03/05/14

L'attualità dell'angelica Arcangelica

Agli inizi di luglio, nei boschi, lungo le rive o nei prati umidi, alti fusti aerei sovrastati da larghe ombrelle di fiori bianco-verdastri svettano su tutte le altre erbe: è l'Angelica Arcangelica.

Cresce in zone riparate dal vento, soleggiate e rinfrescate da ruscelli, in alcuni valloni delle Alpi e degli Appennini; rara in Italia allo stato spontaneo. È una pianta erbacea della famiglia delle Ombrellifere che raggiunge 1-2 m di altezza; ha fusto grosso e scanalato, con all'apice diverse infiorescenze distribuite a ombrella. Nel XVI secolo veniva coltivata nei monasteri dell'Europa centrale dai monaci, e per le sue virtù vere e presunte, fu denominata Erba degli angeli o Arcangelica. Secondo l'abate Foumier questo nome deriva dalla leggenda che attribuiva all'arcangelo Raffaele l'aver rivelato a un eremita le proprietà specifiche della pianta contro la peste. l'angelica è una pianta medicinale particolarmente adatta a contrastare i danni, come lo stress e i disturbi digestivi, provocati sul nostro organismo dal ritmo della vita modema.

immagine presa dal web

Angelica Arcangelica

I suoi principi attivi sono il felandrene, con effetti digestivi e spasmolitici, e l'angelicina, che svolge un'azione sedativa e riequilibrante del sistema nervoso; a questi principi si devono le vere proprietà medicinali della pianta che è essenzialmente digestiva e carminativa: è infatti un potente tonico e stimola le funzioni dell'apparato digerente, aumenta l'appetito, rende più facile la digestione, aumenta la secrezione dei succhi gastrici ed elimina i gas e le fermentazioni intestinali. È la pianta più adatta alle persone inappetenti, indebolite e dispeptiche. È particolarmente indicata per chi soffre di ipotonia (ptosi gastrica) e di emicranie dovute a una cattiva digestione. Tonificante e riequilibrante del sistema nervoso: è particolarmente utile in caso di depressione, nevrosi ed esaurimento nervoso. Si raccomanda quindi anche agli studenti nei periodi d'esame, alle persone soggette a tensione nervosa, ai convalescenti di malattie debilitanti e, in generale, a tutti coloro che si preparano a superare una prova difficile. I bagni con acqua di angelica esercitano un effetto dawero salutare sul sistema nervoso. l'angelica possiede anche virtù diuretiche ed espettoranti le quali sono, però, meno efficaci delle precedenti. Occorre porre attenzione all'azione fotosensibilizzante, per cui durante l'assunzione della pianta è opportuno evitare esposizioni prolungate al sole o ai raggi UV; la preparazione tramite infuso, invece, viene segnalata come innocua.

PREPARAZIONE E USO UNA RADICE MOLTO ATTIVA La letteratura non segnala effetti secondari alle dosi terapeutiche. Dosi molto elevate hanno però un effetto abortivo. Per stimolare l'appetito, bastano 20 gocce di tintura madre d'angelica, in mezzo bicchiere d'acqua, mezz'ora prima dei pasti. Se vogliamo prevenire le gastroenteriti da calore, aggiungiamo alcune foglie della pianta alle insalate di verdura cotta, almeno due volte alla settimana. L'infuso o il decotto si prepara con lo radice tritata, cioè con la parte più attiva della pianta, con 20-30 g per l litro d'acqua. Si possono unire anche foglie tenere e semi. Bere una tazza di tisana prima di ogni pasto, fino a tre volte al giorno. Per un bagno rilassante, preparare un decotto con 100 g di pianta in l litro d'acqua da aggiungere all'acqua della vasca. Per combattere l'iperacidità o gli spasmi gastrici, bere dopo ogni pasto una tazza di infuso di semi di angelica (un cucchiaino di semi in una tazza da tè).
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