Il-Trafiletto

31/01/14

Decreto Imu-Bankitalia scatena l'ira dei pentastellati | Approvata

La Camera vota si al dl Imu-Bankitalia con 236 voti a favore, 29 contrari. Per neutralizzare l'ostruzionismo dei cinquestellati, il presidente dell'Aula Laura Boldrini ha utilizzato la ghigliottina'.. 


I pentastellati stavano infatti portando avanti una protesta con l'ostruzionismo che poteva far scadere i tempi per l'approvazione del decreto. Con l'applicazione della 'ghigliottina', voluta dall'allora presidente della Camera Luciano Violante, viene fermato l'ostruzionismo portando un provvedimento direttamente alla sua votazione. "Quello a cui abbiamo assistito è stato un vero e proprio assalto di stampo fascista contro la presidenza della Camera.

Camera dei Deputati

E' vergognoso tenere questo comportamento all'interno delle istituzioni democratiche e alla Presidente della Camera, che è stata insultata in modo inaccettabile per aver fatto approvare il provvedimento non rinviabile al termine di una discussione ampia in cui tutti i parlamentari hanno avuto il tempo per intervenire in modo approfondito, va la nostra stima e la nostra solidarietà'' dichiara Matteo Orfini, deputato del Partito democratico. "La reazione violenta verbalmente e fisicamente che il Movimento 5 stelle ha manifestato questa sera in aula dopo due giorni di ostruzionismo è un fatto di gravità inaudita", ha detto Sandra Zampa, vice presidente dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico. "Le immagini televisive permetteranno agli italiani di giudicare quale sia la concezione della democrazia di questo movimento. Il mio auspicio è che la Presidente della Camera Laura Boldrini assuma, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza i provvedimenti più severi al riguardo. Per la violenza con cui tutto si è svolto, ciò a cui abbiamo assistito ci ha infatti riportato alla memoria immagini del passato che nessuno, in questo paese, vuole vedere", conclude. "Sono gravi le responsabilità del governo nell'imporre un calendario ingestibile per la conversione del decreto Imu-Bankitalia. È un decreto che contiene al suo interno la controriforma della Banca d'Italia e che mette in discussione il principio per il quale è stata fondata, cioè la sua autonomia anche dai soggetti privati". Lo dichiara Gennaro Migliore, presidente dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà. "Il governo non ha assolto alla sua funzione. Ma consideriamo altrettanto censurabile il comportamento di occupazione dei banchi del Parlamento, con lo sventolio di bandiere e con minacce, operato dal M5S e da Fratelli d'Italia. Pur essendo fermamente convinti delle nostre ragioni d'opposizione -conclude Migliore- vogliamo esprimere piena solidarietà, per la violenza perpetrata ai danni del Parlamento, a chi lo rappresenta nel suo scranno più alto, cioè la Presidente Laura Boldrini''. La nota del ministero - Nessun regalo alle banche. Nel corso del dibattito parlamentare svoltosi negli ultimi giorni alla Camera dei Deputati per la conversione in legge del decreto Imu-Bankitalia, osserva il Tesoro in una nota, "la polemica politica ha spesso preso il sopravvento sulla realtà dei fatti così che alcuni interventi hanno prospettato effetti del provvedimento del tutto fantasiosi e infondati". In particolare, in merito alle nuove regole relative alla partecipazione al capitale della Banca d'Italia, "nessun regalo è stato fatto alle banche, perché la rivalutazione del capitale e una più equilibrata ripartizione delle quote di partecipazione alla Banca d'Italia non comportano alcun onere per lo Stato". La riforma di un assetto risalente al 1936, prosegue il Mef, "era peraltro divenuta ormai urgente in vista dell'entrata in vigore del nuovo sistema unico di supervisione bancaria in ambito europeo". I contenuti e gli effetti del decreto legge sono stati ampiamente illustrati e discussi dal Ministro dell'Economia e delle Finanze in due audizioni presso le commissioni competenti di Camera e Senato. Nel corso dell'esame del provvedimento sono stati approvati emendamenti di iniziativa parlamentare con il parere favorevole del Governo.                       fonte Adncronos

