Il-Trafiletto

03/09/14

Il nuoto per i bambini e la famiglia

Il praticare lo sport del nuoto per i bambini, fin dalla tenera età e l'intera famiglia, è consigliato per una buona crescita, perchè ha tanti benefici per la salute.


Il nuoto fornisce un esercizio aerobico ed è una delle migliori forme di allenamento, perché coinvolge diverse parti del corpo senza stressare le articolazioni.
Per i bambini, è una forma divertente di esercitarsi e di giocare, che dovrebbe iniziare fin dalla tenera età.

Benefici emotivi:
Il nuoto può migliorare il benessere mentale del bambino, può migliorare l'umore e ridurre l'ansia ed è anche un'attività che può coinvolgere l’intera famiglia.

Una gamma variegata di esercizi:
Il nuoto è in grado di fornire ai bambini tanti esercizi diversi e il divertimento girare in acqua permette ai bambini di allenarsi senza nemmeno saperlo. In più serve per tonificare la massa muscolare ed è un allenamento completo che può rafforzare i polmoni e il cuore.

Problemi di salute:
Per i bambini che hanno problemi di salute che vanno dall’artrite, all’asma e in più i bambini in sovrappeso potranno velocemente prendere la forma perfetta e slanciata.

La piscina coperta infine è utile in quanto l'aria umida, rende la respirazione più facile.
Il nuoto per tutta la famiglia

Sesso selvaggio | Gli animali lo fanno cosi.

Se pensiamo che solo per noi esseri umani il sesso sia un chiodo fisso non abbiamo mai preso in considerazione la vita erotica degli animali; ricca, curiosa e soddisfacente. E sempre al centro dei loro pensieri! 


Appesi a testa in giù nella loro tana fatta di foglie di palma e avvolti dal buio della notte, due pipistrelli della frutta dal muso corto maggiore si danno piacere praticando il sesso oralerla femmina lecca il pene del maschio che ringrazia la premura regalando alla sollecita compagna un rapporto sessuale più lungo. A sbirciare il momento intimo della coppia di questi Cynopterus sphinx, grossi non c'è da stupirsi delle acrobazie erotiche dei pipistrelli.

Si tratta dì un' ulteriore conferma della variegata vita sessuale degli animali che è ricca di pratiche curiose, amplessi strambi e unioni carnali che farebbero impallidire il più navigato dei Casanova umani. "Frutto della selezione naturale quest'ampia gamma di strategie e adattamenti sessuali è forgiata e influenzata dai cambiamenti e dalla tipologia di ambiente in cui chirotteri tipici delle foreste del sud est asiatico, e a capire che la conseguenza della fellatio è una copula più prolungata, e quindi più efficace, sono stati dei ricercatori cinesi che dopo aver pubblicato il loro studio sulla rivista Plos One hanno vinto anche il Premio Ig Nobel, più scanzonata ma comunque autorevole del famoso riconoscimento svedese, nel 2010.
La vita erotica degli animali
è ricca e variegata

Prima di questa ricerca gli scienziati pensavano che solo i bonobo, le scìmmie antropomorfe più vicine vive l'animale", spiega Enrico Alleva, docente di etologia dell'Università La Sapienza di Roma, "E ha come fine ultimo la riproduzione e il perpetuarsi della vita", Per raggiungere questo scopo mammiferi, invertebrati, uccelli, rettili e pesci sono disposti a tutto, anche a morire; ne sanno qualcosa i maschi di Antechinus stuartìi, piccoli marsupiali australiani, che spirano stremati dopo un estenuante tour de force riproduttivo che annienta il loro sistema immunitario. Appena raggiunta la maturità, evento che avviene attorno agli 11 mesi di età, questi animali iniziano una frenetica attività sessuale che può durare anche alcuni giorni durante la quale tutti gli individui di un gruppo si accoppiano tra di loro. Le femmine sopravvivono poco più dei compagni, giusto il tempo di dare alla luce la prole. Questa strategia riproduttiva, in cui l'investimento è totale, è decisamente estrema e drastica soprattutto per i maschi.

E detta semelparità e si riscontra soprattutto negli invertebrati come nelle libellule e nei ragni. Tra i pesci, i salmoni e le anguille sono gli esempi più noti. Insomma, è il caso di dire che per questi animali quell'unico amplesso è l'esperienza della vita.(science)


02/09/14

Il rinnovo di Alonso? Non è cosi lontano.

Lo spagnolo è pronto ed entusiasta di potere continuare il suo rapporto con la "Rossa"! Lui stesso dichiara che per quel che concerne il rinnovo di contratto per la prossima stagione non ci voglia poi cosi tanto, nel senso che le due parti non sono poi cosi lontane, tutt'altro: l'intesa c'è.

