Il-Trafiletto

17/11/14

Zitti...zitti: forse Renzi riesce a rottamare qualcosa....mentre Alitalia si è tottamata da sola....e i nostri 4 Tornado?

Renzi "rottama"l'austerity........riuscira a rottamare qualcosa?

Crescita, investimenti, occupazione. La formula magica tanto cara a Matteo Renzi e' stata pronunciata durante il summit del G20 in Australia anche da David Cameron e Barack Obama. Forte di questi nuovi consensi, il presidente del Consiglio si appresta a dare battaglia anche al Consiglio europeo del 19 e 20 dicembre. Intanto, pero', manda segnali tutt'altro che distensivi a Jean Claude Juncker , presidente della Commissione europea. Se qualcuno a Bruxelles intende frenare sulla crescita, e' il ragionamento fatto da Renzi, sia consapevole di porsi in una posizione critica rispetto a quella assunta dai leader riuniti a Brisbane. "Credo che il tema della crescita sia stato ripreso da tutti" i leader presenti al G20 e "non abbiamo sofferto di mancanza di compagnia", sottolinea il presidente del Consiglio mentre il summit vive le sue battute finali : "Prima David Cameron, poi lo stesso Obama" hanno convenuto sulla necessita' di puntare su crescita e occupazione. "L'Unione europea faccia tesoro di queste considerazioni", continua osservando che "la nave europea si sposta ormai verso la crescita, lasciandosi alle spalle austerita' e rigore". fonte AGI

L'Italia manda 4 tornado anti Isis e solo per ricognizione.......allora perchè mandare dei caccia?

L'Italia amplia il contributo fornito alla coalizione anti Isis inviando 4 Tornado con compiti di ricognizione e intelligence. I caccia, confermano fonti militari, non parteciperanno dunque ai bombardamenti e saranno schierati entro Natale nelle base avanzate in Kuwait in modo da potenziare il dispositivo già schierato, due velivoli Predator e un aereo da rifornimento, per i raid sulle postazioni del Califfato dislocate in Siria e Iraq. La decisione, ha spiegato ieri in un'intervista a 'La Stampa' il ministro della Difesa Roberta Pinotti, è maturata "rispondendo ad una sollecitazione della coalizione e delle autorità locali". I Tornado verranno dunque utilizzati per "ricognizione avanzata" e attività d'intelligence, anche in considerazione del fatto che il recente vertice Nato di Newport ha assegnato all'Italia proprio compiti di vigilanza e ricognizione. "Si tratta di compiti molto delicati in questa fase - ha spiegato sempre ieri in un'intervista al Sole 24 ore il capo di Stato maggiore della Difesa, l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli - perché l'esercito dell'Isis ha imparato sempre di più a nascondere uomini e mezzi in ospedali, scuole e moschee ed è quindi decisivo intervenire con tempi e modalità ben precise, per evitare danni ai civili".fonte ANSA

Alitalia elimina le rotte nazionali.............i nostri aerei li mandiamo in missione fuori dall'Italia.

Compagnie low cost all'assalto dei cieli italiani. Mentre 'Alihad', ottenuto il via libera della Ue, si prepara al decollo, le aviolinee straniere a basso costo, da Ryanair e Vueling a Easyjet, non allentano la presa sul mercato domestico nazionale. Anzi. Intensificano sempre di più la loro offensiva puntando proprio a coprire tutte le rotte nazionali che Alitalia, con il nuovo piano, ha deciso di tagliare e aumentando i collegamenti internazionali. Gli obiettivi sono ambiziosi, e certo non li nascondono, visto che l'intenzione è quella di "conquistare" milioni di passeggeri italiani. Che la campagna d'Italia sia nel vivo lo stanno a dimostrare le 'missioni' che i vertici di compagnie ormai consolidate, come Ryanair, e altre in forte crescita, come la spagnola Vueling, hanno compiuto nelle ultime settimane nel nostro Paese per presentare la programmazione per i prossimi mesi. Piatto forte, per tutte, è sicuramente l'incremento dei voli per molte destinazioni europee. Ma non solo. Se pur con approcci diversi, i vettori low cost puntano anche sul miglioramento del servizio. Ne è la prova la svolta 'buonista' di Ryanair, che ha introdotto importanti novità come la possibilità di portare a bordo il secondo bagaglio, o Vueling che sui propri voli offre nuovi servizi 'premium', che vanno dalla priority boarding ai pasti caldi. Lontani, insomma, i tempi in cui il motto imperante era 'no frills' per volare a tariffe stracciate. fonte adnKronos