Il pane nero ovvero la segale e le sue proprietà

Sono una grande appassionata di novelle, e in esse molto spesso è rammentato il pane nero, simbolo di povertà, di scarsi mezzi. Il pane nero è il pane di segale, un cereale molto antico e il cui uso sta ritornando in auge adesso, ma che fino a qualche anno fa sembrava dimenticato.
L'antica erboristeria usava la segale per combattere problemi vascolari e ipertensione, e altamente consigliato ai diabetici e persone che soffrono di iperglicemia. Vediamo di scoprire le sue proprietà.
Segale
La segale è un cereale nutriente, ricco di proteine e di minerali, tra cui spiccano il magnesio, fosforo, potassio, manganese, e tra le vitamine la niacina, alla quale vanno attribuite in parte o in toto le proprietà terapeutiche relative all'ipertensione e a problemi vascolari. Il contenuto vitaminico è ottimo, ma ciò che più si evidenzia è il contenuto di niacina 4,7 mg(vit B3) pari al 33% del fabbisogno quotidiano, che facilita le seguenti funzioni organiche: circolazione, metabolismo (grassi, carboidrati, proteine), abbassamento del colesterolo, sostegno alla crescita, fluidificatore del sangue, antisclerotico.  I contenuti di vit E, Vit B5, Vit B1, VitB6, Vit B2 nonché il contenuto di manganese 2,6 mg % pari al 50% del fabbisogno quotidiano sono un ottimo sostegno delle ghiandole surrenali, i motori del nostro organismo o ghiandole antistress: energetico, rigeneratore (Valnet).  Perchè è adatta  agli iperglicemici e diabetici? Come ben sappiamo la secrezione di insulina in risposta ad una carico glicemico derivante da alimenti, condiziona il tasso di glicemia nel sangue. Quindi per una difettosa e insufficente produzione di insulina sono di grande aiuto tutti i farinacei a basso indice glicemico. La segale a un IG (indice glicemico) di 45, nettamente inferiore al classico pane integrale IG 65 o al pane bianco a cassetta IG 85. Per chi ha problemi circolatori e glicemici un'accoppiata vincente: pane di Segale e Saraceno. Come già visto il grano Saraceno contiene rutina ottima per la fragilità capillare ,quindi l'associazione Saraceno Segale è una risposta all'S.O.S circolatorio nonchè glicemico. In conclusione un altro cereale con proprietà terapeutiche di grande aiuto per stanchezza, circolazione insufficiente, e per proteggere il nostro pancreas da picchi glicemici sconsiderati tipici della alimentazione spazzatura che sta sempre più abbassando il livello della nostra salute.

Milano | ritorna la scabbia nelle scuole.

Scabbia nelle scuole di Milano. Due casi alle elementari, altri due alla scuola materna. Dall’inizio dell’anno sono già 11 le persone colpite da questa malattia nella ASL di Milano2. E’ una patologia in aumento; dopo un andamento costante negli anni 2011 e 2012 quando i casi accertati erano stati rispettivamente di 54 e 51, nel 2013 c’è stato un notevole aumento con ben 74 segnalazioni. E nei primi giorni del nuovo anno la malattia e ritornata a colpire tra i banchi di scuola. Fortunatamente nessun bambino è ricoverato, in quanto la scabbia non è una malattia grave. È un acaro che si infila nella pelle, scava dei cunicoli e vi deposita le uova. È abbastanza contagiosa, ma non è pericolosa. La terapia si effettua trattando la pelle con una semplice pomata, a livello locale. Il problema è che provoca prurito, le persone si grattano e quindi, con le mani sporche poi si passano la malattia». «È assurdo che oggi si verifichino ancora queste situazioni», lamenta un genitore. Il parroco di Riozzo don Antonello Martinenghi, responsabile della scuola parrocchiale, per precauzione ha voluto pulire tutta la scuola da cima a fondo. «L’Asl ha detto che non serviva chiudere la scuola - commenta -, ma quando ho contattato l’impresa di pulizia, mi hanno detto che ci sarebbero voluti due giorni». E’ stato allertato anche il Comune che a sua volta ha messo in guardia l’azienda dei trasporti in quanto i bambini si recano a scuola con i pullman. << Lunedì sono arrivati a scuola 15 bambini su 140 -. Continua il parroco - ho chiesto all’Asl di venire a fare un controllo, ma mi hanno risposto che non è necessario, che la scabbia viene trattata come fosse morbillo o scarlattina. Hanno mandato, invece, del materiale informativo su come comportarsi. Abbiamo provveduto a diffonderlo tra le famiglie. Abbiamo messo all’aria, come indicato, tutti i vestiti e i lenzuolini dei bimbi. Abbiamo chiuso nei sacchi sigillati, invece, tutti i peluche e i giocattoli. L’impresa deve pulire e disinfettare tutto, dai lettini ai locali mensa. Giovedì, finalmente, riapriremo».

