Il-Trafiletto

08/02/14

Conclusi i giochi di apertura delle olimpiadi di Sochi | Ora tutti a caccia di medaglie

Uno spettacolo sfavillante i giochi di apertura delle olimpiadi di "Putin", ma un piccolo giallo tiene in sospeso il fiato di tutti: "Chi ha rubato il cerchio olimpico"?. Putin "lo zar di tutte le russie" deve aver tremato sulla sedia, il cerchio non si è aperto. Speriamo non ci siano conseguenze per gli addetti ai lavori.













IL CERCHIO CHE NON SI APRE – Torniamo un attimo al momento dello spettacolo pre-ingresso atleti. Su Twitter non è passato inosservato il fatto che uno dei cinque cerchi non si è aperto rimanendo a forma di stella. Ed ovviamente su Twitter è esploso il dibattito su quanto sia successo e quale sarà la reazione di Putin




ENTRA L’ITALIA - Il portabandiera azzurro Armin Zoeggler guida la delegazione italiana in divisa Armani all’ingresso nello stadio Olimpico. La delegazione è stata accolta da un festante Enrico Letta che è apparso addirittura commosso per lo spettacolo della Nazionale nello stadio, così come è apparso commosso Armin Zoeggler nel ruolo di portabandiera un po’ impacciato ma comunque orgoglioso

Armin Zoeggler


Enrico Letta

ENTRA LA GERMANIA - La divisa multicolore della Germania, che per qualcuno richiama i colori dell’arcobaleno, è stata accolta con sorrisi ed applausi da Twitter, anche se Berlino ha fatto sapere che il colore delle tute non è legato in alcun modo alla questione legata alle discriminazioni della comunità Lgbt


ARRIVA PUTIN – E dopo uno spettacolo emozionante con l’arrivo di 500 ginnasti con indosso i 500 costumi delle varie culture del Paese, è il momento dell’inno russo dopo l’arrivo di Vladimir Putin, arrivato per ultimo e posizionatosi al fianco di Ban-Ki Moon. L’inno e la sua rappresentazione rappresentano la grandezza e l’orgoglio di una nazione.


USA | Obama pensa di sospendere gli acquisti degli F35 perché costosi e poco sicuri. E l’Italia?

Dovevano essere i “cacciabombardieri del futuro”, invece sono troppo costosi ed anche poco sicuri, al punto che il Presidente Obama pensa di bloccare le commesse, mentre l’Italia investe 15 miliardi di euro per questi caccia che forse potrebbero non decollare mai. Secondo il rapporto del Pentagono “le prestazioni sull’efficienza complessiva continuano ad essere immature” e rendono necessarie “soluzioni industriali con assistenza e lavori inaccettabili per operazioni di combattimento”. La fusoliera, in particolare, è soggetta a crepe che richiedono continua assistenza, circostanza che – in caso di guerra o conflitto – rischierebbe di comprometterne in modo pesante l’operatività. E sempre sul fronte dell’affidabilità della fusoliera, già un anno fa la Difesa statunitense aveva sottolineato come, nel tentativo di ridurre il peso del velivolo lo si era reso talmente fragile che – se colpito da un fulmine – poteva esplodere. Risultato: il cacciabombardiere non può volare a meno di 45 km da un temporale. Per non parlare della scarsa visibilità posteriore e del sistema radar incapace di inquadrare gli obiettivi. Anche dal punto di vista economico permangono parecchi dubbi. Barack Obama ha scoperto che gli F35 sono troppo costosi. «I costi previsti di operatività e manutenzione della flotta degli F35, una volta messa in linea, sono stati calcolati insostenibili dai vertici del dipartimento della Difesa» degli Stati Uniti: se le spese non caleranno, l’intero programma di costruzione del nuovo aereo da guerra è destinato a saltare perché anche gli Usa – dopo Canada e Olanda – sarebbero costretti a rinunciare all’acquisto. . E l’Italia rimarrebbe forse il solo Paese al mondo a volere ancora un aereo che costa troppo e non è nemmeno in grado di combattere. E' a questo punto prevedibile che la vicenda possa tornare all'ordine del giorno in politica, sebbene fonti del Ministero della Difesa lascino intendere che al momento non ci sia troppo spazio per ripensamenti. L’intera operazione dovrebbe costare circa 12 miliardi di euro, ma l’incertezza sui costi finali è alta . L’Italia ha già finanziato l’acquisto di 90 caccia F-35 (inizialmente erano 131) per l’aviazione e per la Marina: due terzi sono modelli ‘tradizionali’ Lightning 2; un terzo invece F-35B a decollo corto ed atterraggio verticale

Un nuovo piano industriale per lo stabilimento di Porcia | Electrolux non chiude

Porcia rimarrà produttivo. Il mionistro Zanonato ne ha dato conferma ieri, e cautamente dice: "c'è ancora molto da fare" Non basta abbassare il costo del lavoro,bisogna investire in ricerca e rendersi competitivi sui mercati emergenti, il settore è in aumento e le potenzialità ci sono.


"Sono arrivate notizie positive dall'Electrolux. Il Gruppo comincia a ragionare sul grande sito di Porcia in modo diverso da come sembrava averla inizialmente impostata: l'idea cioe' di chiudere il sito e di trasferire la produzione delle lavatrici in Polonia". Lo afferma il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato alle telecamere del gr Emilia Romagna a margine del convegno promosso dalla Provincia di Ferrara. "Non dobbiamo, come dire, - aggiunge - pensare che una rondine in questo caso fa primavera.

