Il-Trafiletto

30/03/14

Com'è la tua forza di volontà? 8 domande per saperlo

Per riuscire a ottenere quello che si vuole, per superare le piccole ostilità di tutti 1 gioni ma anche per affrontare resistenze e grossi contrasti, un po' di sana ostinazione non guasta. Ma qual è la grinta che metti per risolvere le difficoltà quotidiane? Per saperlo prova a rispondere a queste otto domande
1 Vorresti parlare al telefono con una tua amica, ma risponde un'altra persona che ti invita a lasciare un messaggio. 

Cosa fai?
a- ringrazi e lasci detto che richiamerai
b- lasci il messaggio senza problemi
c- chiedi di farti richiamare
2 La tua migliore amica ti confida che il suo compagno ha un'amante. Cosa le consigli? 
a- l'unica cosa dawero efficace da fare:lasciarlo
b- aspettare di vedere come si evolve la situazione: meglio decidere con calma
c- far finta di niente e portare pazienza: tanto prima o poi succede a tutti
3 Che tipo di rapporto hai con la televisione? 
a- la guardi raramente e solo per seguire le notizie
b- ti serve per rilassarti la sera c- quando non sai cosa fare, l'accendi e fai zappinq di continuo, saltando da un canale all'altro
4 Quando vieni sconfitta ... 
a- non lasci trapelare nulla per non dare la soddisfazione all'avversario
b- rimani imperturbabile perché può succedere a chiunque
c- non reagisci perché sai che tanto con l'aiuto di qualcuno, avrai una rivincita 
5 A causa di un guasto il tuo treno che aspettavi per andare ad un appuntamento di lavoro, viaggia con due ore di ritardo.Tu....
 a- chiedi visibilmente alterata di parlare con i responsabili per saperne di più e lamentarti
b- cerchi in tutti i modi di riuscire ad avere un posto su un altro treno, magari sfoderando l'arma della seduzione perché non c'è più un posto libero
c- non perdi tempo: disdici l'appuntamento
6 Per andare regolarmente in palestra, cosa fai?
a- pianifichi bene tutti gli appuntamenti
b- ci vai sempre con un'amica
c- pensi a quanti soldi ti è costata "iscrizione
7 Se ti arrabbi 
a-esplodi
b-te ne vai e lasci la collera
c-piangi
8 Durante il giorno riesci a fare quello che programmi .
a- spesso
b- quasi sempre, perché sei realista e sai dove puoi arrivare
c-mai: i programmi tanto non sono leggi

Maggioranza di risposte A: TROPPA
CAPARBIA E OSTINATA Ti sei prefissata obiettivi
irraggiungibili, rischiando di andare
incontro a continue sconfitte. La tua
testardaggine a volte fa muro contro
situazioni che per questo non si risolvono.
Se mettessi le stesse energie per mediare,
anziché mantenerti rigidamente sulle tue
posizioni, otterresti molto di più anche
dagli altri e saresti più rilassata soprattutto
con te stessa.
Maggioranza di risposte B: EQUILIBRATA
VOLITIVA Prudente e riflessiva, apparentemente
poco intenzionata a difendere il
tuo punto di vista con tenacia, sei invece
la goccia che spacca la pietra. Con sorpresa
di chi non ti conosce abbastanza,
riesci ad ottenere quasi sempre quello che
vuoi, grazie alla grande fiducia che hai in
te stessa e alle idee chiare su cosa vuoi e
come ottenerlo
Maggioranza di risposte C: Poca
PERDENTE Essere disponibili e aperti al 
confronto è una manifestazione di saggezza.
Ma se, per non essere capace di importi,
non ottieni mai niente, allora non si tratta
più di pacatezza Per non fare la figura
della testona arrogante, rischi di non
ottenere quello che vuoi, anche se ne hai
diritto. Non sempre è giusto dar la colpa
agli altri se non si riesce a raggiungere gli
obiettivi. Ricorda, un vecchio proverbio recitava: Volere è Potere.

Energy drinks e salute

L’uso eccessivo di energy drink costituisce un problema di salute pubblica. Il loro uso, così diffuso tra i giovani, pertanto va moderato, perché non si tratta di normali bevande rinfrescanti o dissetanti.

