Il-Trafiletto

13/11/14

Ciò che ogni donna dovrebbe prendere come esempio dagli uomini

 Donne e uomini si criticano a vicenda e in maniera molto pesante a volte. Ma invece di stare tanto a criticare perchè non prendere ciò che di meglio i due sessi offrono e farlo proprio? Ebbene vediamo che cosa noi donne dovremmo imparare dagli uomini e farlo nostro. Ecco sei abitudini di cuianche noi dovremmo fare tesoro.


1) La perfezione non esiste. Inutile, quindi, cercarla. Perciò: abbandonimo la mania di perfezionismo, le pippe mentali e agiamo come farebbe un uomo, in modo immediato e istintivo.

 2) Non aver paura di chiedere. Un altro piatto di pasta, un aumento di stipendio, un giorno libero, ospitalità in casa di amici… Chiedere non significa essere deboli, significa avere le idee chiare. Quindi facciamo come farebbe il lui che è in te: chiediamo. Come funziona? Chiedete. E poi vi sarà dato.

3) Coltivate il silenzio. Spesso tendiamo a parlare parlare parlare. Dare giudizi e consigli come se fossimo le detentrici della verità. Gli uomini non lo fanno. E vivono molto meglio. Cominciamo a smetterla di dare opinioni e consigli, a meno che non strettamente richiesti. Proviamoci, ci sentiremo più libere e leggere.

4) Poniamoci degli obiettivi realistici. Ciò non significa smettere di sognare, ma teniamo presenti bisogni reali, consapevoli dei nostri limiti e delle nostre possibilità. Lo sapevi che gli uomini hanno più probabilità di terminare con successo una dieta perché la iniziano con il solo obiettivo di perdere chili? Le donne invece la iniziano pensando che alla fine saranno più sensuali, più belle e così via..

5) Concediamoci delle pause. Il fatto si abbiano un miliardo di cose da fare non giustifica a non fermarci mai. Gli uomini anche hanno un milione di cose da fare, eppure sanno dire stop. Magari solo per un quarto d’ora. Gli uomini sanno pensare a se stessi, le donne meno. Imitiamoli subito e vivremo tutti più felici e rilassati.

6) Godersi la vita. E questo non ha bisogno di commenti

Donne e uomini
immagine presa dal web

Cambieremo umore con un tap sullo smatphone

Nell’era caratterizzata dal boom delle tecnologie, come non credere che anche la fantascienza irrompa nella realtà della medicina con nuove applicazioni e nuovi programmi per ottimizzare il lavoro di medici.

Sopratutto se si realizzerà ciò che i suoi ideatori promettono di presentare e commercializzare all'inizio del prossimo anno, un dispositivo che la capacità di cambiare l'umore di una persona con un semplice tocco su uno smartphone. Lo strumento, scrive la rivista del Mit Technology Review, genera una corrente elettrica nel cervello grazie a degli elettrodi e, a seconda della posizione dello stimolo, può essere in grado di 'eccitare' o calmare. Alla base dell'effetto c'è la stimolazione transcranica, studiata come strumento terapeutico per diverse patologie come l'epilessia.

"Il dispositivo - spiega il cofondatore della startup, Thync Jamie Tyler - può produrre l'effetto di una lattina di energy drink, o al contrario calmare come farebbero un paio di birre o un blando sedativo"
L'azienda, intanto, ha raccolto 13 milioni di dollari, e ha lanciato un test clinico all'università di New York su 100 volontari.

Nei soggetti testati il dispositivo impiega alcuni minuti per fare effetto, che dura in genere poco meno di un'ora. "Lo studio mostra vari gradi di risposta - spiega Marom Bikson, il coordinatore - per alcuni soggetti l'effetto calmante è veramente profondo".

Le ambizioni di Tyler si estendono a creare un sostituto elettronico del caffè, o lameno del suo effetto. Si sta sviluppando una tecnologia che utilizza gli ultrasuoni per interessare il cervello direttamente senza chirurgia o droghe. "È una nuova frontiera, con un potenziale che non è stato ancora sfruttato".

LTE: in Italia si parte con Tim | Gratis fino al 30 Aprile 2015 per l'utenza Tim

La tecnologia LTE inizia la sua...Advanced sul territorio italiano! Disponibile gratuitamente per l'utenza Tim, fino al 30 Aprile 2015. 


Si potranno avere a disposizione connessioni fino a 180 Mbps e per il futuro fino a 225 Mpbs, grazie alla rete 4G+ su smartphone e tablet. L'attivazione sarà gratuita fino al 30 Aprile 2015.

