Il-Trafiletto

26/07/14

Meteorologia | Studiati i "fulmini bui" sulla Terra

 Studiati i "fulmini bui" sulla Terra
Quando infuriano i temporali, a volte i normali fulmini sono accompagnati da emissioni invisibili di radiazioni altamente energetiche. 

Questi lampi, battezzati "fulmini bui", non sono altro che raggi gamma che trasportano una quantità di energia molto superiore alle scariche tradizionali: l'energia, però, non va lontano, in quanto tende a disperdersi in tutte le direzioni.

La domanda cruciale è: che cosa accadrebbe ai passeggeri di un aereo che si trovasse nel posto sbagliato al momento sbagliato? Sarebbero esposti a livelli di radiazioni potenzialmente letali? A questa domanda hanno voluto rispondere Joseph Dowyer e la sua équipe del Florida Institute of Technology: il loro nuovo modello consente di prevedere come si generano i "fulmini bui" durante un temporale e conferma le precedenti osservazioni fatte dai satelliti. Il verdetto? Attraversare una tale esplosione energetica all'interno di un aeromobile espone a radiazioni pari a quelle somministrate durante una TAC "total-body", dice Dowyer. Livelli, dunque, non mortali e anzi a basso rischio. I piloti tentano comunque sempre di evitare l'attraversamento di temporali, e i fulmini bui in ogni caso si verificano soltanto una volta ogni mille lampi comuni.(science)


Stampanti 3D | Possono creare del cibo?

Alla Cornell University, negli Stati Uniti, stanno già stampando cibo in 3t), anche se non si tratta di niente di particolarmente appetitoso. 

Gli ingredienti sono qualunque cosa possa essere spremuto attraverso le siringhe nelle testine della stampante, come burro di arachidi, glassa e pasta. Poiché il cibo è più viscoso della plastica, è importante ottenere la giusta consistenza o la tanto curata forma artigianale rischia di trasformarsi in un bel pasticcio. Il team della Cornell aggira questo problema creando oggetti commestibili che misurano 4-5 centimetri di diametro. Per esempio, hanno preparato piccole tortillas facendo passare l'impasto attraverso la siringa, per poi gradualmente fargli assumere la forma di una stella.

Hanno anche preparato funghi, banane e mozzarella artificiali, e stanno lavorando su gel commestibili chiamati idrocolloidi: tale sostanza si trasforma da composto gelatinoso a cibo nel momento in cui la stampante aggiunge degli aromi che gli attribuiscono vari gusti e consistenze.(science)

KALQ | La tastiera rivoluzionaria

Tastiera KALQ
KALQ, vi starete chiedendo certamente che cos'è? Ebbene si tratta di una tastiera con una nuova distribuzione dei tasti per velocizzare la digitazione a due pollici sulle tastiere di cellulari e tablet. 

Come si presenta?
La tastiera è suddivisa in due sezioni, una per ciascun pollice. Tutte le vocali si trovano a destra, mentre il pollice sinistro controlla un numero maggiore di tasti (e viceversa per utenti mancini). La denominazione deriva dall'ultima fila di lettere in fondo a destra.

Perché la scrittura risulta velocizzata? 
La posizione delle lettere è stata ottimizzata grazie a un algoritmo computerizzato sviluppato da ricercatori diretti da Antti Oulasvirta del Max Planck Institute di Informatica, in Germania. L'algoritmo incorpora modelli di movimento del dito, e ha calcolato che questa configurazione minimizzerebbe la distanza coperta dai due pollici, consentendo, inoltre, all'utente di alternare il più possibile l'uso di entrambi.

