Il-Trafiletto

25/04/14

La cultura perde due importanti personaggi

Roma- "...programma a cura di Claudio G. Fava". Era scritto cosi' in sovrimpressione sugli schermi Rai, meglio dire sulla seconda rete del servizio pubblico, quando si parlava di cinema o di presentazione di film in programmazione sul piccolo schermo. Claudio Giorgio (ecco spiegata la famosa G.) Fava, giornalista e critico cinematografico, nato a Genova nel 1929, e' morto. Assunto nel 1970 alla Direzione generale Rai a Roma, si e' occupato sin dall'inizio di programmazione di film. Dal 1976 responsabile di questo settore a Rai1, quindi nel 1981 a Rai2 come capostruttura, incaricato della scelta e della programmazione di film e anche di telefilm singoli e seriali, soap-opera e sceneggiati d'acquisto. Nel suo percorso profesisonale in Rai ha scelto e programmato migliaia di titoli, anxche stranieri, tanto e' vero che per l'opera svolta a favore della diffusione del cinema francese sulla tv italiana il governo francese lo nomino' Officier des Arts et des Lettres. Ha commissionato migliaia di ore di doppiaggi. Davvero numerosi i cicli di film - come "Cinema di notte" - e l'ideazione e conduzione di rubriche di cinema come "Dolly" e "Set". Ha anche lanciato in Italia la soap "Beautiful", "Capitol", "Quando si ama", serie tv come "Hunter", "Miami Vice", "L'ispettore Koster", "La clinica della Foresta Nera", "Navarro", per citarne alcune. Numerosi anche i libri pubblicati, ma e' stato anche presidente o membro di diverse giurie di premi di cinema e di televisione, in Italia e all'estero. C'e' stato anche un percorso di attore con Maurizio Nichetti in "Ladri di saponette". (AGI) .

Torino - Morta Romilda Bollati, signora discreta della cultura Funerali privati a Torino. A lei ultime lettere di Pavese Aveva pensato a quel soprannome mutuandolo dalla sua famiglia, Bollati di Saint Pierre, e a lei, all'allora 18enne Romilda Bollati di Saint Pierre, Pavese scrisse i suoi ultimi messaggi d'amore. Quattro, per l'esattezza, due lettere e due biglietti. Uno dei quali scritto proprio da quell'hotel Roma di Torino dove lo scrittore si uccise il 27 agosto del 1950. Romilda Bollati, presidente della Bollati-Boringhieri, è morta lunedì a Torino, all'età di 82 anni. Oggi i funerali, in una chiesa del centro in forma rigorosamente privata. Cordoglio per la sua scomparsa è stato espresso anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha inviato alla famiglia Bollati questo messaggio: "Esprimo sentimenti di sincera partecipazione al cordoglio dei famigliari e di quanti le furono vicini per la morte di Romilda Bollati, figura distintissima di gentildonna impegnatasi con particolare sensibilità anche nella vita culturale attraverso una iniziativa editoriale originale e di alto prestigio". Nata a Parma nel 1932, Romilda Bollati si trasferì a Torino negli anni della Seconda guerra mondiale, per raggiungere il fratello Giulio Bollati. Da allora non se ne andò più, diventando protagonista discreta - in stile tipicamente sabaudo - della vita imprenditoriale e culturale della città. Da giovane frequentò la casa editrice Einaudi, dove il fratello, al quale fu sempre molto legata, lavorava dal 1949.Era il 1990. Confessò di aver voluto parlare per "salvare" la memoria di Pavese dopo la pubblicazione del suo "Taccuino Segreto", le pagine più intime del diario dello scrittore, quelle che lui stesso aveva espunto dal suo Mestiere di Vivere. Scrisse la studiosa Maria Corti, tra le più attente e profonde conoscitrici dell'opera di Pavese: "Il silenzio di Romilda Bollati, che per quasi mezzo secolo ha tenuto celato il suo segreto, è molto apprezzabile soprattutto oggi, nel clima del degrado di tutto a notizia". "Cara Pierina - le aveva scritto Pavese -, ieri rientrando mi sono visto allo specchio... Non lo sapevo di essere a questo punto. Penso che sia la musica in cui tu balli, a scavarmi dentro, a scrollarmi il sangue, a farmi fare la faccia feroce (ma è la faccia feroce di un suicida, non altro)".(ANSA.it)