Chi fa sport conosce di conseguenza gli Energy Drink, quelle bevande a base caffeina, taurina, e altre sostanze che sarebbero coadiuvanti delle prestazioni sportive e anche cognitive. Oggi sono moltissimi coloro che ne fanno uso, soprattutto tra i giovani, e non solo durante gli allenamenti sportivi.
Energy Drinks

Ebbene, come sempre, bisogna prestare la dovuta attenzione all'uso di questi prodotti, e questo perchè, benchè un’assunzione moderata aumenti il livello di attenzione e riduca i tempi di reazione, per la presenza della caffeina, ha per contro, se l'assunzione è eccessiva o prolungata eccessivamente nel tempo, conseguenze come la dipendenza e sintomi di intossicazione.
I ricercatori dell’Università di Bonn hanno registrato un’intensificazione delle contrazioni cardiache ad appena un’ora dall’assunzione, una conseguenza che merita senz’altro un approfondimento. Riportiamo il monito espresso nel 2012 dal Comitato Nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa) del Ministero della Salute: l’uso eccessivo di energy drink costituisce un problema di salute pubblica. Il loro uso, così diffuso tra i giovani, pertanto va moderato, perché non si tratta di normali bevande rinfrescanti o dissetanti.

Il chewing gum responsabile dei tuoi mal di testa.

Le cause del mal di testa sono molteplici, ma quella più diffusa sicuramente è la gomma da masticare. Lo dimostra una ricerca pubblicata su Pediatric Neurology e condotta da un gruppo di ricercatori del Meir Medical Center dell'università di Tel-Aviv in Israele, secondo cui molti casi di mal di testa nei giovanissimi ( ma anche nei meno giovani) sarebbero da attribuire alla cattiva abitudine di masticare chewing gum per ore e ore. Secondo gli autori il mal di testa è molto diffuso tra bambini e adolescenti, ancora di più tra le ragazzine. Tra le cause scatenanti questa fastidiosissima patologia ci sono lo stress, stanchezza, mancanza di sonno, rumori, l'uso prolungato di videogiochi, il fumo, i pasti saltati e il ciclo mestruale. Il neurologo Nathan Watemberg ha notato che molti dei suoi giovani pazienti, in particolare le femmine, erano soliti masticare il chewing-gum per ore e ore. Si è chiesto perciò se non potesse esservi un legame fra il masticare continuo e la comparsa del dolore, anche perché nella sua esperienza si era accorto che spesso, smettendo di masticare, il mal di testa come per incanto svaniva di lì a poco. Il medico ha condotto perciò una ricerca su 30 suoi pazienti dai 6 ai 19 anni con cefalea cronica e l’abitudine a masticare “cicche” ogni giorno, da una fino addirittura a sei ore quotidiane: a tutti ha chiesto di bandirle per un mese. Dopo trenta giorni senza gomme 19 ragazzini su 30 hanno visto sparire completamente il mal di testa, che in altri 7 casi era diminuito per frequenza e intensità. Facendo una controprova, 26 partecipanti hanno accettato di riprendere a masticare chewing-gum per due settimane: tutti hanno manifestato di nuovo la consueta cefalea nel giro di pochi giorni. Due le teorie chiamate in causa per questo mal di testa. La prima riguarda l’aspartame, il dolcificante contenuto in molti di questi prodotti: ma se fosse colpa del dolcificante dovrebbero soffrire di mal di testa anche i consumatori assidui di tutti i cibi e le bevande zuccherate. La seconda ipotesi è quella più probabile, secondo cui la masticazione della gomma provoca uno stress dell’articolazione temporo-mandibolare: in genere le gomme si tengono in bocca a lungo, masticandole ben oltre la scomparsa del loro sapore, e ciò costringe al “superlavoro” questa articolazione che peraltro è fra le più usate. Inoltre esistono prove scientifiche che una disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare possa davvero provocare mal di testa. Una scoperta che può avere immediate ripercussioni, secondo il neurologo: in un paziente con mal di testa (vale per i giovani, ma forse anche per i “ruminanti” più attempati) il consiglio di lasciar perdere le gomme è a costo zero e può risolvere una certa quota di casi senza necessità di ulteriori terapie.

E se fosse possibile viaggiare nel tempo?