Già dal 5 novembre di quest'anno, Telecom Italia ha lanciato prima di ogni altro gestore di telefonia in Italia la tecnologia LTE Advanced (alias rete 4G+) sulla rete mobile TIM, consentendo di avere a disposizione la velocità reale di trasmissione dati che raggiunge il valore di 180 Megabit al secondo, equivalente a quasi il doppio di quelle che al momento sono disponibili sulle reti mobili italiane. Per il futuro si prevede di avere il 4G+ a 225 Megabit al secondo.

Facendo seguito alla prima fase di test effettuata a Torino durante il mese di luglio, Telecom Italia a partire dal 5 novembre, provvede a rendere disponibile il 4G+ in ben 60 città italiane al fine di garantire la disponibilità di connessioni ultra-veloci sia su smartphone che tablet. Durante le prossime settimane verrà implementata la copertura della rete TIM con la tecnologia LTE Advanced, anche in altre città del territorio. Nei primi mesi del 2015 la rete LTE Advanced di TIM consentirà connessioni fino a 225 Mbps, il massimo della velocità possibile aggregando le frequenze attualmente in uso agli operatori telefonici. Durante i test di laboratorio presso TILab sono state raggiunte velocità che si aggiravano sui 300 Mbps.

Il 4G+ è il frutto della fruizione di due bande aventi frequenza differenti tra quelle utilizzate per l’LTE (800, 1800 e 2600 MHz). Il primo smartphone ad essere stato introdotto nel mercato, compatibile con la tecnologia LTE Advanced è stato il Samsung Galaxy Note 4. Ma già nelle prossime settimane TIM darà il via alla commercializzazione anche di altri modelli 4G+.
Per quel che concerne i prezzi, il comparto Consumer e Business di TIM che provvederanno ad attivare l'offerta 4G LTE o che hanno già attivato, avranno modo di accedere gratuitamente ed automaticamente alle prestazioni del 4G+ fino al prossimo 30 Aprile 2015.
LTE: in Italia si parte con Tim
LTE: in Italia si parte con Tim

La nuova rete LTE Advanced 4G+ di TIM è dal 5 novembre disponibile nelle seguenti città: 
Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Firenze, Bari, Catania, Messina, Taranto, Brescia, Prato, Reggio Calabria, Livorno, Salerno, Siena, La Spezia, Alessandria, Pistoia, Catanzaro, Pisa, Lucca, Pescara, Novara, Savona, Sanremo, Carrara, Latina, Cuneo, Viterbo, Teramo, Campobasso, Arezzo, Caserta, Grosseto, Viareggio, Asti, Benevento, Torre del Greco, Pozzuoli, Matera, Cremona, Massa, Potenza, Castellammare di Stabia, Afragola, Vigevano, Fiumicino, Aprilia, Legnano, Marano di Napoli, Pomezia, Tivoli, Battipaglia, Anzio, Sesto Fiorentino, Busto Arsizio, Mugnano di Napoli e Giugliano in Campania.

Ford Ecoboost 1.0 prova e risultati | Caratteristiche principali

Certamente in ambito Europeo la Ford con la presenza nel suo catalogo di una Kuga sempre più dalle dimensioni enormi e ricca, è rimasta a corto di proposte nell'importante settore di mercato come quello delle piccole sport utility. 


Dunque, accade che pure la statunitense Casa automobilistica si è ritrovata nel suo fin troppo pregno "catalogo" di modelli suddivisi per ogni parte del mondo, un qualcosa di idoneo a colmare la mancanza di offerta venutosi a creare. Intendiamoci bene: la EcoSport non è un rimedio di seconda mano! Ma non è nemmeno una assoluta novità, anche perché è già alla seconda generazione.
La prima, infatti, era rimasta confinata ai Paesi emergenti, tra cui Brasile e India, dove peraltro viene prodotta.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE.
Effettivamente c'è da dire che ad oggi dopo essere stata rivisitata, pare finalmente avere tutte le carte in regola per lanciare il guanto di sfida ad un prospero squadrone di concorrenti, attestatasi sulla falsa riga tracciata dal consenso avuto dalla Nissan Juke. Le dimensioni sono quelle esatte e idonee per essere pronta a scendere in campo. I motori propongono il tre cilindri turbo che tanto ha entusiasmato visto all'opera sui modelli Fiesta, Focus e C-Max, risultando al momento teoricamente quanto di meglio si possa ottenere al giorno d'oggi. Gli interni sono un bel mix di modernità e funzionalità. Stona un po’ la grande ruota di scorta appesa al portellone, una soluzione che da noi è stata abbandonata da quasi tutti i Costruttori. Una scelta, comunque, che offre anche dei vantaggi e di certo ha il pregio di regalare alla EcoSport una spiccata personalità e uno stile tutto suo. L'unico rischio è quello di conferire alla vettura qualcosa di diverso rispetto a ciò che vorrebbe essere, e cioè un’agile crossover più a suo agio nel traffico urbano che su qualche tratto sconnesso fuori città.