24/04/14

Ingoiare il rospo | Perchè si dice

"Sono stato costretto ad ingoiare il rospo", questa espressione vi sarà sfuggita qualche volta. Immaginatevi la scena: voi a bocca spalancata, che vi calate dentro un rospo per poi ingoiarlo. A qualcuno non fa nè caldo nè freddo (altra espressione particolare), ma a molti di voi susciterà un certo ribrezzo. Del resto a me viene in ogni caso in mente, la novella "Re rospo" e relativo bacio della principessa........
Ingoiare il rospo, questa espressione viene usata per indicare una situazione spiacevole o un’esperienza negativa che devono necessariamente essere vissute, sapendo a priori che saranno sgradevoli. Ma le origini di tale espressione?

Ingoiare il rospo
Il rospo, detto anche bufo, è un anfibio che tipicamente non suscita molta simpatia a causa del suo aspetto e delle secrezioni ghiandolari, in alcuni casi anche allucinogene. Pensare di dover inghiottire un rospo suscita di conseguenza ribrezzo.  In genere il rospo oltre al senso di ribrezzo e repulsione è associato anche a credenze che lo vogliono velenoso (le streghe usavano la bufotenina - una sostanza contenuta nelle secrezioni della pelle del rospo - e forse proprio tali associazioni possono aver dato origine alla locuzione suddetta o ad altre come "brutto come un rospo" o "gonfio come un rospo" mentre Umberto Saba si lamentava: "Come faccio io ad inghiottire, senza nemmeno reagire, rospi velenosi dalla mattina alla sera?" in Lettere famigliari). Lapucci, nel suo "Modi di dire", ipotizza che la locuzione derivi dalla difficile digestione che provoca nella serpe una tale preda ma forse è più probabile ricercarla nell'etimologia della parola rospo. Alcuni studiosi ritengono che il nome sia legato al latino tardo antico ruspare "cercare a fondo", quindi "graffiare, raspare". Il verbo sarebbe un derivato da "ruspus" 'ruvido', ed in italiano vi è ruspo. Il Pianigiani in linea alla voce rospo rimanda a un radicale rusp- esser ruvido. Potrebbe però appartenere a ruspari nel significato di raschiare, sfregare. Nella pronunzia rospo indica una specie di rana nominata dalla pelle ruvida: fig. uomo ritroso e sgarbato. Da quest'ultima precisazione è facile arguire che molto probabilmente l'antico "ruspo" è col tempo diventato definitivamente "rospo". Curiosità, il nome "bufotenina" che fu dato dal chimico austriaco Handovsky deriva da un genere di rospo. Altra curiosità: a Firenze vi è il cosiddetto "vin ruspo", un vino allegro dal colore rosato che si produce sulle colline pratesi (Carmignano). È detto così perché al tempo della mezzadria, il mezzadro ritardava il trasporto alla fattoria dell'ultima tinella di uva e durante la notte, col tacito consenso dei proprietari, "ruspava" (sottraeva) un certo quantitativo di mosto che finiva nella sua cantina. Il vino, già pronto qualche mese dopo la vendemmia e quindi sottratto troppo presto alle vinacce, acquista quel sapore particolare un po' "ruvido" perciò ruspo.

Usa lo skateboard di Ritorno al Futuro con gli Oculus Rift

Simulatore per usare lo skateboard
di Ritorno al Futuro
Immagino che, come me, anche voi avete sempre voluto mettere sui propri piedi uno di quelli skateboard flutuanti di Ritorno al Futuro. Grazie ad uno sviluppatore finalmente è possibile!
Adessovmanca solo la Delorian e siamo a posto.

Cratesmith, lo sviluppatore, grazie a una wii balance e agli oculus rift è riuscito a ricreare un simulatore per poter usare lo skateboard del futuro. Non male vero?

Purtroppo questo mondo rimarrà per un bel po' virtuale perchè, a quanto pare, la tecnologia per far flutuare uno skate e riuscirlo a far muovere è, purtroppo, molto lontana. Intanto però possiamo divertirci a giocare con questo nuovissimo e divertente simulatore.
Qui sotto vi lascio il video cosi potete guardare coi vostri occhi cosa si può fare col simulatore creato da Cratesmith.