La nuova tastiera funziona?
Pare di si. Dopo un po' di allenamento, gli utenti sono riusciti a digitare testi su tastiere KALQ alla velocità di 37 parole al minuto, una performance notevole visto che 20 parole al minuto è il limite massimo per gran parte degli utilizzatori di tastiere o touchscreen QWERTY tradizionali. Per chi desiderasse provare di persona la tastiera KALQ, è possibile scaricare un'app gratuita per smartphone Android.(science)


25/07/14

... per tutta la vita bisogna imparare a morire | Seneca

........... ma che se ne vada come cosa inutile e recuperabile, voi lo permettete. [ qui ]

7, 1. In prima fila, poi, conto fra i viziosi anche quelli che non hanno tempo per nulla, se non per il vino e per la loro libidine: nessuno è occupato in faccende più turpi. Altri, quand'anche siano tenuti da una vana immagine di gloria, sbagliano tuttavia con decorosa apparenza: puoi farmi l'elenco degli avari, puoi farmi l'elenco degli iracondi o di coloro che esercitano odi ingiusti o guerre, tutti costoro sbagliano più virilmente; di coloro che si lasciano andare al ventre e alla loro libidine, sconveniente è la vergogna.
2. Esamina ogni singolo momento di costoro, guarda per quanto tempo facciano conti, per quanto tempo tendano insidie; per quanto tempo temano, per quanto tempo ossequino, per quanto tempo siano ossequiati, quanto tempo occupino le cauzioni giudiziarie loro ed altrui, quanto i banchetti, che ormai sono diventati anch'essi doveri: vedrai come non permettano loro di respirare o i loro mali o i loro beni.
3. In linea generale, dunque, tutti sono d'accordo, che nessuna cosa è possibile sia ben esercitata da chi è affaccendato, non l'eloquenza, non le discipline liberali, dal momento che un animo tirato da una parte e dall'altra nulla profondamente accoglie, ma tutto rigetta, come se gli fosse stato inculcato. Nulla meno appartiene ad un uomo affaccendato che il saper vivere: di nessuna cosa è più difficile la scienza. Pubblici maestri di altre arti ce ne sono dovunque, e tanti; certe arti poi, fanciulli in giovanissima età sembrano averle così percepite da essere in grado anche di farne i precettori; a saper vivere, per tutta la vita bisogna impararlo e, cosa di cui tu forse ti meraviglierai maggiormente, per tutta la vita bisogna imparare a morire.
4. Tanti uomini grandissimi, lasciati da parte tutti i bagagli, dopo aver rinunciato alle ricchezze, agli uffici, ai piaceri, solo di questo si occuparono fino all'età estrema, a saper vivere; la maggioranza di costoro tuttavia se ne andò dalla vita confessando di non saperlo ancora, figuriamoci poi se può saperlo gente come questa. E proprio di un uomo grande, credi a me, e che si eleva sopra gli errori umani, non permettere che alcunché sia delibato dal proprio tempo; e la sua vita è lunghissima, perché, per quanto spazio di tempo si è spalancata, tutta è stata a sua disposizione.
5. Nulla giacque di essa incolto ed inattivo, nulla fu sotto il potere di un altro; nulla ha trovato infatti degno di scambiare con il suo tempo, di cui è custode attaccatissimo ed attento: e così gli è bastato. Necessariamente, il tempo deve essere mancato a coloro della cui vita la folla se ne è portata via gran parte.
6. Non credere che quelli non capiscano a volte la perdita loro: sicuro è che parecchi di coloro, cui sta pesantemente addosso un successo grande, fra greggi di clienti o procedimenti processuali o altre sofferenze di pur decoroso aspetto esteriore, li sentirai a volte esclamare: «Vivere per me, non mi e lecito!».
7. Perché dovrebbe esserti lecito? tutti quelli che ti chiamano in aiuto per sé, ti portano via da te stesso. Quell'accusato quanti giorni ti ha strappato via? quanti quel candidato? quanti quella vecchia stanca di portare eredi a sepoltura? quanti quel malato, fintosi tale per stuzzicare l'avidità di chi va a caccia di eredità? quanti quell'amico potente, che vi tiene non fra gli amici, ma fra le suppellettili? fa' il conto del dare e dell'avere, ti dico, e passa in rassegna i giorni della tua vita: vedrai che pochissimi, e solo gli scarti si sono depositati in tuo possesso.
8. Conseguiti i fasci che aveva desiderato, quello aspira a deporli, e di volta in volta dice: «Quando passerà quest'anno?». Un altro offre i ludi, carica che considerava importante gli toccasse: «Quando» dice «riuscirò a liberarmene?». È conteso quell'altro come patrono per tutto il foro, e con grande affollamento riempie ogni luogo, per più spazio di quanto possa essere ascoltato: «Quando» dice «la trattazione degli affari verrà sospesa?». Accelera ciascuno a precipizio il corso della propria vita e si affatica per il bisogno del futuro, per la noia delle cose presenti.
9. Ma chi adibisce ogni tempo alle utilità sue proprie, chi dispone ogni giorno come una vita intera, non desidera il domani né lo teme. Che tipo di nuovo piacere c'è infatti, che qualche ora potrebbe ormai apportare? tutto è noto, tutto è stato percepito a sazietà. Per il resto, la sorte, la fortuna disponga come vorrà: la vita è ormai al sicuro. A questa è possibile venga aggiunto, nulla venga tolto, ed aggiunto come ad una persona già sazia e piena qualche cibo, di cui non sente bisogno, eppure riesce a contenerlo.
10. Non credere dunque che a causa dei suoi capelli bianchi e delle sue rughe qualcuno sia vissuto a lungo: egli non ha a lungo vissuto, ma è a lungo esistito. Che infatti, se tu credessi aver molto navigato colui che una crudele tempesta, accoltolo all'uscita del porto, ha portato di qua e di là e che, per le vicende dei venti spiranti da opposte direzioni, per i medesimi spazi spinge in cerchio? non ha navigato molto quello, ma molto è stato sballottato.