Nel nostro universo c’è un limite invalicabile per il viaggio nel passato, chiamato causalità. Se vogliamo tornare indietro nel tempo, dobbiamo trovare un modo per impedire di violare la causalità

A chi di noi non piacerebbe fare un viaggetto nel tempo? Io fantasticavo su questo concetto quando ero una vispa bimbetta, sognando di poter passeggiare nel tempo, soprattutto nel passato, per incontrare alcuni personaggi di mio interesse (Alessandro Magno, Giulio Cesare, Tutankhamon...). Crescendo poi, il concetto di viaggio nel tempo è andato oltre la curiosità storica: si è concentrato sulla possibilità di poter tornare indietro nel tempo per evitare qualche errore o cambiare il corso della vita. Ma tutto questo sarebbe davvero possibile? Possiamo inviare messaggi temporali?Per quanto possano sembrarci strambe, queste domande sono al centro di molti dibattiti che coinvolgono gli scienziati.
Tempo

“Il tempo è una dimensione, ma è così inusuale in questo senso, che sarebbe possibile viaggiare solo nel futuro”, spiega l’astrofisico Charles Liu. “Nel nostro universo c’è un limite invalicabile per il viaggio nel passato, chiamato causalità. Se vogliamo tornare indietro nel tempo, dobbiamo trovare un modo per impedire di violare la causalità”. Il più grande problema teorico del viaggio nel tempo è il paradosso. Se qualcuno viaggiasse indietro nel tempo e facesse qualcosa per evitare la propria esistenza, allora come sarebbe possibile viaggiare nel tempo? L’esempio classico è quello del viaggiatore del tempo che uccide suo nonno prima che suo padre venga concepito. E’ senza dubbio un argomento controverso e, secondo molti scienziati, quello del viaggio nel tempo è uno di quei temi della fisica destinato a rimanere nell’ambito della teoria. Tuttavia, ci sarebbe una possibilità molto più realistica: piuttosto che spedire noi stessi indietro nel tempo o avanti nel futuro, potrebbe essere possibile inviare dei messaggi e instaurare una sorta di comunicazione temporale. Il dottor John Cramer, professore emerito di fisica presso l’Università di Washington suggerisce di approcciarsi al viaggio nel tempo compiendo piccoli passi. Secondo la sua teoria,  una prima possibilità sarebbe quella di cominciare a spedire messaggi nel passato o nel futuro. Nei suoi esperimenti, il dottor Cramer sta cercando di ricevere un messaggio spedito nel passato da se stesso nel futuro, così da poterlo ricevere pochi millisecondi prima di spedirlo! A questo punto io sono già confusa. Il fisico sta conducendo i suoi esperimenti nel seminterrato dell’Università con alcune apparecchiature a raggi laser che dovrebbero, prima o poi, provare ciò che Einstein aveva chiamato azione spettrale a distanza. L’obiettivo è quello di spaccare i fotoni attraverso una serie di cristalli sintetici e dimostrare che la non-località quantistica potrebbe essere utilizzata per comunicare. Il principio di località afferma che oggetti distanti non possono avere influenza istantanea l’uno sull’altro: un oggetto è influenzato direttamente solo dalle sue immediate vicinanze. Nella fisica quantistica, invece, tale principio sembra non essere più valido. Il fenomeno più vistoso di non-località quantistica è rappresentato dall’entanglement, che lega due particelle nate da uno stesso processo. L’entanglement fa si che ciò che accade a una particella abbia degli effetti istantanei anche sull’altra particella, indipendentemente dalla distanza che le separa. In parole povere, quello che sta cercando di fare il professore è di creare una coppia di fotoni nello stesso momento e verificare che la modifica di un fotone causa la modifica istantanea anche dell’altro, anche se ci dovessero essere due galassie di distanza tra loro. Questo significherebbe che la comunicazione subspaziale è in grado di viaggiare più veloce della luce anche su distanze astronomiche. “Si potrebbe ottenere la comunicazione in tempo reale con dispositivi presenti su altri pianeti”, spiega Cramer. “Potremmo mettere un casco di realtà virtuale sulla nostra testa e guidare il nostro rover tra le dune di Marte”. In altre parole, la tecnica darebbe alle agenzie spaziali di tutto il mondo la possibilità di comunicare con le proprie navicelle in tempo reale. Secondo la Teoria delle Stringhe, esisterebbe una particella priva di massa chiamata Tachione, che viaggia più veloce della velocità della luce. Queste particelle “strane” sono di solito un segno che la teoria ha un difetto intrinseco. Ma cosa succederebbe se i tachioni esistessero realmente? Potrebbero fornirci un modo per viaggiare nel tempo? In breve, la risposta è che non si sa. La presenza dei tachioni in una teoria manda in tilt i principi della fisica classica, ed è per questo che sono considerati dai fisici come un segno di instabilità fondamentale della teoria. Tuttavia, solo per il fatto di rovinare i costrutti matematici dei fisici, non vuol dire necessariamente che i tachioni non esistano. E’ possibile che i fisici non abbiano ancora sviluppato gli strumenti matematici adatti per affrontarli in modo che abbiano un senso all’interno della teoria. Se i tachioni esistono, sarebbe possibile, almeno in teoria, spedire messaggi a velocità superiori a quella delle luce. Inoltre, sempre in linea di principio, tali particelle potrebbero effettivamente viaggiare indietro nel tempo ed essere rilevate. “Se è possibile comunicare in modalità non-locale, è possibile comunicare anche indietro nel tempo”, dice Cramer. “Certo, spaventano un pò le implicazioni di una possibilità così bizzarra”. Purtroppo, il dottor Cramer è alle prese non solo con le difficoltà tecniche che richiede l’esperimento, ma anche con problemi finanziari. Sembra essere particolarmente difficile ottenere finanziamenti per una ricerca così esotica. “Servono apparecchiature in grado di rilevare in modo efficiente i fotoni entangled prima di poter effettuare qualsiasi misura reale che non siamo stati ancora in grado di fare”, conclude Cramer.

