure potrete utilizzarli per dei lavoretti creativi, ritagliando dal feltro le forme necessarie.
2)  Un altro metodo per trasformare i vecchi maglioni di lana in feltro suggerisce di utilizzare del detersivo liquido per i piatti in sostituzione del sapone liquido e di partire da maglioni di lana al 100% per avere i risultati migliori. Per ottenere del feltro più sottile, scegliete maglioni a trama fitta, mentre optate per maglioni a trama più larga per dare vita a del feltro più spesso. Riponete i vostri maglioni nel cestello della lavatrice e aggiungete due cucchiai di detersivo liquido per i piatti. Impostate il lavaggio alla temperatura più elevata e con il massimo livello di centrifuga. Con le lavatrici a carica frontale, potrete controllare il processo di infeltrimento ad intervalli brevi, in modo da poter fermare il lavaggio al momento giusto, quando il feltro raggiunge la consistenza desiderata. Con maglioni e tempi diversi si ottengono vari tipi di feltro. Si parla di feltro quando tutti i punti del filato non risultano più distinguibili.

La lana cotta è simile al feltro, ma si differenzia da esso per il tipo di materiale con cui viene ottenuta. Mentre per il feltro vero e proprio si impiega lana solamente cardata, la lana cotta viene ricavata dalla lana cardata e filata. Il tessuto di lana cotta viene realizzato mediante la lavorazione a maglia di filato di lana e grazie alla follatura, che ne causa il restringimento fino al 30%. Come per il feltro, la follatura avviene con l'impiego di acqua calda e sapone.
Per fare in casa la lana cotta partite da vecchi maglioni in lana cardata e filata.
Per fare la lana cotta con la lavatrice utilizzate vecchi capi composti da lana almeno al 60%. Dovete eseguire due lavaggi in lavatrice: un lavaggio a 60°C e subito dopo un lavaggio a freddo, in modo che le fibre si restringano. Potete ripetere l'operazione più volte fino a raggiungere il risultato desiderato, Fate asciugare la vostra lana cotta su un ripiano. Durante il lavaggio è utile inserire in lavatrice oggetti duri, come un paio di scarpe, per aumentare l'effetto di sfregamento del tessuto.

Stipendi bloccati: i nostri insegnanti guadagnano la metà di quelli tedeschi


Bloccare gli stipendi degli insegnanti! Pare essere una delle maggiori priorità del governo, ma sembrerebbe che i nostri insegnanti guadagnino metà di quello che guadagnano i loro corrispettivi colleghi tedeschi!


Ad affermare quanto sopra, una tabella di confronto (Fig.1) stilata per l'occasione dalla struttura sindacale del ANIEF che ho come scopo quello di fare suonare come un campanello l'allarme a quanto deciso dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi che vorrebbe bloccare le remunerazioni addirittura fino al 2018.

Gli insegnanti italiani ad oggi ricevono il 30% di stipendio in meno a differenza alla media Ocde e a differenza dei rispettivi colleghi tedeschi siamo quasi al 50% in meno. L'informazione resa nota dall'ANIEF, riecheggia come un'atto d'accusa nei confronti dell'attuale Governo che vorrebbe protrarre il blocco degli stipendi fino al 2018, proponendo l'abolizione degli scatti remunerativi automatici, in cambio di quelli regolamentati con un nuovo sistema meritocratico soltanto per il 66% degli insegnanti. 
Fig.1

"Oggi il Governo - cosi si esprime Pacifico - vuole completare l'opera di proletarizzazione della categoria. Invece di tornare a rispettarla e a remunerarla come merita per il prezioso lavoro che svolge".


GNOCCHI ALLO ZAFFERANO

GNOCCHI ALLO ZAFFERANO

INGREDIENTI PER4 PERSONE

*gnocchi di patate g 500
*radicchio rossog 300
*panna da cucina g 100
*vino g 50
*burro g40
*1/2 cipolla tritata
*una bustina di zafferano
*sale epepe
TEMPO: 20' FACILE PREPARAZIONE
Lavate il radicchio, asciugatelo bene e tagliatelo a strisce. Cuocetelo in abbondante acqua bollente e salata per 7', poi scolatelo, trattenendo l'acqua per la cottura degli gnocchi. Preparate un soffritto con il burro e la cipolla, aggiungetevi il radicchio e versate il vino. Salate e pepate, mescolate e lasciate insaporire qualche minuto. Emulsionate la panna con lo zafferano. Cuocete gli gnocchi nell'acqua tenuta da parte, prelevateli con un mestolo forato e uniteli al radicchio, aggiungete la panna, mescolate e servite.

Coppia turisti americani trafugano da Pompei un "Souvenir" di 10k

Turisti maleducati? Li abbiamo visti nei telegiornali delle tv nazionali bivaccare a piazza S.Marco a Venezia, con tanto di fornellino da campeggio per scaldare le vivande portate da casa. Li abbiamo visti fare i pediluvi nella fontana del Bernini a Roma, incuranti delle opere d'arti che stavano “sporcando” con il loro sudiciume. Mancava di vederli trafugare un pezzo di tempio pompeiano.


Una ennesima incursione notturna nell'area archeologica di Pompei, ha messo in allarme la polizia intensificando i controlli all'aeroporto e alla stazione di Roma. Grazie ai controlli all'aeroporto viene recuperato un pezzo di tempio proveniente dall'antica città di Pompei. Una coppia di turisti americani era probabilmente intenzionata a trafugare negli Stati Uniti un souvenir del peso di dieci chilogrammi. Adesso per loro scatterà una denuncia per appropriazione di bene dello Stato.

Alla ricostruzioni dei fatti i due coniugi trentenni, in vacanza tra Roma e Napoli, avevano fatto tappa a Pompei e lì si erano appropriati di un frammento di geison (la parte che regge il frontone del tempio greco) di circa 10 chilogrammi. Un “piccolo ricordino” che tenevano nel bagagliaio dell'auto presa a noleggio, con l'intenzione di portarlo negli Stati Uniti. Ma al momento della partenza per il rientro, devono averci ripensato: probabilmente non era possibile varcare li controlli all'imbarco con un “ricordino” di tali dimensioni, e hanno pensato di abbandonato sotto il sedile della Peugeot 3.800 presa a noleggio al multipiano B di Fiumicino. Avvolto in una mappa di Pompei.

Il reperto di Pompei
I due turisti sono riusciti a salire sul volo Delta Airlines delle 11.15 per Detroit e a mettersi in viaggio verso casa, e il pezzo che fa parte di una struttura architettonica in poche ore è finita nelle mani dei carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico. Accertandone la provenienza e provvedendo ad individuare la coppia, hanno potuto spiccare una denuncia a piede libero. In caso di arresto in flagranza avrebbero rischiato una condanna fino a quattro anni e un'ammenda di oltre 5mila euro, ma così si dovrà far ricorso alla richiesta di estradizione.

L'episodio ancora una volta dimostra con quanta facilità si può violare l'area archeologica di Pompei, nonostante gli ultimi investimenti nel sistema di videosorveglianza e i costi tutt'altro che contenuti del servizio di vigilanza. Esistono infatti varchi non presidiati dalle videocamere: lo dimostra l'intrusione notturna da parte di cinque persone, ripresa soltanto nel tratto di via Nocera ma non nei punti in cui il gruppo è entrato e uscito dal sito. Un sito esposto a bravate e tombaroli.
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