Trapianto di rene | Il primo trapianto di un rene nato in laboratorio

Trapiantato con successo un rene creato in laboratorio. Reni di sintesi, creati a partire da materiale cellulare umano, sono stati impiantati in alcuni ratti. 

Per la prima volta, è riuscito l'impianto di organi artificiali in animali vivi, una tappa significativa nel percorso che porterà al trapianto di reni artificiali nell'uomo. Neo-organi più semplici, per esempio trachee, erano già stati destinati con successo a riceventi umani, ma questo è il "pezzo di ricambio" più complesso mai realizzato artificialmente e trapiantato.

Harald Ott e il suo team del Massachusetts General Hospital di Boston hanno utilizzato un detergente per "svuotare" post-mortem reni di ratto, lasciando solo un'impalcatura in collagene detta scaffold. Queste strutture sono state poi seminate con cellule vive che si sono sviluppate in reni funzionali. Le cellule utilizzate erano di due tipi: venose umane per il rivestimento endoteliale dei vasi sanguigni e renali prelevate da ratti neonati. I reni artificiali, pur funzionanti, producevano però soltanto un terzo circa dell'urina e smaltivano creatina, un prodotto di scarto, a un ritmo circa 36 volte inferiore rispetto a un rene normale. Si impone dunque un ulteriore lavoro di sviluppo.

"La sfida più grande è stata trasportare le cellule nelle localizzazioni giuste", dice Ott. La sua équipe ha inviato le cellule ai bersagli desiderati attraverso cannule fissate a ciascuna arteria e vena renale e all'uretere, il dotto attraverso il quale esce l'urina. Attualmente, ci sono solo negli Stati Uniti l00mila pazienti in attesa di trapianto renale: cifre che Ott spera di relegare ai libri di storia, quando sarà riuscito a ricreare reni "ibridi", geneticamente modellati sul ricevente. Anche altri ricercatori si stanno occupando dello sviluppo di reni artificiali: Anthony Ayala del Wake Forest Institute di Medicina Rigenerativa, negli USA, per esempio, sta lavorando a una stampante 3D per neo-organi. "Per me è un sollievo sapere che siamo in tanti a procedere in modi diversi per raggiungere lo stesso obiettivo", dice Ott, che oggi sta utilizzando reni umani per testare la tecnica messa a punto.(science)

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