Il-Trafiletto

10/09/14

Malaysia Airlines MH17 non vogliono dire cosa sia successo veramente

Il rapporto in volo della Malaysia Airlines MH17 dice tutto, eppure non dice nulla circa la causa della caduta dell'aereo, l’olio aggiunto ad Amsterdam e i criminali presenti a bordo. 


La relazione ufficiale dice che MH17 è stato abbattuto da "oggetti di alta energia", non previsti e non usa mai la parola missile

Come può essere, perchè nascondere o insabbiare anche l’evidenza? 

Si difende la compagnia e lo stato intero dicendo che per ora si ha tra le mani solo una relazione preliminare e non si vogliono attribuire colpe immediate; ma i pubblici ministeri e i giudici si stanno occupando di questa tragedia e vogliono arrivare al più presto a dire al mondo chi ha causato questa atrocità. 
Questa indagine è solo all’inizio ed è tutta da scoprire, mettendo in luce che cosa è successo veramente, chi l’ha voluto e fare in modo che non accada mai più. 

Questa relazione sul MH17, sembra voler prendere il tempo di eliminare le prove schiaccianti che tutti stanno conoscendo attraverso i social e internet e poi difendersi sul fatto che pian piano passa il tempo e tuto si deteriora e scompare. 

Una cosa è certa, questa volta vi diamo tutto il tempo che volete, ma sappiate bene che già tutto il mondo conosce la verità. 
Vi aspettiamo.
La compagnia Malaysia Airlines

09/09/14

Aspettando la Norvegia, Conte ci spiega il suo pensiero

Aspettando il fischio d'inizio che sarà alle 20.45, quando a scendere in campo ci sarà la Nazionale azzurra nella prima vera prova, quella con i tre punti in palio, ma sopratutto la strada delle qualificazioni ai prossimi Europei, Conte prova ad attirare l'attenzione degli addetti ai lavori verso il suo pensiero. 

Il neo commissario tecnico alla vigilia della partita con la Nazionale Norvegese, prova a dare le sue risposte alle molteplici domande postegli dai giornalisti, spaziando a 360° in tutti gli argomenti che di recente hanno infiammato il mondo pallonaro, dalla questione-Lotito che a dato adito a molte discussioni, fino all'aspetto tattico della sua Nazionale, proiettata al prossimfuturo.

Recentemente si è discusso (ed anche animatamente) parecchio riguardo la figura del presidente dalla Lazio Lotito che al seguito della Nazionale ha suscitato ilarità sopratutto nel web, sul suo ruolo ed avendo chiesto a chi di competenza chiarimenti al riguardo, Conte risponde cosi: "Mi è stato detto che è suo pieno diritto seguire la Nazionale" lo fa capire, ma andando avanti con le domande, prosegue con la sua riposta" Lotito non si permetterebbe mai di entrare nello spogliatoio, comunque comando io" ha, perentoriamente tuonato, giusto per non dare adito ad equivoci presenti e futuri, riprendendo le distanze.
Il commissario tecnico
della Nazionale Azzurra
Antonio Conte

Bene andata in archivio la pratica Lotito, il neo selezionatore azzurro è ritornato a discutere di situazioni più inerenti alla tecnica, fermandosi volutamente sulla questione tattica della zona nevralgica di gioco e conseguentemente alla coesistenza del trio Pirlo, De Rossi e Verratti: "Chiaramente uno dei i tre è di troppo, De Rossi resta fondamentale perché le sue caratteristiche gli permettono, in caso di necessità, di arretrare sulla linea difensiva"; appare scontato arrivati a questo punto ideare un prossimo turn over tra Pirlo e Verratti, e questa logica degli eventi non potrà che scontentare certamente.

