Il-Trafiletto

12/07/14

CURIOSI GIOCHI E INDOVINELLI 23^ PUNTATA

GLI STRANI QUESITI DI MR.APOLLINAX: LA SPIEGAZIONE SULL' EVENTO IMPREDICIBILE, UNA PRECISAZIONE SU PARADOSSO DELLE SERIE INFINITE DI 4  ED UN NUOVO GIOCO SUL CONFRONTO DI MONETE


1)      Spiegazione dell’evento impredicibile, apparso sulla 22^ puntata
Nella scommessa sulla predizione l'evento descritto da Apollinax sulla scheda era: - Lei metterà nella tasca sinistra dei suoi pantaloni un biglietto su cui avrà scritto no -. Il modo più semplice di presentare lo stesso paradosso è chiedere a qualcuno di predire, dicendo sì o no, se la prossima parola da lui pronunciata sarà “ no “. Le ragioni di Karl S. Popper per pensare che parte del futuro è per principio impredicibile sono basate non su questo paradosso, che è semplicemente una versione del vecchio paradosso del mentitore, ma su considerazioni molto più profonde.
Illustrazione by Hyde
2)Una precisazione sul paradosso delle serie infinite di 4, apparso nella 21^ puntata. Il paradosso dei 4 che alternativamente vengono sommati e sottratti si spiega col fatto che la somma della serie non è convergente ma oscilla alternativamente fra i valori 0 e quattro. 
3)Ulteriori precisazioni su Apollinax
Gardner afferma che sia Apollinax che Nancy, come altri presenti al tè, sono scaturiti da due poesie di T. S. Eliot, “ Mr. Apollinax” e “Nancy “, che appaiono una di fronte all'altra in due pagine dei Collected Poems (1909-1962) di Eliot (Harcourt Brace, 1963).

1) Nuovo gioco: il confronto delle monete
Tre monete da cinquanta centesimi e due da cinque sono sistemate in fila, in modo alternato come indicato in fig. 2. Il problema consiste nel cambiare le loro posizioni in quelle mostrate nella figura in basso mediante il minor numero possibile di movimenti.
Una mossa consiste nel porre le punte dell'indice e del medio su due monete qualsiasi adiacenti, di cui una deve essere da cinquanta e una da cinque, e far scivolare la coppia in un altro posto lungo la linea immaginaria indicata in figura. Le due monete devono restare sempre in contatto e la moneta di sinistra della coppia deve sempre rimanere a sinistra; quella di destra deve restare a destra. È permesso lasciare degli intervalli nella catena dopo ogni mossa salvo l'ultima. Dopo l'ultima mossa le monete debbono restare sulla linea immaginaria di partenza ma non necessariamente nello stesso posto occupato all'inizio.
Fig.2
Se fosse permesso di far spostare due monete dello stesso tipo, il problema potrebbe esser risolto facilmente in tre mosse: far scivolare la le 2 a sinistra, riempire il vuoto con le 4 e 5, poi spostare le 5 e 3 da destra verso sinistra. Ma con la condizione che ogni coppia spostata deve comprendere due monete diverse il problema diventa graziosamente elusivo.La soluzione alla prossima puntata.
mr.Hyde

materia massima dalle umane afflizioni: i patrimoni | Seneca

................nemico della tranquillità è un compagno con gravi turbe e che piange su tutto. [ qui ]