16/11/14

Monteverdi: l'alchimia e la camera Fiorentina | L'Alchimia

............sia come scrittrice che punta la sua attenzione su «filosofie magiche» quali l'alchimia.[Qui]


MONTEVERDI
L'ALCHIMIA E LA CAMERATA FIORENTINA

Ci fu una grande tradizione di studi alchimistici nell'Italia settentrionale, geograficamente composta da un certo numero di ducati indipendenti. Molti duchi e nobili dimostrarono un profondo interesse pe: l'alchimia, nell'ambito di una ternperie culturale favorevole alle tradizioni occulte collocate in una cornice di studi che coprivano una vasta gamma di arti e scienze naturali. Tracce di studi a1chimistici spesso rimangono addirittura nei palazzi. Una stanza destinata a tali studi fu posta a lato del Palazzo degli Uffizi a Firenze e, apparentemente, anche lo «studiolo» (o piccolo studio) di Palazzo Vecchio, sempre a Firenze, era destinato allo stesso scopo.

Entrambe queste stanze sarebbero state utilizzate nel XVI secolo. A partire da un'età più antica, altre tracce si possono ritrovare nei dipinti del Palazzo del Popolo di San Gimignano nei dintorni di Siena. Questi affreschi vengono attribuiti a Memmo di Filippuccio, che li avrebbe eseguiti fra il 130 e il 1317 . I dipinti sopravvissuti coprono un ampio Spazio delle pareti in una piccola camera al piano superiore della torre (uno del famosi «grattacieli» medievali urbani) e raffigurano temi quali il matrimonio e l'unione del Re e della Regina alchimistici, l'immersione della coppia reale nel bagno e la flagellazione dell'uomo-animale che rappresenta la Materia Prima.

Un fiore d'oro dai sei petali, simboleggiante la meta dell'alchimia, è un motivo ripetuto negli affreschi e una donna misteriosa, probabilmente Donna Alchymia in persona, spesso rappresentata come spirito dell'alchimia, fa da guida e da iniziatrice in ogni nuova sequenza pittorica. Ciò che è piuttosto strano è che gli studiosi non abbiano ancora riconosciuto l'ispirazione alchimistica di questi affreschi, sebbene si possano individuare in molte fonti alchimistiche illustrazioni parallele; un manuale sostiene che essi rappresentano «un evidente intento moraleggiante ... mostrando quali pericoli un uomo possa correre quando soccombe alla seduzione femminile».

Per tornare al XVI secolo, Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova e primo mecenate di Claudio Monteverdi, fu un grande studioso di alchimia. Si pensa infatti che fu la sua corte il luogo dove il giovane compositore venne iniziato ai misteri di questa arte. Monteverdi praticò l'alchimia lungo tutto l'arco della sua vita e un sonetto composto in ua lode poco dopo la sua morte lo descrive come un «Grande Maestro dell'Alchimia». Nelle sue lettere il musicista menziona diverse volte l'alchimia, anche se, nella migliore tradizione, sono sempre allusioni piuttosto-criptiche. Egli descrive e disegna un alambicco per calcinare l'oro con il piombo e parla dei suoi esperimenti per trasformare il mercurio, «sostanza non rifinita e mutevole, in acqua pura» che, «quand'anche si troverà nell'acqua, non perderà comunque la sua identità di mercurio o il suo peso».