Il passaggio di consegne
Pirlo, nonostante abbia fatto un passo indietro, accettando nuovamente di rispondere alla chiamata della Nazionale, non è plausibile pensare che lo stesso Pirlo possa arrivare a disputare i prossimi Mondiali, ma questo lo sa bene pure lui: diventa obbligatorio il passaggio di consegne. Antonio Conte, tutto ciò lo sa molto bene, e da uomo prima e calciatore dopo intelligente qual'è anche Pirlo lo sa, ma sa pure che la presenza del playmaker bresciano può rivelarsi fondamentale per inserire Verratti negli schemi del tecnico salentino (e quindi nel 3-5-2): infatti, nonostante Verratti sia diventato titolare inamovibile del Psg e la sua esperienza a livello europeo sia decisamente superiore a quella della maggior parte dei suoi coetanei, il modo di giocare di Pirlo è, per ora, distante da quello del classe '92. O non compatibile.

Audi TT Roadster, tutto è pronto per la sua presentazione al Salone di Parigi

Audi TT Roadster

Tutto è pronto per quel che concerne la presentazione dell'Audi TT Roadstar che potenzialmente potrebbe essere già in grado, nelle settimane che si susseguiranno, di assumere le vesti della protagonista al Salone di Parigi prima per poi esordire sul mercato nel 2015. 


Mentre attendiamo l'arrivo di una conferma ufficiale, vorrei porre alla vostra attenzione le immagini più recenti ottenute "spiando" l'auto sportiva tedesca, ancora intenta al Nürburgring a superare alcune prove.

Le caratteristiche
Del tutto celata è ancora la carrozzeria, ma i particolari nello specifico della sportiva cabriolet sono si delineano già. Il tettuccio sempre in tela ha mantenuto una linea compatta e ribassata, mentre nella parte retro dell'auto resta lo stesso a quello che troviamo nella coupé, tranne chiaramente, l'idea utilizzata per coprire il vano bagagliaio. Tramite il lunotto si potrà osservare anche la coppia di roll-bar con finitura cromata, che proteggeranno i passeggeri in caso di ribaltamento. 

Pure in questo caso, cosi come per il resto del design dell'autovettura, si è deciso di mantenere una decisa costante con il modello precedente. La serie dei propulsori con ogni probabilità riproporrà quella della coupé, già disponibile presso i concessionari.


Il Mahābhārata per lo più distingue bhakti | LE TRE VIE

......«colui che mercé la sua grazia si rende noto » [Qui]

Il Mahābhārata per lo più distingue bhakti da liberazione e tuttavia al sommo maestro Nàrada Nàràyana, la personificazione della creatività, svela che chi lo ama entra in lui e in tal maniera si libera. Così, nella parte del Mahābhārata intitolata Bhagavadgità, Dio come Krsna esorta: «bhajasua màml . (IX, 33),« partecipa di me, amami! ». Bhandarkar spiegò l'esortazione come un tentativo di compromesso fra i primi bhaktici e l'ortodossia. A questo punto il bhaktiyoga diventa il seguito di due momenti: la rinuncia al frutto delle azioni e al carattere di persona responsabile da parte del fedele; la sua dimora in Krsna, cui pensa con devozione (bhajana) piena e rovente, sicché lui e il dio diventano cari (przya) l'uno all'altro.

Soltanto questa pratica elimina sgomento, illusione, oblio e aiuta a sottomettere definitivamente le percezioni sensibili. All'apogeo della devozione l'occhio del fedele si trasforma, diventa capace di scorgere l'intero universo nel corpo di Krsna, visione che dapprima suscita meraviglia, quindi fa rizzare i peli ihrstaromans, largendo una gioia sfrenata. Nel Naradapaacaràtra Krsna è adorato come fanciullo nel mondo delle bovare (gopy) innamorate e delle mucche divine; la bhakti si sviluppa via via come ricordo del dio, menzione del suo nome, prostrazione ai suoi piedi, culto di lui, ascolto delle sue lodi, senso di servitù nei suoi confronti, e infine associazione a lui (sakhya), che conduce alla capitolazione dell'anima.

