Il-Trafiletto

01/03/17

Farro alle mandorle e zafferano ⧫ Antiche ricette delle monache

Farro alle mandorle e zafferano ⧫ Antiche ricette delle monache


Ingredienti
400 gr di farro
150 gr di mandorle
1 bustina di zafferano
sale e pepe

Valori nutrizionali
Protidi 22 g
Glucidi 70 g
Lipidi 18 g
Kcal517

Setaccialo con lo stacciolo e poi lavalo buttando via quello che rimane in superficie. Fa bollire lungamente e tieni il recipiente indietro rispetto al fuoco: mantieni la pignatta con poco liquido e rimesta lentamente tutto intorno, in modo che il farro non si attacchi al recipiente. Pesta mandorle, stemperale nell'acqua, fà un impasto che sia abbastanza denso e mescolalo con il farro quando è cotto l'acino. Aggiungi pepe, zafferano e sale.


28/02/17

La Juve pensa al futuro: Donnarumma Tolisso e Sanchez

La Juve pensa al futuro: Donnarumma Tolisso e Sanchez nel mirino dell'ad Marotta e del suo collaboratore Paratici! 


Marotta e Paratici sono già al lavoro per rinforzare mediana e attacco, tutto in funzione del nuovo 4-2-3-1 stellare che poterebbe la compagine bainconera ad essere tra le più forti di sempre:

Donnarumma è insomma la grande chance da cogliere per i bianconeri che (con la dovuta calma, in verità, viste le performance di Buffon) sono chiamati sin d’ora a riflettere sui papabili al ruolo di nuovo numero uno. 
Tuttavia le priorità in vista della prossima stagione sono ben altre e sono peraltro già abbastanza definite nei ruoli, nelle caratteristiche, persino nei nomi e cognomi. Gli sforzi saranno concentrati prevalentemente a centrocampo:
Sami Khedira è fortemente tentato da una esperienza “esotica” negli Stati Uniti o in Oceania, dunque sarà fondamentale reperirne un sostituto all’altezza.
Come noto, già dallo scorso genaio sono in ballo le trattative per Corentin Tolisso (hanno avuto una accelerata dopo il “tradimento” di Witsel).

Trattative che hanno portato alla definizione di una sorta di corsia preferenziale con il Lione del presidente Aulas:
Juventus in pole position, anche se sulle cifre c’è ancora da riflettere. I francesi chiedono 40 milioni di euro, i bianconeri giocano al ribasso.
La chiave potrebbe però essere rappresentata dall’inserimento di Mario Lemina nell’affare.

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Le antiche ricette pasquali delle monache

I conventi, per secoli, sono stati le pasticcerie della festa di precetto, con cialde appena cotte e biscotti da conservare.

Dal Portogallo alla Spagna sino alla Sicilia, un repertorio lunghissimo di dolci con nomignoli di Santi e di Sante, di comunità e simboli sacri, disegna un fitto reticolo di segni alimentari. Nel taccuino di suor Maria Vittoria della Verde (1555-1626), del convento di San Tommaso a Perugia, sono trascritte 170 ricette.

Ripropongono le basi della cucina tardorinascimentale, gli abbinamenti di spezie e pietanze, un ricco discreto repertorio di peccati golosi, con un dettato confidenziale e con utensili dalle funzioni tutte previste in una moderna cucina. Anche la dieta pare ricca senza eccessi.

Alla camerlinga, di domenica, spettava un menù così ordinato: lasagne, corate/- la, uova fritte, e un'arancia. La sera, questa cena veniva servita a suor Maria Vittoria: insalata, brodo, un quarto di pollo e due polpette.

Quando invece il convitto doveva rifocillare il predicatore, un capretto, una gallina lessa e due ricotte con zucchero venivano aggiunti davanti al suo posto. I dolci comparivano all'inizio e alla fine, a colazione e a merenda; si servivano prima dei tagliarini e delle lasagne, con il Moscatello, oppure a parte, comandati da patroni e martiri, dagli ospiti e dalle pie converse nel giorno della monacazione.

Erano tutti semplici: biscottini con mandorle, berlingozzi, calzoncini, cialde, panmelato, mostaccioli, schiacciatelle, strufoli, zuccherini.

27/02/17

Sudano più gli uomini o le donne?

A giudicare dal numero di lavatrici, la risposta parrebbe scontata: sudano molto di più gli uomini che le donne. Ma è davvero così? 


E' una questione di ormoni sessuali? Non proprio. A fare la differenza tra un'ascella pezzata e un'asciutta è soltanto la massa corporea:

lo dimostra uno studio pubblicato su Experimental Physiology dall'Università di Wollongong in Australia in collaborazione con la scuola per infermieri della prefettura di Mie in Giappone.
Per scoprire se i luoghi comuni sul sudore avessero un reale fondamento biologico, i ricercatori hanno messo a confronto 36 uomini con 24 donne.

Questi volontari sono stati invitati a fare dell'attività fisica in laboratorio, all'interno di una stanza dove le condizioni ambientali erano super controllate:
la temperatura era fissata a 28 gradi e il tasso di umidità al 36%.
In questa situazione decisamente bollente, i volontari hanno svolto due programmi di attività fisica, uno più leggero e uno di intensità più moderata, in modo da verificare come cambiava la reazione dell'organismo impegnato nel ridurre la temperatura corporea durante lo sforzo.

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L'estetica della creatività artigianale

 La creatività' artigianale resiste all'industria alimentare, meglio delle primizie (biologiche) e dei doni (plastificati). 

 

Nella civiltà pasquale, si torna a studiare la forma dei pasticcini, la scrittura sui gusci, l'invenzione delle torte, la levigatura delle glasse tanto simili alle superfici dei ceri. Fiorisce il commercio -delle ghiottonerie portafortuna. Un solo esempio verrà citato, in una terra catalana prossima lontana dalla storia d'Italia.

La mona a Barcellona indicava il dolce che il padrino offriva al figlioccio, la domenica della Resurrezione; nel tempo, in un crescendo di perizia compositiva e orgoglio barocco, è venuta a comprendere qualsiasi forma un pasticcere si perita di esporre. Dai pani tondi con l'uovo incastonato, o viceversa dalla goccia di cioccolato sciolta in bocca con il pane, sino agli agnelli e alle banconote di zucchero, passando per i palloni di calcio, i carri armati e i grattacieli neri ed amari, non c'è limite alla traduzione dolciaria dell'oggetto.

Tutto può riprodursi in scala ridotta o dilatata, in volumi termosensibili e risulta gustoso e digeribile, trovando un pastisser in grado di appassionarsi ora alla miniatura ora al monumento ora aduna biblioteca di volumi da non sfogliare perché aperti e rigidi. La mona catalana era ed è un linguaggio mimetico, avido d'attualità, che s'apparenta alle più nobili arti figurative. A differenza delle sculture lignee e policrome, ha in nuce, per delicatezza e gusto, la propria distruzione.

I suoi interpreti geniali, si ritrovano non solo dietro una vetrina, ma nelle gallerie e nei musei. Basti citare Antoni Miralda, scultore e urbanista con burro, cacao e zucchero, autore di torte-giardino e torte-garage, della torre gigante di Chatillon (eretta nel 1972 con Dorothée Selz e Xifra) e della breadline per il museo d'arte moderna di Houston (novembre 1977). Le opere di Miralda sono friabili come i mattoni cotti al sole dell'antica Mesopotamia; un libro di tela e carta, del 1980, ne serba la memoria



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