L'
aconite è una pianta dai bellissimi fiori viola, che occhieggiano languidi in luoghi ombreggiati e collinari in Maggio e Giugno. La si trova anche nei giardini perchè è una bellissima pianta ornamentale.
Per quanto bella e decorativa, essa è una pianta molto
velenosa, dai cui è bene guardarsi. Ha diversi principi attivi, il principale è l'
aconitina potentissimo alcaloide, famoso per essere il secondo veleno vegetale più letale al mondo, dopo la nepalina. Tutta la pianta contiene gli alcaloidi, anche se la parte con la maggior concentrazione e’ sicuramente la radice, che viene fatta essiccare appena colta per non perdere parte del principio attivo.
Il suo sapore è molto pungente e aspro. E' solubilissimo nell'alcool ma risulta poco solubile in acqua.
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Aconitum napellus immegine presa dal web |
I principi attivi di questa pianta sono stati spesso usati in medicina, primo fra tutti il suo potere
anestetico. La si usa come
anestetico locale per sciatica e nevralgie, in
particolare nella nevralgia facciale e del trigemino. Il miglior metodo
di applicazione consiste nel massaggiare un piccolo quantitativo di
unguento di aconitina fino a percepire la sensazione di anestesia alla
parte trattata, tuttavia a causa del costo elevato di questo preparato
si usa più comunemente un linimento all’aconite, da applicarsi con un
pennello di crine di cammello precedentemente intinto nel cloroformio,
che facilita l’assorbimento dell’alcaloide presente nell’aconite.
L’aconito è indicato per uso interno ogni qualvolta si renda necessaria
ridurre l’attività cardiaca nel corso di stati febbrili. Negli anni
passati, veniva utilizzato in tutti gli stati febbrili e anche negli
stati settici che seguivano le operazioni chirurgiche nell’epoca
pre-Listeriana. Oggi l’aconite viene usata solo negli stadi iniziali
delle febbri meno gravi, come tonsilliti acute, bronchiti, e forti
laringiti. Il dolore acuto e il rapido gonfiarsi delle corde volali, con
difficoltà respiratorie che caratterizzano le laringiti acute può
spesso trovare sollievo dall’azione sedativa portata in circolo
dall’aconitina.
Non appena spariti i sintomi, è opportuno sospendere il
trattamento per evitarne gli effetti collaterali, che potrebbero
seguire un uso troppo prolungato. Nella medicina tradizionale cinese,
l’aconite viene usato nella carenza di Yang del paziente, o “freddezza” ,
e diluito fortemente, a causa della sua tossicità.
I
sintomi di un avvelenamento da aconite si presentano dopo pochi minuti, inizialmente a carico del
tubo digerente, con una netta sensazione di bruciore, formicolio e intorpidimento alla bocca e bruciore all’addome. Dopo circa un ora, si notano violenti conati di vomito, seguiti dai sintomi sopra descritti a carico dell’apparato respiratorio, del cuore e del sistema nervoso. Come in un avvelenamento da stricnina, il paziente rimane perfettamente lucido, non avendo l’aconitina effetti sul cervello.
Gli unici segni post-mortem sono quelli di una asfissia. Il trattamento per questo avvelenamento consiste nello svuotamento dello stomaco tramite lavanda gastrica, mentre gli antidoti fisiologici sono
atropina, digitalina o strofantina, da iniettare per via sottocutanea alla dose massima consentita. Alcool, stricnina e calore devono anche essere usati in aiuto al trattamento contro l’avvelenamento.
La descrizione appena fatta vale per un avvelenamento da ingestione. Si noti tuttavia che l’aconitina può essere facilmente assorbita attraverso la
pelle, tanto che ci si può avvelenare anche solo raccogliendo le foglie senza l’uso di guanti: la tossina presente nella linfa penetra infatti nella pelle. Da esperimenti pratici, la linfa che trasuda da undici foglie raccolte provoca già disturbi cardiaci per circa due ore, mentre il formicolio inizia fin da subito, al contatto con la foglia, estendendosi per tutto il braccio fino alla spalla, dopo di che il cuore inizierà a soffrire.
È uno dei veleni più potenti che si conoscano. La dose letale per l'uomo è di 5mg/kg di massa corporea e la morte avviene in poche ore dopo crampi violenti e perdita completa della coscienza.
Nella mitologia greca si narra che
Cerbero, il cane che custodiva gli Inferi, portasse nella bava i semi di aconite. E quando Ercole l'ha rapito per portarlo sulla Terra, la rabbia del cane era tale che, la sua saliva a contatto col suolo, ha fatto nascere la pianta di aconite.
Questa pianta viene anche conosciuta come "l'erba del diavolo" perchè è tanto bella quanto velenosa. Pensate che il suo veleno può essere assorbito dalla pelle, tenendo semplicemente un mazzo di aconite in mano.