8, 1. Passiamo ai patrimoni, materia massima dalle umane afflizioni; se paragoni infatti tutto il resto da cui siamo afflitti, generi di morte, malattie, paure, rimpianti, sopportazione di dolori e di fatiche, con quei mali che il nostro denaro ci presenta, questa parte peserà in modo molto più schiacciante.
2. Bisogna quindi pensare, quanto più leggero sia il dolore del non possedere, che quello del perdere: così capiremo che la povertà ha in sé materia tanto minore di tormenti, quanto lo ha di perdite. Sbagli, infatti, se pensi che i ricchi sopportino con forza d'animo maggiore le perdite: il dolore della ferita è pari per i corpi più grandi e per i più piccoli.
3. Bione afferma in modo acconcio che farsi strappare i peli non è meno molesto per i calvi, che per chi è fornito di chiome. Lo stesso puoi sapere valga per i poveri e per i ricchi, il tormento per loro è uguale: ad entrambi, infatti, il denaro ha aderito addosso e non può essere strappato senza che lo percepiscano. È più tollerabile, invece, come ho detto, e più facile, non acquistare che perdere, e perciò vedrai più felici quelli che la fortuna non ha mai guardato benevolmente, che non quelli che ha abbandonato. Vide ciò Diogene!', uomo di animo grande, e fece in modo che nulla potesse essergli strappato.
4. Tu chiama questa povertà, mancanza di mezzi, bisogno, imponi quale nome vuoi ignominioso alla vita priva di preoccupazioni: crederò che costui non sia felice, se me ne troverai un altro al quale nulla vada perduto. O mi sbaglio, oppure vale quanto un regno, in mezzo a gente avida, ad imbroglioni, a banditi, a mercanti di schiavi rubati, essere l'unico cui non è possibile nuocere.
5. Se qualcuno dubita della felicità di Diogene, costui è in grado di dubitare ugualmente della condizione degli dei immortali, se mai vivano troppo poco felicemente, perché non hanno campi e giardini, né campagne fatte preziose dalla presenza di un colono non di proprietà, né grosse usure nel foro. Non ti vergogni, chiunque tu sia, a rimanere stupefatto davanti alla ricchezza? volgiti a guardare l'universo: nudi vedrai gli dei, che danno tutto, che nulla hanno. Giudichi tu persona povera, oppure simile agli dei immortali, chi si è spogliato di tutto ciò che dà la fortuna?
6. più felice chiami tu Demetrio Pompeiano!", che non si vergognò di essere più ricco di Pompeo? a lui ogni giorno veniva data la «forza» degli schiavi, come ad un comandante quella dell'esercito, mentre invece avrebbero dovuto già per lui valere come ricchezza due aiutanti ed una stanza da schiavo un po' larga.
7. A Diogene, invece, fuggì l'unico schiavo ed egli non credette valesse la pena riportarlo a casa, nonostante gli fosse mostrato. «È vergognoso» disse «che Mane sia in grado di vivere senza Diogene, Diogene non sia in grado di vivere senza Mane.» Mi sembra che gli abbia detto questo: «Fatti gli affari tuoi, o fortuna, nulla di tuo c'è ormai presso Diogene: mi è fuggito uno schiavo, anzi io me ne sono andato libero».
8. il personale di servizio chiede vestiario e vitto, bisogna aver cura di tanti ventri di animali avidissimi, bisogna comperare la veste, sorvegliare mani rapacissime, servirsi dell'opera di gente che piange e che maledice: quanto più felice colui che nulla deve a nessuno, se non a chi può rifiutarlo con grande facilità, cioè a sé stesso!
9. ma poiché tanta forza non ce l'abbiamo, sicuro è che dobbiamo restringere i nostri patrimoni, per essere meno esposti alle ingiurie della fortuna. Più adatti sono in guerra quei corpi, che possono contrarsi per adattarsi alle proprie armi da difesa, di quanto lo siano quelli che debordano e che da ogni parte la loro stessa grandezza ha esposto ai colpi: la migliore misura per il denaro è quella che non cade nella povertà e che dalla povertà non si è allontanata troppo.

Comunicare con l'elettricità

Bombo
Bombus terrestris
Non ce la fanno proprio a stare "zitte" le piante e le escogitano tutte per comunicare con il mondo che le circonda; e l'elettricità è l'ultima lettera scoperta di un alfabeto già ricchissimo di colori, profumi e forme.