In lettere successive egli cela la natura delle sostanze a cui fa riferimento, parlando solamente di «una pentola di esso», «un piccolo vasetto di questo» e di «un qualcosa». Queste lettere furono scritte negli ultimi anni in cui Monteverdi lavorò come maestro di musica della Basilica di San Marco a Venezia, luogo dove compose alcune delle sue opere più belle, come i Vespri del 1610. L'editore delle sue lettere parla dell'interesse per l'alchimia di Gonzaga come di «un insano entusiasmo per le pseudo-scienze» e suggerisce che il coinvolgimento personale di Monteverdi «non potesse essere altrettanto profondo».

Eppure è un dato di fatto comunemente accettato che Monteverdi fosse appassionatamente attratto dalla ricerca della sapienza, seguace attivo di Platone, desideroso di incentrare la sua musica attorno a queste verità. «Il mio proposito è di mostrare per mezzo della nostra pratica [la pratica musicale, la sua "Seconda Pratica"] ciò che sono stato capace di estrarre dalla mente di quei fllosofi a beneficio della buona arte». Incontreremo più avanti alcuni dei mezzi da lui usati. Per il momento sarà sufficiente riconoscere che l'alchimia, materia a cui Monteverdi era estremamente interessato, avrebbe influenzato le sue composizioni musicali. Vale anche la pena di ricordare che la musica era considerata da molti alchimisti dell'epoca parte intrinseca dell'alchimia.

Talvolta la Grande Opera fu eseguita con l'accompagnamento di canti musicali. Illustrazioni contemporanee agli esordi della musica barocca, sul genere di quelle contenute in Splender Solis [Lo splendore del sole] di Tresmosin (c.1582) e in The Amphiteatre oj Eternal Wisdom [L'anfiteatro dell'eterna saggezza] di Heinrich Khunrath (1609) mostrano la presenza di strumenti musicali nel laboratorio, o di gruppi di suonatori e cantanti come emblema degli stadi del procedimento alchimistico. La musica poteva quindi rivestire un ruolo magico nel laboratorio, per esempio evocando degli spiriti planetari; era anche una guida alle leggi cosmiche in cui il potere delIe vibrazioni, i suoni e i rapporti matematici potevano essere compresi. Un uso ancor più affascinante e diretto della musica nell'alchimia si trova negli Emblemi, Fughe ed Epigrammi di Michae1 Maier (1617), ora disponibile in una nuova «esecuzione» (tradotta e pubblicata da Joscelyn Godwin, con l'accompagnamento di una audiocassetta, Phanes Press 1989).

Qui Maier pone cinquanta fughe musicali a tre voci per illustrare con la musica i simboli alchimistici splendidamente disegnati, molti dei quali sono conosciuti di per se stessi. Sono molto più che illustrazioni: sono, dice Maier, «per la ricreazione dell'anima ... perché siano guardati, letti, meditati, compresi, soppesati, cantati e ascoltati, non senza un certo diletto». Musica ed alchimia avevano già trovato la loro fusione nel laboratorio alchimistico; mentre Maier coltivava questo legame con la sfera ermetica, compositori come Monteverdi la trasportarono in un campo culturale più vasto.

Sfida all ultima goccia di...carburante | A confronto tre citycar con motori differenti

Normalmente a dare vita a sfide su strada sono auto dalla stessa cilindrata, allora perchè non provare a mettere a confronto tre citycar alimentate da carburanti totalmente differenti tra loro? Che inizi la sfida all'ultima goccia di...carburante! 


Per l'occasione si è voluto mettere nel "ring" come protagoniste della sfida la Toyota Yaris, ibrida, la Peugeot 208, turbodiesel, e la Ford Fiesta, turbo benzina.

Prestazioni e motorizzazione.
Iniziamo dalla motorizzazione che alimenta l'ibrida della Yaris che nella fattispecie del sfida comparativa, si propone con un motore allocato esattamente sotto il cofano. Si tratta di un 1.5 a benzina da 74 CV combinato ad un'unità elettrica da 45 kW, fornendo una potenza totale di ben 100 CV. Per quanto riguarda la Peugeot 208 invece si presenta con un 1.6 e-HDi da 92 cavalli, mentre la Ford Fiesta risulta equipaggiata con il tre cilindri Ford EcoBoost 1.0 da 100 CV che, a quanto dichiarano della Casa, è il motore turbo benzina più venduto in tutto il continente Europeo, stando ai dati rilevati nel primo semestre del 2014. Nel test si è pure discusso di connettività e strumentazione di bordo, ma il principale argomento, quello clou è stato di sicuro quello relativo ai consumi, argomento tanto caro all'utenza. 
Fiesta, Peugeot 208 e Yaris
Fiesta, Peugeot 208 e Yaris
Risultati ottenuti dal test.
Si è dunque giunti al momento di portare le tre “city” a Pavia per riuscire a capire quale, tra il motore ibrido, a benzina e diesel, sia il più economico nei percorsi cittadini. Dunque questi sono i risultati: per percorrere 100 chilometri in città ci vogliono