GLI INTERNI DELL'ABITACOLO
Comunque sia, qualunque incertezza relativa a ciò, sparisce nello stesso momento in cui si prende posto al volante. La posizione di guida rialzata, conferisce sicurezza, e da l’impressione di non essere poi così differente da quella che si può avvertire stando seduti dietro la plancia di una Fiesta. Chiaramente l'impronta tipica Ford è evidente in ogni millimetro degli interni è lo stesso e il family feeling identificabile in ogni singolo dettaglio. Tutto sommato, un bel vedere d’insieme che, però, suscita qualche dubbio, come le plastiche un pò troppo rigide e gli accoppiamenti che presentano imprecisioni. Nemmeno il piccolo schermo in testa alla console convince più di tanto, presentandosi con una grafica alquanto intasata risultando poco immediata la lettura e una gestione complessa tramite i comandi sulla console. In compenso, lo spazio a disposizione del conducente è più che generoso e studiato per poter ospitare persone di tutte le taglie.
Ford Ecoboost 1.0
Ford Ecoboost 1.0

IN CONCLUSIONE
Ogni maggiore costruttore è alla ricerca del modello esatto quello che più si s'addice per dare una svolta vera e propria nel comparto delle piccole "city-suv", e la Ford ha scoperto di averlo già tra le mura amiche, anche se finora era stato confinato a mercati di seconda fascia. Perciò, con la realizzazione della 2^ generazione, gli ha fatto assumere un prodotto globale, compatibile pure per i gusti europei più sofisticati. Certo, qualche eccesso di sobrietà si deve accettare, ma per tutto il resto non teme confronti. Giuste le misure, ottimi i motori, in particolare il tre cilindri Ecoboost, che unisce la vivacità alla parsimonia. Competitivo il prezzo.

12/11/14

...CAOS...Dialogo sulla morale

....C A O S...

Dialogo sulla morale.

Interpreti: (Gabbianella Morin)
                 (Gabbiano Jonathan)

"Cara Gabbianella, oggi è davvero una bella giornata. Il cielo, libero da ogni affanno, c'invita per un volo nel suo azzurro baciato da Zefiro."
"Buongiorno Gabbiano Jonathan. Condivido: davvero una bella giornata. E lo sarà di più se questa mattina mi parlerai della tua morale. Me lo hai promesso da tempo."
"Veramente? Non ricordo. La memoria mi tradisce spesso ultimamente. Ma se lo dici tu , ti credo. Allora, mi hai colto di sorpresa, per cui devo riordinare le idee. Vediamo: cominciamo col dire che l’uomo non può sapere tutto. Poiché tutte le facoltà che presiedono alla crescita evolutiva dello scibile umano, hanno dei limiti, oltre i quali alle stesse facoltà non è stato concesso di conoscere oltre. Quindi di sapere se accettiamo un ipotetico ente superiore al nostro essere. Così non è scientemente eretico affermare che l’uomo è un'intelligenza alimentata dai sensi e che altrettanto è un’anima ingombrata da un corpo.

Come la coscienza che se pare sia la sembianza di un altro in noi e altresì pare non ammetta nessun dualità nel nostro inconscio, è affermabile accettare che possa anche non esistere. Allora chi urla, chi strepita, o sussurra o bisbiglia a volte, dentro di noi? Sgravati per caso su un angolo di questa terra, non è azzardato chiedere che cosa siamo venuti a farci. Ai nostri vagiti una società ci ha accolto nelle sue grazie e disgrazie, e bene o male ha sostenuto la nostra esistenza col vincolo però che la salariassimo con del lavoro od altro. Guide illuminate, toghe del potere, ministri della legge, veri capi settari di una società, al nostro arrivo ci hanno detto: ”Volete essere dei nostri?”. Magnifico, dico io, ma non ci hanno sottomesso benevolmente con firme e controfirme ai loro dogmi, ma obbligati.