GORGONZOLA e PERE nei RAVIOLI

L'appuntamento domenicale con la pasta ripiena, vede oggi un ingrediente particolare per le paste ripiene: la pera. Abbinata al gorgonzola aggiunge un sapore particolare ai ravioli. In questo piatto è consigliato la pera Madernassa con il formaggio, buona anche nella cugnà (mostarda piemontese) e nell'aceto 

Quanto è buona la pera col formaggio ormai lo sanno tutti, a partire dal contadino del celebre proverbio. In Piemonte poi, dove la serie dei formaggi è ricchissima e ogni valle ha i suoi, la gamma dei sapori è infinita. Al Cornale ce ne sono di ottimi, assieme alle Madernassa fresche o essiccate, a uno straordinario Aceto di pera, e a un delizioso distillato di Madernassa.

RAVIOLI GORGONZOLA E PERE • 300 g di farina.• 3 uova .•80 gdi gorgonzola. •50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato •30 g di ricotta. sale. • 3 pere Madernassa.• 100 g di burro Impastare la farina con 2 uova, acqua tiepida e sale, e tirare una sfoglia sottile. Fare il ripieno unendo i formaggi e l'uovo. Ammorbidire le pere a pezzetti nel burro su fuoco dolce e unirne metà al ripieno da distribuire sulla sfoglia. Tagliare i ravioli con la rotella. Cuocere in acqua bollente, condire con burro fuso e le restanti pere.

PERE AL NEBBIOLO • 4 pere Madernassa • 3 chiodi di garofano.• 1 listella di cannella • 4 cucchiai da tavola di zucchero • Ia scorza di un'arancia • 1/2 l di vino nebbiolo
Sbucciare la pere senza privarle del picciolo e metterle a cuocere
(nel forno a 1800 o sul gas) con
vino, zucchero e spezie. Aggiungere, se necessario, un po' d'acqua in cottura. Quando saranno morbide, toglierle dal recipiente e far addensare il sugo di cottura. Servire a temperatura ambiente, versando il sugo sulle pere.

PERE MOSCATO E CANNELLA • 4 pere Madernassa • 1 I di vino Moscato. •1 stecca di cannella • 1 scorzetta di limone • 4 cucchiai di zucchero
Mettere le pere a cuocere con vino, zucchero, cannella e scorza di limone. Continuare la cottura finché saranno tenere ma ancora compatte. Scolarle,
ridurre il liquido sul fuoco e versarlo sulle pere. Per una presentazione elegante, le pere vanno private del torsolo con l'apposito scavino a colonna. Un abbinamento ideale sarà la panna montata.
 

TORTA DI PERE E CIOCCOLATO • 100 g di burro. •100 g di zucchero.• 2 uova intere • 150 g di farina. • 50 g di cacao amaro.• 3 pere Madernassa
Montare con cura il burro con lo zucchero; unire le uova intere, la farina, il cacao, e mescolare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere all'impasto 3 pere sbucciate e tagliate a pezzettini, disponendone una parte sulla superficie. Spolverizzare con zucchero e cuocere per circa un'ora a 180 "C.
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