Queste le parole della dichiarazione rilasciata dallo stesso Alonso: "Ho un contratto per altri due anni, la mia volontà è di continuare in Ferrari. Vediamo se si può fare, sennò rimarrò per i prossimi due anni almeno". Cosi dunque si esprime Fernando Alonso, che possiede comunque un contratto fino al termine del 2016, riguardo il suo futuro in Formula 1. Per il dopo "siamo lì, stiamo lavorando su questo", ha detto all'ANSA lo spagnolo, a pochi giorni dal Gran Premio di Monza, mettendo a tacere le voci su un suo possibile approdo alla McLaren nel 2015. Si tratta dunque di una conferma, nonostante velata, arriva pure dal direttore tecnico, James Allison: "Una squadra come la Ferrari ha bisogno di un pilota di prima fila come Alonso".
Il legame tra Alonso
e la Ferrari pare
che continuerà.

Comunque sia per il pilota spagnolo l'obbiettivo principale resta quello di conquistare il tanto agognato titolo iridato con la Ferrari: "Ci sono state un sacco di voci la scorsa estate - ha detto - ma dalla mia bocca non è uscito niente che potesse far pensare a un mio interesse di lasciare la Ferrari o alla mia volontà di legarmi a un altro team. Ci sono state un sacco di speculazioni, cosa che non mi ha disturbato ma che ha creato un po' di tensione e stress. Eppure il fatto che i migliori team siano interessati a te, ti rende anche felice e orgoglioso. "Mattiacci? Sta cercando di cambiare molte cose e il fatto che non sappia molto di F1 è un bene e un male. È negativo quando bisogna cambiare cose molto precise sulla macchina, un'area in cui siamo deboli rispetto ai nostri avversari. Ma è positivo perché ha idee molto fresche".

Successivamente Alonso, nel momento gli si chiede un'opinione in merito alla rivalità intestina che aleggia in Mercedes tra Hamilton e Rosberg, da un saggio di diplomazia: «Non è facile quando nella stessa squadra ci sono due possibilità di vittoria - afferma - Non è solo una questione di piloti, ma anche di meccanici e ingegneri. Quando ci si trova contro il proprio compagno di squadra, anche senza volerlo la mente è sempre alla ricerca di qualcosa di strano che sta favorendo l'altro pilota». Una rivalità che però non è mai scaduta in azioni sleali, visto che Fernando assolve Rosberg per l'incidente in Belgio che ha bloccato Hamilton dopo soli due giri: «È stato un incidente di gara. È impossibile che Nico dall'abitacolo possa essere stato così preciso da tagliare la gomma di un'altra macchina con la sua ala anteriore. Non è mica il reparto chirurgico di un ospedale. Sicuramente, noi non siamo così precisi». 

Necropoli: Cosa si nasconde dietro a siffatta cosa

Necropoli: Il titolo potrebbe chiudere di per sè, per molti la pagina ma in un attimo di riflessione potrebbe essere interessante scoprire ciò che si nasconde dietro a siffatta cosa.

Allora, forse non sono molti coloro che si sono soffermati a riflettere sulla marea di problemi che creano a parte i profanatori di tombe e gli archeologi che s'infatuano della prima mummia che trovano o su ossa di particolari fattezze.  Nella civiltà odierna sono chiamate camposanti e vista la pletora di delinquenti che li ospitano penso che Necropoli sia nome più appropriato ma veniamo ai problemi che creano.  In primis è una faccenda ecologica a cominciare dagli alberi che vengono tagliati all'uopo e chi mi obietta che oggi le bare sono fatte di truciolato compresso o in altri materiali non fa che aggiungere disastro a disastro.

Viene appresso l'area che occupano, strabordante, è sufficiente sollevarsi sopra una città di medie dimensioni per valutarne l'impatto ambientale segue l'impiego di materiali più o meno preziosi per i tumuli e qui la vanità si spreca, a volte vere opere d'arte intendiamoci ma a che prò. Gli abitanti di questi spazi non ci sono più e hai voglia di averli mandati a scuola, il monumento lo hanno voluto a tutti i costi e se poi c'era il denaro per stare insieme ai congiunti che sarebbero seguiti meglio ancora, si sarebbero fatte tavolate di lasagne virtuali.  
La "Memoria" non si accompagna a tumuli o tempi funerari, nasce da ben altro. Oggi però vi è una alternativa, la cremazione, che sarebbe la panacea se non fosse del motivo che i "Comuni" per lucrare tasse improprie difficilmente consente di portarsi seco l'urna funeraria e ancora più complicato spargere le ceneri in multiformi modi, le quali tornerebbero come buon senso biblico, alla Terra!
 