Aggiungo risoluto. Ora, tante istruzioni per l’uso, fagocitate per meglio assimilare un decalogo di doveri, sono giuste o no? Siamo certi di aver seguìto in questo forzato esistere, la via naturale? E se no, quale avremmo dovuto prendere o scegliere? Ecco le interrogazioni cui dovremmo proporci di esaminare. Credo che il nostro destino dipenda dalla natura buona o malvagia di una possibile entità suprema. È questa natura che prima di tutto dovremmo approfondire. Ammesso e concesso che, dal Supremo siano stati svelati all’uomo alcuni principi, assiomi assoluti. Decolliamo da questi favori per scrutare lontano, anche se l’Assoluto non è immaginabile per il limite della mente umana.

Decolliamo postulando che si può ragionare secondo il proprio sapere e sbagliarsi perché non si sa tutto sul tutto. Le ripercussioni possono essere di facile come di difficile deduzione, se i principi sono indecifrabili per la propria indiscutibile verità. Ci si potrebbe sbagliare facendo un ragionamento esatto e viceversa. Un bel casino, l’armonia del caos! Se l’essenza del sensibile e sovrasensibile è eterna, perché non paragonarla a Dio? E se così è, allora ognuno di noi è Dio. Allora perché non idolatrare l’uomo piuttosto che Assoluti inconoscibili? Perché tanti templi, quando il vero tempio è l’uomo stesso nella sua possibile templare realtà?

Ma tralasciamo questo vasto e speculativo argomento ontologico già ampiamente trattato in secoli di storia e torniamo alla nostra ‘morale’. Che diavolo è questa benedetta morale? Quali sono gli ingredienti che la costituiscono e che ne fanno un fardello così greve che a volte riesce a creare gravi stati di conflittualità individuale? È l’ethos delle società umane, considerato in rapporto all’idea che si ha del bene e del male? Vero è, che l’armonia che regola l’intero universo è sorretta dalla legge degli eterni dualismi. Quindi l’idea in sé, non ha più ragion d’essere. È una legge dettata dalla coscienza? Allora qui dovremmo definire che cosa è la coscienza. È ciò che è conforme ai principi del giusto e dell’onesto?  Di solito un ‘principio’ rappresenta il fondamento che sta alla base di un ragionamento, una dottrina o una scienza, quindi norme create dalla speculazione mentale dell’uomo.

Ma tutto questo è solo retorica: oltre le leggi che regolano il tutto, altro non è che pura indagine creativa del pensiero dell’uomo. Poi, chi mai possiede l’assoluto del giusto e dell’onesto? Tanti incalliti moralisti asseriscono che questo benevolo fardello concerne solo lo spirito umano e non la natura o la materia, come se i sensi non fossero un dono della natura. Poi alla fine si scopre che questi sono più gaudenti dei così detti trasgressivi. Vogliamo mettere un altro ingrediente e dire che la morale riguarda o si fonda sul sentimento e sull’affettività? D’accordo. Ma pensare e credere  che la regione dei sentimenti sia vasta come l’universo stesso, da non porre confini o limiti, non è utopistico. Mi fermo con gli  ingredienti poiché mi verrebbe, cara Gabbianella, da citare la morale della chiesa che per millenni ha distillato dogmi distruttivi sul motore vitale dell’uomo, e che parafrasando Kant, a priori condanno al rogo.

 “Allora? Gabbiano Jonathan, non mi hai detto nulla che mi aiuti  a vincere la difficoltà della picchiata in verticale: le mie ali non reggono.”
“Hai ragione Gabbianella. Le nostre ali forse sono diverse. Anzi, lo sono senz'altro. Che posso dirti? Le parole non sono che parole: sì perdono nell’aria. E neppure gli antichi scritti servono a molto in questo  caso: in verità non leggiamo che parole di morti. E i più recenti non aggiungono nulla di nuovo. Dirti che la morale è l’arte delle azioni, arte estetica la cui materia è la vita pratica, dove l’arbitrio di un giusto pensare è l’arcobaleno della Bellezza che consiste nel conferire forme belle alla propria vita; aggiungere che l’onestà è qualcosa di più che compiere il proprio dovere, dove la nobiltà nella condotta presuppone un’alta intelligenza, un’arte nell’agire, pensi possa frantumare la barriera che ancora impedisce alle tue ali di superare la difficoltà della picchiata in verticale? Dirti, ‘agisci così, cosà, agisci bene’, significa schiavitù ma, dirti ‘agisci in modo bello’ che è arte, non è più schiavitù, ma libertà. È rivolgersi solo al genio creativo, mondo da ogni condizione.”