Intel si proietta al futuro | Guardando ad un chip da 64 bit e 8 cervelli ma AMD si sta ARM...ando a dovere!

Intel si proietta al futuro, guardando ad un chip da 64 bit e 8 cervelli il suo obbiettivo primario ma AMD si sta ARM...ando a dovere!
  
Intel si proietta al futuro, un futuro verso una linea di computing percettivo, l'Internet delle cose e i dispositivi da indossare, puntando tutto sui chip Atom "Bay Trail" quad core, alfine di fare tabula rasa nel segmento dei tablet Android! Ma sulla sua strada non può non esserci Amd, rivale storica da sempre del colosso di Santa Clara, che rompe gli indugi e da l'annuncio ufficialmente della sua prima famiglia di processori sviluppata su architettura Arm. Il nuovo ed unico, nel suo genere, arrivato, si chiama Opteron A1100, una serie di chip realizzati con processo produttivo a 28 nanometri e dedicato ai micro server, comparto di mercato che gli analisti accreditano di elevate potenzialità di crescita.
Opteron A1100

Un comparto, quello delle macchine compatte caratterizzate da bassi costi e minori consumi e perfette per alcune tipologie di impieghi in azienda, che l'azienda di Sunnyvale, evidentemente, vuole aggredire per prima sfruttando l'onda lunga della popolarità che la tecnologia Arm ha saputo conquistarsi grazie al proprio predominio in campo mobile.

Il distacco dalla tecnologia x86
L'annuncio, a giudizio di alcuni addetti ai lavori, è un ulteriore segno della "debolezza" delle architetture di processore x86 in segmenti di prodotto, come gli smartphone, che privilegiano pregi quali l'efficienza energetica e la flessibilità. Microsoft, ricordiamo in tal senso, ha deciso due anni fa (senza raccogliere grandi risultati a dir la verità) di sdoppiare Windows 8 in due versioni per abbracciare, con i suoi tablet Surface, i chip Arm.

Se da una parte la corsa in avanti del silicio per i device mobili guarda ai 64 bit (si vedano i chip A7 di Apple per iPhone 5S e i nuovi iPad o gli stessi Atom "Bay Trail" di Intel pensati per le tavolette Android e Windows 8.1), la svolta di Amd è altrettanto importante per almeno due motivi. Il primo: gli Opteron A1100 sono fra i primi chip Arm a 64 bit e a poter supportare fino a 8 core, sfruttando l'architettura Cortex-A57, e cioè la piattaforma più performante in assoluto di casa Arm. Il secondo: dopo anni di battaglie con Intel sul fronte dei processori x86, ora la società con sede a Sunnyvale allarga i propri orizzonti in segmenti per cui il gigante di Santa Clara sembra non nutrire particolari interessi.