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Bristol ha studiato l'interazione tra il campo elettrico prodotto dalle piante, di cui già si conosceva l'esistenza ma non si capiva la funzione, e quello emesso dai bombi (Bombus terrestris) mentre volano. Inserendo degli elettrodi in una piantina di petunia gli scienziati, che hanno pubblicato la ricerca su Science Express, hanno notato che il potenziale elettrico del vegetale cambiava nel momento in cui si avvicinava un bombo e che perdurava alcuni minuti in modo tale che l'insetto successivo percepiva che il fiore era già stato visitato. Secondo gli scienziati che hanno svolto la ricerca in laboratorio questi campi elettrici, che gli esseri umani non riescono a percepire, agiscono insieme ai segnali chimici e visivi messi in atto dalle piante per aumentare la capacità del fiore di attirare a sè gli insetti impollinatori. Si cercherà ora di capire con quali organi i bombi identifichino l'elettricità delle piante.(science)



Nome, ragione sociale , lotto e modalità di conservazione sull'etichetta dell'olio

Il nome o la ragione sociale o il marchio depositato del confezionatore o di un venditore. E' previsto l’obbligo dell’indicazione del nome o della ragione sociale o del marchio depositato del confezionatore o in alternativa del distributore stabilito nella CE (definito nella norma “venditore”); peraltro nulla vieta che nella stessa confezione appaiano il nome o la ragione sociale o il marchio depositato sia del confezionatore che del distributore. La norma prevede anche l’obbligo di indicazione della sede del confezionatore o del distributore. Per sede, si intende la località ove è ubicata l'azienda o, come subito si vedrà, lo stabilimento.
Esempio di etichetta
immagine presa dal web

Per lotto si intende un insieme di unità di vendita di una derrata alimentare, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche. Il lotto è determinato dal confezionatore del prodotto alimentare che lo appone sotto la propria responsabilità; esso, al pari delle altre indicazioni obbligatorie di etichettatura, figura in ogni caso in modo da essere facilmente visibile, chiaramente leggibile ed indelebile ed è preceduto dalla lett. "L" .

I prodotti alimentari – e tra essi ovviamente gli oli di oliva – devono mantenere, in adeguate condizioni di conservazione, inalterate le loro proprietà fino allo spirare del termine minimo di conservazione. Ebbene, l’art. 3 lett. i, prevede l’obbligo dell’indicazione delle modalità di conservazione di un prodotto alimentare qualora sia necessaria l'adozione di “particolari accorgimenti” in funzione della natura del prodotto. Nel caso degli oli di oliva i “particolari accorgimenti” sono certamente quelli di sottrarre il prodotto alla negativa influenza di alcuni fattori e segnatamente della luce e del calore. Per cui una corretta indicazione delle modalità di conservazione per tutti gli oli di oliva in bottiglia potrebbe essere la seguente: “conservare in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di luce e dei calore”.



Sempre impeccabili

Fior di loto
E' il simbolo della purezza in molti paesi orientali e non a caso; il loto infatti è in grado si restare pulito e asciutto nonostante viva in paludi e stagni. 

Questo fenomeno, studiato per la prima volta negli anni Sessanta, è dovuto alla presenza di cristalli di una cera idrofobica di dimensioni nanometriche. Le gocce d'acqua rotolano su questa superficie ruvida portandosi dietro i granelli di polvere e di terra.

Negli ultimi anni di ricerche questa capacità è stata riscontrata anche in altre 200 piante ma il loto è quella più nota tanto che si parla di "effetto loto" quando si descrive l'abilità di autopulirsi. L'epidermide di Nelumbo lutea e di Nelumbo nucifera, le uniche due specie di loto esistenti, restano talmente lustre che molti ricercatori stanno studiando come realizzare, attraverso le nanotecnologie, dei materiali che la imitino. E un gruppo di ricerca internazionale che nasce dalla collaborazione fra la Duke University, il MIT (Massachusetts Institute of Technology), e l'Università di Trento ci è riuscito: una foglia artificiale costituita da un foglio di grafene sovrapposto a un substrato di materiale polimerico che riesce a pulirsi e che potrà essere utilizzata in diversi campi. Dalla medicina alla ingegneria, dall'aeronautica all'architettura, il mondo vegetale ispira la scienza.(science)


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