 “GJ, io affermo che l’identità di bello e di bene è consacrata nella parola ‘onore’: una buona reputazione acquistata con l’onestà, coi  meriti, la rispettabilità, coscienza della propria condotta e quindi delle virtù che l’hanno procurata.”

“Onore? Ma che roba è, mia dolce Gabbianella? Non esiste nei nostri cieli. Ok, d’accordo torniamo sulla terra. L’onore è anche il bello nell’uso della volontà, ma specialmente nelle nostre relazioni con gli altri. Mentre di fronte a noi stessi, il bene è la temperanza e poiché questa tende all’equilibrio e all’armonia, essa è anche bellezza. Così, considerando la morale da tutti i lati, non vedo che estetica. Arte estetica equivalente alle arti maggiori: musica, poesia, prosa d’arte, pittura, scultura, e perché no, amore e volare. Chi mai potrebbe delimitare dei confini alle arti belle?”...

 “Scusa se obietto, vecchio gabbiano, ma la morale allora sarebbe dunque solo relativa come l’arte? Non ci sarebbe dunque bene assoluto più di quanto non ci sia bello assoluto?”

“Ma dobbiamo continuare ancora in quest’insensata discussione?  Noi che abbiamo la fortuna di possedere delle ali?  Che c’importa della terra? Voliamo finché il cielo ci accoglie. Ok, ok, non mi guardare di sbieco. Per me la tua obiezione è come un robusto albero ben piantato ma, con qualche ramo spezzato: io asserisco che agire bene ha due sensi che significa da una parte impiegare la propria volontà a fare ciò che si giudica bene e dall’altra compiere ciò che è buono. Noi possiamo sempre tendere a realizzare ciò che giudichiamo essere il bene, poiché la responsabilità dipende unicamente dalla nostra energia e dalla nostra opinione. Va bene siamo sempre responsabili, a meno che non ci troviamo in uno stato di completa idiozia. Ma dico anche che non possiamo sempre arrivare, per mancanza d’istruzione e intelligenza sufficiente, a sapere quello che è veramente il bene. In altre parole non siamo responsabili che nei limiti della nostra conoscenza. Così in un senso il bene è l’intenzione di fare bene, unita allo sforzo di arrivarci, e in un altro senso il bene è la legge assoluta della natura umana. Mi chiedi se esistono un bene assoluto e un bello assoluto? Bè, è come domandarci se è pensabile illuminare l’oscura, per quanto impossibile, decifrazione esistenziale dell’uomo. Lascio a te l’indagine. Io sono convinto che relativa è solo la conoscenza di queste leggi, la quale varia da uomo a uomo e da un secolo all’altro. E che nessuna singola condotta è arbitrariamente colpevolizzabile, se non da un giudice che presiede un tribunale che niente a da spartire con la naturale natura dell’uomo.”

 “GJ, non mi hai accennato nulla a proposito della ‘sessualità’ dell’uomo, in senso lato, riferita alla morale. Perché?”...

  “Giusta osservazione giovane Gabbianella. Anche se sono le innaturali morali pre-costruite e inculcate a priori a giocare un ruolo determinante sulla ‘sessualità’, che fondamentalmente in sé è naturale. Attorno a questo vasto pianeta, intendo la ‘sessualità’, vi gravitano oltre alla morale costruita dall’uomo, altri corpi di differente natura. Così dovremmo aprire un altro infinito capitolo. Quando invece  ora vorrei volare senza pensare. Se non ti spiace. Pensare è roba per pazzi. Agire d’istinto è la vera salute: non ci si ammala né di colpe né di rimorsi. Si può non piacere agli altri, ma non dispiacere a se stessi. Ed ora giù, in picchiata. Stai attenta a come piego le ali. Il segreto è di non pensare se arriverai in fondo sana e salva, ma di sentire la sensazione dell’attimo che muore………là dentro giace la bella morale……………………………………

…sai Gabbianella, che da quando abiti nella stanza della mia fantasia, la mia vita è cambiata? Sì, averti accanto, parlarti, guardarti negli occhi, sfiorare le tue ali, desiderare di accarezzarti e darti un bacio è tutto, come se fosse un altro mondo e credo sia quello dell’amore. Anzi ne sono certo……………………

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