Pero' e' una rondine. E' un qualcosa di positivo da valorizzare e adesso dobbiamo muoverci con maggiore insistenza. La direzione e' quella del piano industriale che prevede il rilancio dell'elettrodomestico e che non immagini di utilizzare solo la variabile del costo del lavoro come l'unica leva per rendere il prodotto, la lavatrice in questo caso, competitiva nei mercati internazionali. Il prodotto si rende competitivo se e' di qualita', in una fascia alta, se si trovano nuovi mercati perche' quello dell'elettrodomestico a livello globale e' in crescita".                                                    fonte (AGI) Red/Ila .

2015 | Dopo il caffè avremo nei supermercati anche le capsule di Coca Cola

La Coca Cola ha deciso di rivoluzionare il suo mercato. Dopo decenni di commercializzazione di lattine di vari formati e bottiglie di vetro, di plastica di ogni dimensione e formato, la celebre bevanda con le bollicine made in USA sarà presto venduta in capsule. Tutti gli amanti della Coca Cola, notissima bevanda inventata dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l'8 maggio 1886 ad Atlanta, inizialmente come rimedio per il mal di testa e per la stanchezza, potranno quindi consumare la loro bevanda preferita in un modo inedito ed originale, acquistando presso supermercati e rivenditori delle capsule, proprio come si fa con il caffè, per produrre Coca Cola a casa propria. Tutto nasce dall’accordo con cui la casa che produce la bibita più popolare al mondo ha acquistato il 10% di Green Mountain Coffee Roasters, il gigante americano del caffè in capsule. Un’operazione da 1,25 miliardi di dollari che prevede una collaborazione di almeno dieci anni e la realizzazione in breve tempo di un sistema per produrre soda in casa e di capsule che coprono tutta la gamma Coca Cola: da quella classica alla Diet Coke, dalla Sprite alla Fanta. L'intesa tra queste due società, che sarà attiva dal 2015, entrerà in competizione con Soda Stream, la società israeliana che vende un’apparecchiatura per rendere gassata l'acqua e prodotti che le conferiscono il sapore di soda. L'amministratore delegato di Green Mountain Brian Kelly ha dichiarato: ''Possiamo fare per le bevande fredde quello che abbiamo fatto per il caffè e il tea in casa. Riteniamo che sia una una significativa opportunità per accelerare la crescita della categoria delle bevande fredde''. Insomma tra un anno tutti gli appassionati di Coca Cola potranno "servirsi" direttamente a casa producendo autonomamente la loro bevanda preferita, inaugurando una nuova fruizione della bibita numero uno al mondo. Una rivoluzione che smuove decenni di vendita "classica" di bottoglie e lattine. La Green Mountain - il cui titolo in Borsa è schizzato nelle ultime ore di oltre il 27% - è la maggiore catena per vendite di caffè in capsule, grazie al successo delle macchine da caffè Keurig.

Renzi: "andare a votare a maggio, farebbe bene a me ma danneggerebbe l'Italia"


Renzi è fermo e deciso ad andare avanti in fretta. Senato, province, legge elettorale, Titolo V siamo ad un passo da una riforma storica.

La linea arriva di mattino, con un tweet. "Siamo a un passo da una riforma storica: Senato, province, legge elettorale, Titolo V" fa sapere il segretario del Pd, Matteo Renzi, "a me conviene votare, ma all'Italia no". Se finora lo si accusava di puntare, sotto sotto, ad andare alle urne a maggio, in concomitanza con le europee, ora e' lui stesso ad escludere con enfasi la possibilita'. Seconda possibilita' messa da parte, sempre con un tweet, quella di un governo con Silvio Berlusconi. Sarebbero le super-larghe intese, e Renzi dice no. La terza ipotesi sul tavolo, la staffetta con Enrico Letta, viene esclusa da due esponenti della segreteria Dem. "Sono d'accordo con chi dice che il Pd non possa permettersi di sfiduciare Letta in Parlamento: l'ipotesi non esiste" ha affermato Stefano Bonaccini, responsabile Enti Locali.

Renzi
"Renzi andra' a Palazzo Chigi solo per via elettorale, esclude di sostituire Letta nel corso di questa legislatura. Ha dato grandi prove di lealta' in questi mesi. Se il governo sfruttera' l'onda nuova di Renzi e' piu' forte di prima" ha precisato Francesco Nicodemo, responsabile comunicazione del partito. Ma chi ancora sostiene senza riserve il governo attende, al di la' delle parole, di vedere come si muovera' il sindaco e se reggera' l'asse tra Enrico Letta e Angelino Alfano. Un asse che sembra essere messo sotto sollecitazione addirittura dalla minoranza interna del Pd, se e' vero che le critiche piu' forti all'esecutivo, all'indomani della direzione, vengono da Gianni Cuperlo. "Letta vuole essere la guida della ripartenza? Indichi gli obiettivi e noi lo seguiremo. C'e' un'alternativa? Discutiamone apertamente, quello che non possiamo permetterci e' un governo con i nostri ministri ma che non sosteniamo in maniera convinta", spiega. Grandi movimenti nel Pd, da qui al 20 febbraio.
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