Necropoli
I soliti perbenisti che davanti piangono "le care spoglie" e dietro si stracciano le vesti per l'impegno che le sopracitate li obbligano, affermano che senza questi appezzamenti di terreno un mare di gente perderebbe il lavoro, non certo i becchini, quelli sono una istituzione più che biblica, qualcuno ci deve pur essere per trattare le amate spoglie a meno di fare come certe benemerite civiltà che molti affermavano incivili. Esse consegnavano al cielo i defunti lasciando che la Natura seguisse il suo corso, di norma molto celere, altre, ancora più sbrigative le bruciavano inneggiando alle anime che si dipartivano dalle fiamme chiudendo così il ciclo Naturale. e qui il massimo del rispetto; si radunavano amici e conoscenti consumando pantagrueliche portate di cibi e mescite di vino (non adulterato) alla sua "salute".

Ora, non volendo elencare tutta una serie di altri inghippi proporrei di seguire l'esempio delle "incivili", con annesso banchetto s'intende, risparmieremmo il taglio di migliaia di alberi che sono il polmone dell'umanità.    Non caveremo lastre di marmo deturpando aree altamente ecologiche, non impiegheremo materiali più o preziosi la cui produzione danneggia fortemente l'ambiente e i fiori, dulcis in fundo li metteremmo in casa in un bel vaso di cristallo vicino alla finestra, in modo che i vicini distorcano gli angoli delle labbra oppure per antagonismo a sua volta ne comprerà altri in modo tale che la città parrà un giardino!
 
 

Rompicapo quantistico

Il flusso del tempo è solo una comoda illusione che si può sostituire con i calcoli. A metà degli anni Sessanta il fisico teorico statunitense John Wheeler e il suo collega Bryce DeWitt decisero di vedere che risultati si potevano ottenere applicando la teoria più riuscita di tutte le scienze, la meccanica quantistica, al Cosmo.


Anche se normalmente la si utilizza soprattutto per il mondo subatomico, può essere applicata, in linea di principio, a qualunque cosa, perfino al funzionamento su larga scala dell'Universo. Wheeler e DeWitt riuscirono a ottenere un'equazione di una complessità spaventosa che, secondo la teoria quantistica, cattura la vera natura dell'Universo.

Ma l'equazione portò a una scoperta inattesa; di tutte le grandezze che conteneva, quella che si sarebbero aspettati tutti era semplicemente scomparsa: la "t" che rappresenta il tempo. "Secondo l'equazione di Wheeler-DeWitt, lo stato quantistico dell'Universo è congelato", spiega Smolin. "L'Universo quantistico è senza cambiamento: c'è e basta". Il contrasto con la realtà apparente non potrebbe essere più clamoroso. Gli astronomi sostengono che l'Universo sia cominciato con il Big Bang e si stia tuttora espandendo. Le stelle nascono e muoiono di continuo, e così noi. Chiaramente c'è qualcosa che non torna. Molti teorici hanno cercato un modo di far emergere quello che percepiamo come tempo dall'Universo "atemporale" descritto dall'equazione di Wheeler-DeWitt.

"Ho riflettuto su questi approcci", dice Smolin, "e rimango dell'opinione che nessuno di essi funzioni. Solo un radicale ripensamento del tempo può risolvere la crisi". Ma non tutti sono d'accordo. Alcuni pensano che l'equazione di Wheeler-DeWitt riveli la verità sul tempo, per quanto ci possa risultare indigesta. Tra loro primeggia il fisico teorico britannico Julian Barbour, professore dell'Università di Oxford. Ha lavorato sodo per decenni sul significato dell'equazione di Wheeler-DeWitt, ed è noto per il suo capolavoro del 1999 The End of Time (in Italia, pubblicato da Einaudi con il titolo La fine del tempo).

A differenza di Smolin, Barbour sostiene che le conseguenze dell'equazione di Wheeler-DeWitt sul tempo non si possano ignorare. Asserisce che l'Universo sia in realtà un'immane schiera statica di innumerevoli "adesso", sterminati fotogrammi di un film cosmico. In ogni dato istante, ogni "adesso", non serve tenere conto del tempo nelle spiegazioni sul funzionamento dell'Universo. Il senso del passare del tempo viene da come la nostra mente elabora ognuno di questi fotogrammi, o "capsule di tempo", come le chiama Barbour.

Il tempo, in sé, però, non esiste. Smolin è un grande ammiratore del lavoro di Barbour: "E il miglior tentativo di dare senso alla cosmologia quantistica", afferma. Ha addirittura incorporato alcune delle più recenti idee di Barbour tra le proprie. Ma secondo lui ha gli stessi limiti della altre teorie "atemporali" sull'Universo: ha difficoltà a formulare previsioni verificabili e non riesce a spiegare l'origine stessa delle leggi atemporali della fisica.(science)


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