Il boom di Arm in campo server
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AMD e ARM
L'idea di Amd, chiamata ora a costruire con le terze parti un vero ecosistema di applicazioni, piattaforme operative, compilatori ed hypervisor per i suoi nuovi processori a 64 bit, è per l'appunto quella di guadagnare terreno nella corsa per i micro server. Stando alla società, entro il 2020 un quarto dei sistemi attivi nel mondo sarà basato su architetture Arm, e questo dato spiega da solo perchè Amd abbia deciso di distaccarsi (seppur parzialmente) dalla tecnologia x86, che rimarrà la prima scelta di vendor e chip maker per le soluzioni di fascia medio alta.

Dopo l'acquisizione di SeaMicro nel 2012, primo passo concreto sulla strada dei micro server, Amd lancia ora la sfida per primeggiare nel campo delle Cpu Arm dedicate ai sistemi aziendali. Si parte con i primi campioni dei nuovi chip Opteron pronti entro la fine di marzo, che saranno accompagnati da una piattaforma di sviluppo che dovrà facilitare il compito degli sviluppatori software.

La probabile soluzione ad uno dei grandi misteri della storia

Allacciate le cinture signore e signori e preparatevi ad un viaggio a ritroso nel tempo, fino alla nebbiosa Inghilterra del 1888, nel quartiere di Whitechapel, ai confini della City, cuore del'Est End e anima popolare della Londra vittoriana.

Forse qualcuno di voi ha già intuito di chi sto per parlarvi e magari anche del libro a cui mi riferisco, ma per chi non lo avesse ancora intuito facciamo le presentazioni. L'autrice è Patricia Cornwell, che più o meno tutti conosciamo per i suoi thriller, questa volta però alle prese con una vera indagine, un cold case sul serial killer più leggendario della storia: Jack the Ripper, ovvero Jack lo Squartatore.
Ritratto di un assassino

Con il suo Ritratto di un assassino: Jack lo Squartatore – Caso chiuso la Cornwell espone la sua teoria sulla vera identità dell'assassino che terrorizzò la Londra ottocentesca utilizzando prove, esami e perizie, da lei stessa pagate, per dimostrare che la sua teoria è esatta.

Prima di dedicarci al libro però facciamo qualche passo indietro, giusto per farci un'idea della situazione nella quale la Cornwell si è tuffata. Nel 1888 Jack lo Squartatore seminò la morte tra le prostitute di Londra, le vittime a lui attribuite sono cinque, ma in molti ritengono che il numero sia di gran lunga superiore. I sospetti sull'identità di Jack sono stati molteplici, aumentando nel corso del tempo, senza però trovare mai delle prove schiaccianti che permettessero di associare un volto al serial killer, così che ancora oggi nessuno sa chi sia davvero Jack lo Squartatore.

E' in questo scenario tra dubbio e leggenda che la Cornwell afferma, dove polizia e investigatori hanno fallito, di aver scoperto la vera identità di Jack lo Squartatore, ovvero il pittore impressionista e bohémien Walter Sickert. Partendo da questa sua insita certezza, la Cornwell ha cominciato a scavare nella vita del pittore e nelle prove relative al caso di Jack lo Squartatore, arrivano alla conclusione che i due sono la stessa persona.
Patricia Cornwell

Al di là che possa avere ragione oppure no, al di là del che nessuno pare avergli dato credito per le sue ricerche, e al di là che abbia speso circa 6 milioni di dollari per le sue ricerche, resta il fatto che il libro è ben scritto. Con il suo modo di scrivere semplice e narrativo, sa trasportare il lettore nella Londra di quel tempo, analizzando l'ambiente storico, la psiche di Walter, le prove del caso e, sviscerandole una per una, ci spiega come sia arrivata alla conclusione che Sickert è lo Squartatore.

Che abbia ragione? Che l'abbia fatta in barba a tutti quelli che, in 126 anni, si sono lambiccati il cervello per trovare una soluzione al mistero? Chi può dirlo con certezza, non spetta che leggere il libro e farsi una propria opinione.

Chissà se un giorno sapremo mai con certezza la vera identità di Jack lo Squartatore o vivremo nel dubbio come per l'omicidio di Kennedy.
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