Apple e Facebook, ricavi da record

Tutti amano l'iPhone, tutti navigano su Facebook. Le vendite del noto device e la navigazione e utilizzo di Facebook hanno spopolato. I due colossi nei primi tre mesi del 2014 hanno avuto ricavi ben oltre le attese. Vediamo alcuni dati e qualche commento.
45,6 miliardi di dollari (in aumento dai 43,6 dello stesso periodo precedente) con un utile netto di 10,2 miliardi di dollari (+7,1%), pari a 11,62 dollari per azione diluita per l'azienda di Cupertino. Il margine lordo è stato del 39,3%, rispetto al 37,5% registrato nello stesso trimestre di un anno fa. Le vendite internazionali hanno rappresentato il 66% del fatturato trimestrale. In testa al record del fatturato, le forti vendite di iPhone che nel secondo trimestre fiscale hanno raggiunto quota 43,72 milioni.
Mark Zuckerberg
"Siamo molto orgogliosi dei nostri risultati trimestrali, in modo particolare delle forti vendite iPhone e del fatturato record derivante dai servizi ” ha affermato Tim Cook, CEO di Apple. "Non vediamo davvero l'ora di introdurre ulteriori nuovi prodotti e servizi che solo Apple potrebbe portare sul mercato". Insieme ai conti Apple ha annunciato anche uno split azionario 7 a 1. In sostanza, per ciascuna azione posseduta ogni azionista ne avrà altre sette nuove.
Lo stesso vale per Facebook. Menlo Park ha chiuso il primo trimestre dell'anno 2014 con un utile quasi triplicato e ricavi in crescita del 72% a 2,5 miliardi di dollari rispetto agli 1,46 mld del primo quarter del 2013. I proventi dalle inserzioni pubblicitarie sono stati 2,27 mld, in aumento dell'82% rispetto al medesimo trimestre del 2013. L'utile netto dei primi tre mesi del 2014 sono stati di 642 milioni di dollari, in crescita del 193% rispetto ai 219 milioni dello stesso periodo di un anno prima. La società californiana ha annunciato anche un cambio ai vertici: lascia il Cfo David Ebersman. Al suo posto subentra David Wehner dal 1 giugno. Gli utenti attivi sul social su base mensile a marzo sono stati 1,28 miliardi in crescita del 15% anno su anno. Quelli attivi a marzo su dispositivi mobile 1,01 miliardi in crescita del 35% anno su anno. "Il business di Facebook è forte e sta crescendo" ha detto il fondatore e ceo Mark Zuckerberg, evidenziando che "questo trimestre ha rappresentato un grande inizio di 2014". "Abbiamo fatto alcune grandi scommesse sul lungo termine mentre restiamo focalizzati sul nostro core business", ha aggiunto.

Contro il tumore della prostata bere molto caffè.

E’ noto che il caffè ha effetti benefici per la salute: aumenta la vigilanza, diminuisce il senso di fatica, aumento della motilità intestinale ed altro ancora. Ora arriva una ricerca condotta dall’Università di Harvard (Usa) che ha pochi precedenti tra quelle condotte sull´argomento: una durata di 20 anni e circa 50 mila soggetti coinvolti. E anche le conclusioni sono eccezionali. Sì, perché secondo gli esperti statunitensi bere molto caffè, addirittura 6 tazze al giorno, diminuisce notevolmente i rischi di sviluppare il tumore della prostata e di morirne. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of the National Cancer Institute”, ha dimostrato che bere 6 caffè al giorno riduce del 20% i rischi di ammalarsi di cancro alla prostata e addirittura del 60% di morire per colpa di questa forma di tumore. Ma la sorpresa maggiore è che l’effetto benefico sarebbe identico sia per il caffè tradizionale che per quello decaffeinato: come a dire che non è la caffeina l’artefice del “miracolo” bensì gli antiossidanti dei quali il caffè è ricco.. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno confrontato le abitudini di bere caffè, negli uomini, ogni quattro anni nel periodo compreso tra il 1986 e il 2006. Due terzi dei partecipanti ha dichiarato di berne almeno una tazzina al giorno e il 5% di gustarne 6. Su 47.911 uomini, 5.035 hanno sviluppato un cancro alla prostata, con 642 dei tumori classificati come letali.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.