  • 4,1 litri di benzina per la la Yaris
  • 6,8 per la Fiesta
  • 5,5 litri di gasolio per la Peugeot 208 

Ciò significa che:

  1. Yaris può percorrere 100 km con 7.00 €, 
  2. Peugeot con 8,8 €
  3. Fiesta con 11,7 €.

La "Quin" delle auto su misura: Rolls-Royce

Il lusso nella sua massima espressione e personalizzazione, su misura per un facoltoso cliente degli Emirati Arabi, si chiama Bespoke program, artigianalità della Rolls-Royce. L’ultima creazione uscita dalla factory di Goodwood porta il nome di Maharaja Phantom Drophead Coupé, un veicolo su misura in esclusiva per un cliente di Dubai, ed è stata appena presentata nel corso di una serata a tema, che si è svolta in occasione dell'arrivo della vettura presso lo showroom AGMC Rolls-Royce di Dubai.

Il legno si fa "serpente" per gli accessori

Legno assottigliato, levigato e sovrapposto a lamelle, per una lavorazi ione simile alla pelle di serpente, per confezionare accessori made in Italy. Padre e figlia e una start-up


Attraverso una lunga lavorazione si rende flessibile e duttile il legno, lo si sovrappone in tanti strati ed ecco un materiale innovativo che si chiama: Ligneah ed è stato inventato da Marta e Marcello Antonelli. Da un'idea nata dalla figlia Marta 28enne, che studiava allo IED di Roma e mentre sfogliava una rivista per fare una ricerca sui materiali, si è soffermata a guardare la pelle di pitone e a pensare come potesse mai essere se le squame fossero fatte di legno.

Ne parla al padre Marcello 58enne, che era dirigente in un’azienda tessile ma nella ristrutturazione dei vertici aziendali l'hanno licenziato. Così, dando una mano alla figlia, coglie la suea idea e la mette in pratica, avviano una startup, MyMantra, che ora è portata come esempio del made in Italy, per la produzione del nuovo materiale a base di legno di noce, frassino e betulla. Ligneah Depositati i brevetti nel 2012 e a inizio dicembre sarà in vendita nei negozi sotto forma di borse, portafogli, porta-tablet (e pure, tra qualche mese, come materiale per le calzature).


Ligneah: legno lavorato
a pelle di serpente
Per il momento padre e figlia hanno richieste che li vedono impegnati in due progetti: nella produzione del materiale da fornire a grandi nomi della moda e del design, e per la lavorazione su linee proprie.  Gli oggetti come portafogli, portatablet e portacellulari, rigorosamente di fascia intermedia: «Il prezzo dei nostri prodotti va dai 100 ai 350 euro al massimo. Non vogliamo alzarli, al contrario: noi vogliamo farci conoscere dalla classe media ed è a quella che pensiamo quando definiamo le nuove collezioni», sottolinea Marcello.

La prossima novità? Le scarpe: «Stiamo lavorando ad una partnership con un calzaturificio veneto per lanciare la prima linea in primavera. E poi c’è la gioielleria, dato che MyMantra produce anche bracciali con materiale Ligneah»
Padre e figlia hanno anche avviato in parallelo all'azienda un progetto ambientalista: «Ci appoggiamo alla piattaforma Tree-Nation e per ogni prodotto venduto piantiamo un albero. Abbiamo iniziato con un bosco in Nigeria per le borsette, ora per i braccialetti continueremo con un altro in Mozambico».

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