Il testo canonico della bhakti, il Bhāgavata Purāṇa, fu scritto forse fra i secoli IX e X, forse in Tami] Nàdu: vi si narra di Krsna, esaltando al di sopra dei sacrifici vedici il culto della sua sembianza. Il devoto è incitato a imitare le bovare folli, che abbandonano la norma sociale (dharma) scegliendo esclusivamente l'amore, e non al fine della liberazione. La liberazione è una semplice conseguenza dell'inondazione di beatitudine, della fissità estatica appuntata al Signore. L'amor di Dio è l'estrema intensificazione del sentire, la bhakti sostituisce la liberazione come fine dell'esistenza, in genere a partire dalle grandi ondate di bhakti che spazzarono l'India meridionale fra il VI e il X secolo.

Esse furono promosse nel Tamil Nàdu da menestrelli devoti chiamati alvar, i « profondi », gli « immersi », vissuti, secondo la tradizione, dopo la morte di Krsna (3102 a.G.), e le cui canzoni formano il Veda tamil. Si offrivano al Signore come donne all'amante; la poetessa nuda, Antàl, celebrò perfino le nozze con Lui. « Quando è stato frullato il mare? Per quale terra è stata ricevuta l'acqua? Non ne capisco nulla. Ma quello è il mare su cui Tu dormi dopo averlo allora sbarrato con un ponte che poi hai fatto a pezzi! Questa è la terra che Tu hai creata e sollevata e inghiottita e vornitata»! -dice Poykaiyàlvàr, nella versione di:

Emanuela Panattoni, e conclude: « Hai visto, mio cuore? Mal [Visnu] dai rossi occhi è merito e colpa, entrambi. Egli è ogni apparenza esteriore, è questa terra, è il mare ondoso, è il vento, è il cielo. Capiscilo con sicurezza, indefettibilmente! ». Pùtattàlvàr esprime l'universale gioco emblematico: la conoscenza ha una coppa, l'amore; ha un olio, il desiderio; e infine uno stoppino, « la mente che si consuma di beatitudine ». Di qui procede a cantare la vita di Krsna con allegria travolgente.

Percorsi carrabili a Capo Peloro | Musica di mare in un mare di musica


Percorsi carrabili I percorsi carrabili per accedere al centro polifunzionale si snodano in due sensi N-S attraverso la Via Fortino. 

Sono 1130 parcheggi per il pubblico si distribuiscono in 4 zone situate agli angoli del lotto; nella maggior parte dei casi si appoggiano sui muri del pentagramma; nella testata a Nord-Ovest si collocano a spina-pesce. I parcheggi per gli artisti e il personale si raggiungono passando sotto la rampa disegnata dalla coda della chiave di sol. La planimetria riporta la distribuzione dei percorsi carrabili divisa per utenza secondo diverse colorazioni.

Percorsi pedonali 
L'ingresso per il pubblico avviene ad ovest, dai cancelli, e dai parcheggi dietro i muri, con-fluendo sotto l'edificio su pilotis, che offre un'area coperta per la biglietteria e un expo temporaneo, dirigendo il pubblico, dal basso - tramite il taglio che determina l'incipit della chiave - alle gradinate o all'auditorium a sud, o con gli ascensori ad un anello esterno, posto a +4,80 m., che serve anche per smistare agli ingressi alla nave musicale e alle torri panoramiche ad ovest, e all'auditorium a sud.

All'anello superiore si giunge anche dall'ingresso a nord-ovest, passando sotto la coda della chiave e poi percorrendola come dolce passeggiata in pendenza, accompagnati dalla vista dello specchio d'acqua tagliato in due a forma di arpa e di alberi, nonché dalla copertura della biglietteria, che è un tetto pensile gradinato. Le uscite avvengono sull'altro lato della chiave, in due modi: dal basso e dall'alto; in questo caso con gradinate. Si può anche utilizzare l'area posta sotto l'edificio su pilotis, o la coda della chiave. Dietro l'accesso ai camerini degli artisti, ad est si ottiene un giardino pubblico, che offre la vista sul mare e lo Stretto, consentendo di attraversare la prua dell'imbarcazione da un lato all'altro.

Il giardino è aperto al pubblico anche di giorno, a complesso chiuso, dal parcheggio a sud-est. Lo spazio restante è riservato ai parcheggi, pubblici e privati.


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